Tariffe PRA: aumentano del 30%!

Da oggi, le tariffe PRA salgono del 30%: lo stabilisce il decreto firmato dal ministro dimissionario dell'Economia, Vittorio Grilli

1 aprile 2013 - 19:53

Dopo pedaggi, multe, carburanti e Rc auto, arriva l'ennesima stangata per gli automobilisti: da oggi, le tariffe PRA salgono del 30%: lo stabilisce il decreto firmato dal ministro dimissionario dell'Economia, Vittorio Grilli.

IL COSTO DELLA BUROCRAZIA – Aumentano infatti gli emolumenti da corrispondere all'Automobile Club d'Italia per le formalità inerenti alla tenuta del Pubblico registro automobilistico, per il rilascio dei relativi certificati e per le visure e ispezioni. Sono anche state introdotte esenzioni ed eliminati gli aggi dovuti dalle Province al PRA per la riscossione dell'Iimposta provinciale di trascrizione. Va detto che le tariffe erano ferme dal 1994, ma certo si tratta di un'altra batosta difficile da digerire. La tariffa relativa alla prima iscrizione (in caso di acquisto di un veicolo nuovo) o al rinnovo dell'iscrizione (in caso di passaggio di proprietà) schizza da 20,92 a 27 euro, il 29% in più rispetto alla vecchia. Il problema nasce dal fatto che l'ACI gestirà gratuitamente l'IPT per conto delle province: c'è la “necessità di garantire l'autonomo equilibrio economico-finanziario del servizio, in rapporto ai costi effettivamente sostenuti per l'espletamento dello stesso”.

COME FUNZIONA L'ITALIA – Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, sostiene che dietro il rincaro delle tariffe per le pratiche di competenza del PRA, c'è una lezione su come funziona l'Italia. Che il PRA stesse soffocando finanziariamente non era un mistero (data la crisi del mercato dell'auto, che ha fatto crollare il numero di pratiche), eppure nessun Governo le aveva toccate. Perché un Esecutivo in carica solo per questioni correnti va a toccare un provvedimento immutato da 19 anni? Dunque, c'era una volontà piuttosto forte Ma come si fa ad avere una volontà forte, in giorni in cui il Paese non riesce nemmeno a darsi un nuovo Governo? “Semplice – spiega Caprino -: molto potere non sta in mano alla politica in senso stretto, ma all'alta burocrazia. Consiglieri di Stato, alti magistrati, prefetti, ambasciatori, alti dirigenti ministeriali (capi di gabinetto, capi ufficio legislativo) eccetera. Tutti soggetti che normalmente restano nell'ombra e nell'ombra danno corso a tanti provvedimenti che interessano a qualcuno e impattano su molti”.

CHE DIFFERENZE – Così, la differenza rispetto a quanto avviene in altri Paesi è mortificante per l'automobilista italiano. In particolare, in Germania, per immatricolare un'auto servono una quarantina di euro, un'oprazione da mezz'ora; in Italia, occorrono centinaia di euro. Eravamo rimasti al Governo Monti, che doveva essere efficiente e ispirarsi ai princìpi della spending review: a giudicare da questi ultimi provvedimenti, abbiamo avuto un Esecutivo politico come quelli passati, se non peggiore.

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