Tavolo per l'auto: che cosa ne uscirà?

Parte al ministero dello Sviluppo economico la Consulta permanente per l'automotive

28 ottobre 2013 - 7:00

Crisi delle vendite auto: qualcosa si muove a livello istituzionale. Parte infatti al ministero dello Sviluppo economico la Consulta permanente per l'automotive. Al nuovo organismo, composto da aziende e istituzioni, spetta il compito di trovare possibili linee di intervento per la ripresa di un settore chiave per l'Italia duramente colpito dalla crisi. Al nuovo organismo, composto da aziende e istituzioni, spetta il compito di trovare 'possibili linee di intervento per la ripresa di un settore chiave per l'Italia duramente colpito dalla crisi'. ''Il modello è l'Automotive council britannico – ha detto il sottosegretario Claudio De Vincenti al termine dell'incontro tra le istituzioni e gli attori del settore -. Il prossimo confronto è previsto entro fine novembre”. Vedremo, in particolare, se arriveranno nuovi incentivi per auto a basso impatto ambientale, dopo il flop dei bonus del Governo Monti.

FEDERAUTO: “SERVONO FATTI” – Federauto (Federazione italiana concessionari auto) ha partecipato all'incontro convocato dal ministero, dedicato ai principali attori della filiera automobilistica italiana. “È un segnale importante di attenzione per un comparto fondamentale per l'economia italiana – dice a SicurAUTO.it Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto -. Bisogna fare attenzione a non generare false aspettative, però è fondamentale che sia stata varata una consulta dell'automotive che si riunirà entro novembre per ricercare eventuali linee di intervento. L'auspicio è che alle parole seguano i fatti: attendiamo quindi prima di valutare l'azione del ministero. Questo il nostro ‘messaggio': occorre davvero che si faccia qualcosa per il settore auto in Italia, in agonia da tempo”. Anche l'Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica) valuta positivamente la proposta di istituire una consulta automotive come organo di governo del settore, come ha dichiarato il presidente Roberto Vavassori: “Siamo soddisfatti di questo primo incontro e dell'approccio di sistema adottato istituendo, secondo il modello da noi suggerito, una consulta a geometria variabile in cui i diversi attori della filiera, suddivisi in specifici gruppi di lavoro, saranno chiamati a esprimersi sui diversi temi chiave per il futuro del comparto”. Perché l'industria automotive riparta è necessario ora concentrarsi su politiche industriali ben definite, che genereranno, a cascata, effetti positivi anche sul mercato, ha – in sintesi – spiegato Vavassori.

UNRAE OTTIMISTA – Nel 2014 in Italia il mercato dell'auto crescerà del 3,3%: lo prevede l'Unrae, l'associazione che riunisce le case automobilistiche estere presenti nel nostro Paese, dopo l'incontro al ministero dello Sviluppo economico, definito dal presidente Massimo Nordio “del tutto positivo”. E ha aggiunto il direttore generale dell'Unrae Romano Valente, al convegno 'La Capitale Automobile Cars' organizzato a Roma dal Centro studi Fleet&Mobility: “La nostra previsione tiene conto del fatto che la flessione del mercato, a partire da aprile scorso, ha cominciato a ridursi dopo circa 15 mesi di forte crisi. E questo ci fa prevedere che si stia avvicinando il momento di una possibile inversione di tendenza e che le condizioni attuali possano portare a un 2014 moderatamente positivo”. Comunque, dopo un calo di quasi del 50% in sei anni – ha ricordato Valente, la prudenza è d'obbligo, visto quanto accaduto coi due precedenti Governi: “Quello che non potevamo aspettarci sono le due manovre economiche del 2011, quella 'Salva Italia' e quella estiva, che hanno prodotto un aumento della pressione fiscale sul settore auto per 8,7 miliardi di euro che si sono manifestati attraverso l'aumento dell'accise sui carburanti, delle tasse, delle assicurazioni, dei pedaggi autostradali”.

SINDACATI POLEMICI – Fa discutere l'esclusione dal tavolo dei sindacati. Il coordinatore della Fiom per l'auto, Michele De Palma, ha chiesto al Governo “di convocare anche le parti sociali e di chiarire gli obiettivi dell'incontro che non possono prescindere dall'innovazione e dal mantenimento dei livelli occupazionali. Forse il Governo, quando afferma che il modello è quello inglese, non sa che in Inghilterra il sindacato era presente a tutti gli incontri”. Pronta la replica di De Vincenti, secondo cui i sindacati sono sempre coinvolti nelle politiche industriali di questo Paese, e saranno coinvolti nella discussione per quanto riguarda anche l'automobile; “però la consulta vuole essere uno strumento di consultazione tra le imprese e le istituzioni”.

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