Toyota, scatta la class action per frode dopo il richiamo

TOKYO - Scatta negli Stati Uniti un'azione legale collettiva contro Toyota con l'accusa di frode. Nella class action depositata in Colorado, si afferma che il gigante giapponese ha nascosto per anni

5 febbraio 2010 - 0:00

Via all'inchiesta negli Usa, maxi richiamo anche per la Prius. I costi supplementari vicini a 1,4 miliardi

TOKYO – Scatta negli Stati Uniti un'azione legale collettiva contro Toyota con l'accusa di frode. Nella class action depositata in Colorado, si afferma che il gigante giapponese ha nascosto per anni i problemi all'acceleratore all'origine del richiamo delle sue auto. Intanto, secondo quanto riferisce la stampa giapponese, Toyota avrebbe deciso di richiamare 270 mila Prius negli Usa e in Giappone per un problema, questa volta, ai freni. Problema sul quale il governo americano ha annunciato oggi di aver aperto un'inchiesta.

PREVISIONI IN RIALZO – Ma nonostante le cattive notizie la casa automobilistica giapponese registra dati trimestrali oltre le attese, al punto che rivede al rialzo le stime sull'intero esercizio fino all'utile, e si prepara a contabilizzare i primi oneri del maxi-richiamo d'auto dopo i problemi all'acceleratore, pari a 1,3-1,4 miliardi di euro. A ottobre-dicembre 2009 il colosso di Nagoya segna profitti per 153,2 miliardi di yen (1,2 miliardi di euro), a fronte della perdita di 164,7 miliardi dello stesso periodo del 2008, con i ricavi in crescita del 10,2%, a 5.292 miliardi. Risultati che sorprendono la folta platea dell'auditorium nella sede della compagnia di Tokyo, a Iidabashi, perchè seguiti dalla revisione all'insù delle stime sull'esercizio 2009-2010: utile netto di gruppo di 80 miliardi (633 milioni di euro), contro il rosso di 200 miliardi annunciato il 5 novembre 2009, pur se restano le perdite operative (da 350 a 20 miliardi).

ONERI PER I RICHIAMI – Toyota, spiega il direttore esecutivo senior, Takahiko Ijichi stima tra i 170 e i 180 miliardi di yen (1,3-1,4 miliardi di euro) gli oneri al 31 marzo legati al maxi-richiamo globale di vetture, circa 8 milioni, a causa dei problemi all'acceleratore. In particolare, i costi del solo richiamo si attesterebbero a 100 miliardi, mentre altri 70-80 miliardi (circa 100.000 auto in meno) sono imputabili al calo delle vendite per l'immagine della casa nipponica appannata. Sugli oneri 2010 il manager s'è ben guardato dal fornire numeri. «È impossibile dirlo», precisa. Il colosso di Nagoya ammette i problemi al sistema frenante Abs della terza generazione Prius, l'auto ibrida più diffusa al mondo, simbolo del successo Toyota e al vertice delle vendite nel Sol Levante da otto mesi. «Stiamo considerando i passi per seguire con i clienti», spiega subito dopo Ijichi, il manager della qualità e servizi, Hiroyuki Yokoyama, secondo cui le indagini sono state approfondite dopo l'aumento dei reclami a dicembre. «Le auto prodotte a gennaio hanno un nuovo software, non c'è mai stata volotà di coprire il caso», precisa. Una risposta differita al ministro per gli Affari dei consumatori Mizuho Fukushima, che ha convocato in mattinata i vertici della compagnia, chiedendo di riferire sul caso Prius. Alla Borsa di Tokyo, Toyota ha ceduto il 3,5% (dall'inizio della crisi il valore si è ridotto di un quarto, 30 miliardi di dollari), recuperando le pesanti perdite maturate sulle notizie provenienti dagli Usa. (Fonte: Ansa)

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