Toyota fuori dal coro: l'auto robot? Può aspettare

"Non siamo interessati alla guida completamente autonoma": l'affermazione choc di Toyota contro le auto-robot lascia il segno

24 ottobre 2016 - 18:34

Cilindrata, sospensioni, trazione, alimentazione: nelle chiacchiere fra appassionati questi temi sono sempre vivi ma i media e gli uffici stampa delle Case dedicano uno spazio sempre maggiore alla guida autonoma, diventata ormai un argomento acchiappa-click se non uno strumento di marketing fatto e finito (leggi delle Tesla che avranno tutte l'hardware per la guida autonoma). Molte delle automobili di oggi sono già dotate di automatismi impensabili fino a pochi anni addietro, con freni, sterzo e acceleratore che possono agire autonomamente, ad esempio frenando l'auto se il guidatore non reagisce tempestivamente: si tratta dei mattoni con i quali costruire la casa della guida autonoma. Bene: Toyota, per bocca di dirigenti tecnici, ha fatto sapere che la “casa” può aspettare e che, almeno per ora, preferisce concentrarsi sui mattoni per diminuire gli incidenti.

NON CERCHIAMO L'AUTO-ROBOT La Casa ha parlato per bocca di Seigo Kuzumaki, Assistant chief safety technology officer in Toyota, che ha detto ad Autonews che “un'automobile completamente autonoma non è quello che stiamo cercando, la nostra priorità è di ridurre il numero degli incidenti”. L'Azienda giapponese intende infatti dedicarsi intensamente alla guida autonoma di Livello 3, in cui un veicolo può accelerare, frenare e guidare da solo in tratti autostradali ben definiti (anche Mercedes prende le distanze dalla guida autonoma).

ANCORA POCHI ANNI Toyota introdurrà questo sistema, chiamato Highway Teammate, in Giappone nel 2020: fra non molti anni, quindi. Kuzumaki ha inoltre detto che Toyota sta sviluppando un sistema simile, destinato all'uso sulle strade cittadine, chiamato giustamente Urban Teammate; a differenza di quello autostradale non ha però rivelato la data della sua immissione sul mercato. C'è comunque da dire che, anche se l'Highway Teammate è sicuramente inserito nei piani-prodotto di Toyota, l'Azienda sta incontrando delle difficoltà con un problema che sta tormentando l'industria: come restituire affidabilmente il controllo al guidatore (è uno dei problemi della guida autonoma indicati da Peter Mertens). In effetti Kuzumaki ha detto: “è vero, il 'passaggio delle consegne' è un problema molto difficile perché implica la comunicazione tra il sistema e il conducente umano ed è proprio su questo aspetto che stiamo lavorando in questo momento”. Toyota sta sperimentando segnali acustici, luci e perfino sedili vibranti alla ricerca del sistema migliore per attirare tempestivamente l'attenzione del guidatore prima di restituirgli il controllo. In effetti la questione ha generato una scuola di pensiero, alla cui testa c'è Google, che vorrebbe eliminare del tutto il volante e i pedali: nel caso di malfunzionamenti il veicolo è programmato per accostarsi al bordo della strada e fermarsi (Google dice che l'uomo è distratto ed è meglio lasciar fare tutto all'auto).

CONSERVARE IL DIVERTIMENTO, ESALTARE I SENSI Toyota vuole che ci siano automobilisti in carne ed ossa nel sedile del conducente: Kuzumaki ha infatti precisato che “il concetto dell'auto 'divertente da guidare' è molto importante per Toyota”. Il Costruttore vede la tecnologia come un modo per rendere i veicoli più sicuri, utilizzando sensori, radar e telecamere per sorvegliare l'ambiente circostante, frenando e sterzando per evitare collisioni. In effetti Toyota vuole inserire tecnologie anticollisione in tutta la sua gamma entro il 2017. Le tecnologie che tengono l'auto nella sua corsia e ad una velocità e distanza di sicurezza dalle altre esistono già ma la prossima frontiera della sicurezza attiva sarà la misurazione della distanza con il laser, a 360 gradi intorno all'automobile, e una maggior precisione nella mappatura e nel posizionamento satellitare. Ken Koibuchi, General manager della Intelligent vehicle division di Toyota, ha detto che “i computer sono più veloci degli esseri umani mentre le persone hanno il vantaggio di utilizzare tutti i loro sensi per 'leggere' l'ambiente circostante. Quando guidiamo riusciamo ad anticipare le intenzioni delle altre persone anche dal contatto oculare o dai loro gesti. I veicoli possono però vedere fino a 10 miglia di distanza non si stancano: questo è il motivo per il quale gli esseri umani e i computer fanno una buona squadra”.

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