Tesla si compra Grohmann Engineering e piazza la prima sede in Europa

Gli ambiziosi piani di espansione di Tesla trovano un aiuto prestigioso in Grohmann Engineering, già partner di BMW e Mercedes

9 novembre 2016 - 22:40

Mezzo milione di auto nel 2018: Tesla Motors ha obietivi che definire ambiziosi sarebbe riduttivo (leggi delle buone notizie finanziarie e dei Supercharger che diventerano a pagamento) e si sta attrezzando di conseguenza. Acquisendo la società d'ingegneria Grohmann, Musk, oltre ad aumentare le competenze di Tesla, si trova un impianto di produzione in Germania.

BATTERIE IN QUANTITÀ Perché mai Tesla avrebbe dovuto comprare l'Azienda tedesca Grohmann Engineering? La domanda è (volutamente) retorica e la risposta è immediata: Grohmann, fra le altre cose, sviluppa sistemi automatizzati di produzione per batterie e fuel cell e Tesla ha un gran bisogno di espandere la sua produzione per un fattore 6 entro il 2018. I conti sono presto fatti: Tesla sta cercando di passare dai circa 80.000 veicoli di quest'anno al mezzo milione del 2018, una data che, industrialmente parlando, è domani. Nel portfolio di Grohmann si trova un po' di tutto: sistemi di assemblaggio, macchine per piegatura e lavorazioni laser, sistemi di test, tessitura e rivestimento di fibre, processi di stampaggio e via elencando.

TUTTO QUELLO CHE SERVE La Società lavora non soltanto con l'automotive ma anche per industrie dei settori delle biotecnologie, delle telecomunicazioni e della consumer electronics. Grohmann Engineering GmbH ha sede a Prüm, cittadina situata nei pressi dei confini con i Paesi Bassi e il Lussemburgo, e ha per esempio sviluppato e prodotto propulsori elettrici per veicoli elettrici Mercedes, per la Classe B, e per la seconda generazione della Toyota Rav4 EV. Fra gli acerrimi rivali di Tesla che si sono avvalsi dei servizi di Grohmann troviamo anche BMW (leggi di come le batterie della i3 alimenteranno le case). Il know-how accumulato con queste collaborazioni tornerà quindi utile proprio a quella Tesla che viene vista come il fumo degli occhi da tutti i marchi premium che vedono un “dilettante” soffiar loro molte vendite del segmento top (Daimler minaccia di spodestare Tesla in 10 anni).

LA FABBRICA SENZA (QUASI) OPERAI Nel giugno scorso Elon Musk aveva detto: “Ci siamo resi conto che la vera difficoltà, che contiene anche il più grande potenziale, è costrure la macchina che fa le automobili. In altre parole, sto pensando alla fabbrica come un prodotto”. Nel suo blog Tesla ha inoltre comunicato che “fino ad oggi, abbiamo aumentato il tasso di produzione del nostro impianto di Fremont del 400% in quattro anni, e ci aspettiamo che questa acquisizione possa accelerare ancora questo tasso di crescita”. L'dea è quella di instaurare un processo produttivo con molti robot e pochi operai. A seguito dell'acquisizione, che deve ancora essere approvata dalle autorità Antitrust tedesche, diversi elementi dei sistemi di produzione automatizzati di Tesla saranno progettati e prodotti proprio a Prüm. L'accordo, i cui termini finanziari non sono stati ancora divulgati, prevede la creazione di più di 1.000 posti di lavoro qualificati (ingegneri e tecnici specializzati) in Germania nell'arco di due anni; Grohmann ha attualmente circa 700 dipendenti. Tesla acquisterà una quota azionaria del 74,9% dal fondatore e azionista di maggioranza Klaus Grohmann e la rimanente quota del capitale (cioè il 25,1%) dalla società di private equity Deutsche Beteiligungs AG (DBAG). DBAG si aspetta di guadagnare circa 5 milioni vendendo la sua partecipazione in Grohmann, Società che ha fatturato di 123 milioni di euro nel 2015.

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