Tesla a pieno regime, ma gli obiettivi per il 2018 sono ancora lontani

La produzione Tesla supera le 2000 auto a settimana ma il mezzo milione nel 2018 sembra lontanissimo. Il tragico crash dell'Autopilot peserà molto?

5 luglio 2016 - 20:33

Tesla ha mancato gli obiettivi delle consegne per il secondo quadrimestre del 2016 eppure dice che sarà in grado di produrre mezzo milione di auto nel 2018! Se alcuni dati inducono all'ottimismo, altri invitano alla prudenza e c'è anche l'incognita delle reazioni all'incidente che ha visto la prima vittima della guida autonoma proprio su una Tesla.

CANNIBALI IN FAMIGLIA? I numeri posso dare un'idea ma non dicono tutto e possiamo fare un esempio subito, parlando proprio di Tesla. Le consegne del secondo trimestre sono state 14.370, ripartite in 9.475 Model S 4.625 Model X; il totale è abbastanza minore alle previsioni, che erano state fissate a 17.000 unità. Un altro fattore che non invita all'ottimismo è una certa stanchezza della Model S, le cui vendite sono in calo per il secondo trimestre di seguito, una congiuntura mai verificatasi finora. Siamo ancora a livelli buoni, perché nei primi 2 trimestri del 2015 la model S era stata consegnata in 10.045 e 11.532 unità rispettivamente contro le 12.420 e 9.745 unità degli stessi periodi del 2016. L'ultimo trimestre dell'anno scorso aveva però totalizzato 12.272 Model S e 206 Model X, e le 2.400 e 4.465 Model X dei primi 2 quarter del 2016 non sono bastate a ripetere l'eccellente performance degli ultimi mesi del 2015. Una parte di questo calo può essere imputata alla Model X, che può aver “cannibalizzato” i numeri della prestigiosa berlina S: la grossa SUV è stata consegnata in 2.400 esemplari nel Q1 del 2016 e ben 4.465 nel Q2 ma ciò non toglie che il 2016 non è iniziato benissimo in confronto alla chiusura del 2015.

MOLTE AUTO SONO IN VIAGGIO Tesla controbilancia questi dati con altre positività, quali il fatto che nel secondo trimestre sono state prodotte 18.345 automobili, con un incremento del 20% rispetto al primo. Anche i ritmi produttivi stanno accelerando, dato che verso la fine del periodo la produzione si è stabilizzata a poco meno di 2.000 veicoli a settimana, cosa che ha portato a concentrare nelle ultime quattro settimane quasi la metà della produzione dell'intero quarter. Non finisce qui, perché i miglioramenti nella produttività continuano e Tesla prevede di raggiungere 2.200 veicoli a settimana nel Q3 e 2.400 veicoli a settimana nel quarto trimestre. Le previsioni di Tesla per la produzione e le spedizioni negli ultimi due trimestri del 2016 sono quindi di 50.000 veicoli, un ammontare approssimativamente uguale al totale del 2015. L'Azienda dichiara inoltre che questi ritmi produttivi sono proporzionati agli ordini ricevuti e al loro trend, considerato anche che 5.150 veicoli sono in fase di consegna e saranno una bella base di partenza per il terzo trimestre. In effetti alla fine del Q1 le auto in consegna erano 2.615 e il miglioramento è quindi notevole. Rimane il fatto che, anche riuscendo a sostenere questo ritmo, il totale annuale non arriva a 120 mila unità: per arrivare al mezzo milione ci vorrebbero un altro paio di stabilimenti e/o accordi con altri produttori, attività che richiedono anni per “quagliare”.

REPUTAZIONE (E PORTAFOGLIO) A RISCHIO Altre positività sono le già pianificate espansioni commerciali in nuovi Paesi (leggi del preaccordo da 9 miliardi con la Cina) e i nuovi modelli: se la nuova Model 3 è ambitissima, anche se Musk ammette che sarà impossibile produrla nel 2017, le nuove versioni della Model S – l'economica (si fa per dire) versione da 60 kWh e la ventilata P100D – potrebbero rinvigorire la domanda. Anche la Model X sta consegnando abbastanza bene, ad onta del fatto che i clienti si lamentino del fatto che le sue portiere sbattono ovunque. In attesa di capire come evolverà l'offerta da 3 miliardi di dollari per Solarcity, la nube più scura per Tesla sembra essere il crash fatale avvenuto pochi giorni fa.

Gli analisti obiettano molte cose, a partire dalle mancanze dell'Autopilot, il cui nome è ingannatore per un sistema che è di Grade 2, ben lontano quindi dalla piena autonomia. Il sensore ottico Mobileye è definito, dal suo stesso costruttore, “non studiato per evitare gli urti laterali” (la Model S ha impattato la coda di un lungo autotreno che attraversava la strada), possibilità che arriverà fra un paio d'anni. Il “18 ruote” (V01 nello schema) è lungo circa 20 metri e partiva da fermo: per fare la manovra avrà impiegato diversi secondi ma non è stato visto dal guidatore (guardava Harry Potter su un DVD portatile) né dagli altri sensori dell'auto, (V02 nello scherma) radar e ultrasuoni . Viene ritenuto probabile che NHTSA blocchi il sistema (i danni d'immagine sarebbero alti) e non sono escluse sanzioni, con implicazioni generali sui sistemi di lane assist. Si rumoreggia anche dei dati forniti da Tesla sul numero di sinistri per milioni di miglia: chi compra automobili grosse e costose è un guidatore non giovanissimo ma non anziano, almeno fra chi compra Tesla (quindi con esperienza e ancora in possesso delle sue facoltà), di buone possibilità economiche e piuttosto attento. Ai guidatori delle elettriche viene anche riconosciuta una generale maggior consapevolezza: la conclusione che si sta traendo negli USA è che i guidatori in questa fascia di età fanno molti meno incidenti della media e quindi, se uno di loro fosse stato al volante, avrebbe evitato facilmente l'urto!

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