App unica per i trasporti di Roma: soldi finiti, servono fondi per il progetto
Il Comune di Roma lancia l'allarme per il sottofinanziamento del trasporto locale: esauriti i fondi, servono risorse statali per l'App unica MaaS
Il Comune di Roma lancia l'allarme per il sottofinanziamento del trasporto locale: esauriti i fondi, servono risorse statali per l'App unica MaaS
Dopo il test costato 2,5 milioni di euro dal 2022, oggi l’App unica per i trasporti di Roma è a un binario morto: mancano fondi statali per il progetto, dice Roma Today. Parliamo del Mobility as a Service (MaaS), un’iniziativa PNRR (risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per l’Italia) che integra i servizi di trasporto pubblico e privato in un’unica piattaforma digitale.
Quindi, con lo smartphone, e una sola Applicazione, in teoria gli utenti potrebbero pianificare, prenotare e pagare i propri spostamenti in modo semplice, così da trovare la soluzione su misura. Al termine di quattro anni di prove, urgono nuovi investimenti, altrimenti tutto quanto è stato fatto in 48 mesi verrebbe perduto. Per questo, l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, ha lanciato l’appello al Governo Meloni dall’Università di Roma Tre.
APP UNICA TRASPORTO A ROMA: ECCO IL TEST
In quattro anni, il MaaS ha visto il coinvolgimento di Roma Servizi per la Mobilità, del dipartimento Mobilità della capitale e dell’Atac, l’Azienda tramvie e autobus del Comune, la società per azioni, interamente partecipata dal Camidoglio, che gestisce la quasi totalità del trasporto pubblico locale nella Città Eterna.
Nella prima fase, i dati statistici sono stati integrati secondo gli standard europei (Netex), coinvolgendo 1.500 sperimentatori, integrando trasporto pubblico, bike sharing e monopattini. Nella seconda, l’integrazione è stata estesa ai treni regionali e agli Intercity.
LA VERA ALTERNATIVA ALL’AUTO
Alla fine, l’obiettivo di quest’App è “rendere l’alternativa all’auto privata semplice e conveniente tramite un unico gesto digitale per pianificare, prenotare e pagare”, ha detto Patanè. Coi mezzi pubblici, da partenza a destinazione, devono trascorrere al massimo 120 minuti (non tanto, considerando le dimensioni della capitale). L’Applicazione viene pensata per un viaggio “intermodale”, attraverso l’utilizzo di diversi vettori di trasporto: bus, tram, metro, ma anche bici e monopattini in sharing, quindi treni.
A Roma, il MaaS è stato utilizzato per l’89,2% per gli spostamenti su bus, filobus, tram e metropolitane. I dati di Roma Servizi per la Mobilità certificano che la piattaforma ha generato un +6% nell’utilizzo del trasporto di massa e un balzo del +19% per quanto riguarda i veicoli in sharing (bici e monopattini).
Il sindaco Roberto Gualtieri ha ricordato come l’architettura digitale abbia superato banchi di prova complessi, come la gestione dei flussi intermodali in occasione della finale di Coppa Italia, consentendo a migliaia di tifosi di pianificare e pagare lo spostamento verso lo stadio combinando mezzi pubblici e sharing in un unico flusso.

ALTRE RISORSE, QUALE TARGET
Occorre, secondo l’assessore, “individuare chi sosterrà i costi di manutenzione ed evoluzione delle piattaforme dati dopo il PNRR in un quadro regolatorio stabile sull’accesso ai dati e sull’interoperabilità tra operatori”. In più, serve “mantenere il focus sulle periferie, dove il bisogno di mobilità alternativa è più forte ma l’offerta è storicamente più debole”.
QUANTI SOLDI PER L’ITALIA
Ricordiamo che, nel quadro del PNRR, a beneficio di tutti i Comuni sono stati stanziati 57 milioni di euro per App uniche della mobilità. Il nostro auspicio, che riguarda Roma e il resto del Paese, è che n0n si tratti di una “incompiuta digitale“, pagata a caro prezzo: quel denaro allora poteva essere investito in altro modo.