Entry / Exit System: cosa devi sapere sul nuovo controllo aeroportuale Controlli aeroporto

Entry / Exit System: cosa devi sapere sul nuovo controllo aeroportuale

Il nuovo Entry / Exit System è operativo negli aeroporti europei dal 10 aprile 2026. Scopri come funziona e quali rischi comporta in questa fase iniziale

 

Il nuovo Entry / Exit System è operativo negli aeroporti europei dal 10 aprile 2026. Scopri come funziona e quali rischi comporta in questa fase iniziale

14 Aprile 2026 - 15:45

La vicenda dei 120 passeggeri di un volo EasyJet da Milano Linate a Manchester che, domenica scorsa, non sono riusciti a salire in tempo sull’aereo perché bloccati per ore ai controlli di frontiera dell’aeroporto, ha portato all’attenzione del grande pubblico l’EES o Entry / Exit System, il nuovo sistema di ingresso e di uscita in area Schengen divenuto pienamente operativo il 10 aprile 2026 dopo alcuni mesi di sperimentazione. Un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe velocizzare i controlli, oltre che aumentare la sicurezza, ma che evidentemente necessita di essere ancora perfezionato. Continua a leggere per scoprire come funziona e chi riguarda.

IL NUOVO SISTEMA DI INGRESSO E USCITA (EES) NELL’UNIONE EUROPEA

L’Entry / Exit System (EES) è una piattaforma tecnologica automatizzata che ha radicalmente cambiato le procedure di controllo delle frontiere esterne dello spazio Schengen. Progettato per i cittadini extra-UE in viaggio per soggiorni brevi, il sistema ha mandato definitivamente in soffitta il tradizionale timbro manuale sul passaporto, sostituendolo con una registrazione digitale centralizzata.

Il suo funzionamento è immediato: al primo arrivo in un aeroporto europeo, il viaggiatore scansiona il proprio documento presso chioschi self-service che acquisiscono i dati biometrici, inclusi l’immagine del volto e le impronte digitali. Questi dati, insieme alla data e al luogo di ingresso, vengono memorizzati in un database sicuro che calcola automaticamente la durata del soggiorno autorizzato, monitorando il rispetto della regola dei 90 giorni su un periodo di 180 e identificando istantaneamente chi supera tale limite.

Oltre a snellire le code attraverso l’automazione dei varchi, l’EES potenzia la sicurezza facilitando l’individuazione di identità rubate o documenti falsi. Con questa digitalizzazione, l’Europa intende garantire una gestione dei flussi migratori più efficiente e trasparente, rendendo l’esperienza di viaggio più fluida per chi rispetta le norme ed eliminando definitivamente le lungaggini burocratiche dei vecchi timbri a inchiostro.

CHI RIGUARDA IL NUOVO ENTRY / EXIT SYSTEM NEGLI AEROPORTI EUROPEI?

Il sistema EES è rivolto esclusivamente ai cittadini di Paesi NON appartenenti all’Unione Europea o allo spazio Schengen che intendono soggiornare nel territorio per un periodo massimo di 90 giorni ogni 180. La normativa include sia i viaggiatori soggetti all’obbligo del visto, sia quelli che ne sono esenti (come i cittadini provenienti da Stati Uniti, Regno Unito o Canada) che viaggiano per turismo o affari. In breve: se non possiedi un passaporto UE o di un Paese associato Schengen, l’EES diventerà il tuo nuovo compagno di viaggio obbligatorio.

Restano invece totalmente esclusi i cittadini europei, i residenti permanenti e i titolari di visti di lunga durata (tipo D), che continueranno a varcare i confini senza dover registrare dati biometrici a ogni passaggio. Sono esentati anche i diplomatici e i membri degli equipaggi aerei in servizio.

Quindi, mentre il visitatore extra-UE dovrà prestare impronte e volto agli scanner, per noi italiani la procedura rimane quella di sempre, rapida e senza intoppi digitali. Questa distinzione netta permette alle autorità di concentrare le risorse sul monitoraggio dei visitatori temporanei, garantendo al contempo che il diritto alla libera circolazione dei residenti europei non subisca rallentamenti burocratici causati dalle nuove misure di sicurezza.

Entry / Exit System

QUALI PAESI EUROPEI HANNO ADOTTATO IL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLI?

Dal 10 aprile 2026 il sistema EES è operativo in 29 Paesi europei, coprendo la quasi totalità dell’area di libera circolazione. Nello specifico, il regolamento si applica a 25 Stati membri dell’Unione Europea (inclusi Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia e i nuovi ingressi nello spazio Schengen come Bulgaria e Romania) e ai quattro Paesi non-UE che aderiscono integralmente allo spazio Schengen: Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Tuttavia è fondamentale notare che l’adozione di questa tecnologia non segue rigidamente i confini politici dell’Unione, ma quelli dello spazio Schengen. Di conseguenza, restano esclusi l’Irlanda, che ha scelto di mantenere la propria zona di controllo comune con il Regno Unito, e Cipro, che pur essendo un membro dell’UE, non è ancora parte integrante dell’area Schengen e continuerà a utilizzare i timbri manuali fino a una futura integrazione tecnica.

Pertanto, i cittadini extra-UE che viaggiano verso mete come Dublino o Larnaca non incontreranno i nuovi chioschi biometrici, mentre se atterrano in uno scalo principale da Lisbona a Helsinki dovranno sottostare alla registrazione digitale.

SISTEMA ANCORA NON OTTIMIZZATO: OCCHIO AI RITARDI

L’episodio citato all’inizio e verificatosi all’aeroporto di Milano Linate, dove circa 120 passeggeri del volo EasyJet per Manchester sono rimasti a terra perché attardati ai controlli di frontiera, ha messo a nudo qualche criticità del sistema EES, specie in questa fase di lancio. Infatti, pur essendo progettato per velocizzare i controlli, l’Entry / Exit System ha paradossalmente generato code chilometriche a causa del “collo di bottiglia” della prima registrazione: l’acquisizione obbligatoria di impronte digitali e foto per i viaggiatori extra-UE richiede diversi minuti a testa (da 2 a 5 se non ci sono intoppi), un’eternità se moltiplicata per centinaia di persone in contemporanea.

A Linate, la carenza di chioschi operativi e alcuni bug del software nei primi giorni di piena operatività hanno trasformato i varchi in un imbuto insuperabile, costringendo il velivolo a decollare quasi vuoto tra le proteste.

Il rischio che simili disagi si ripetano è concreto, specialmente negli hub più affollati, finché la maggior parte dei profili ricorrenti non sarà stata censita nel database centralizzato. L’avvertenza per i viaggiatori extra-UE è dunque categorica: per i voli diretti fuori dall’area Schengen, Regno Unito compreso, è indispensabile presentarsi ai controlli con almeno tre o quattro ore di anticipo, verificando preventivamente se l’aeroporto offra opzioni di pre-registrazione tramite app per snellire le procedure biometriche sul posto.

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