Tagli alla CO2 entro il 2030: la soluzione dei Costruttori europei

Per ridurre la CO2 i Costruttori confidano sulle auto elettriche, biocarburanti e un mega piano da 500 miliardi per riasfaltare l'Europa

17 febbraio 2016 - 18:48

È un ritornello sulla bocca di tutti: le emissioni di CO2 e i consumi, ad essa strettamente legati, vanno ridotti sostanzialmente e velocemente. Vediamo come intende raggiungere il risultato l'ACEA, l'associazione dei costruttori europei, e che reazioni hanno suscitato le sue proposte.

LISCE COME UN BILIARDO? – Una delle idee messe sul piatto da ACEA, nel quadro della bozza della “Joining Forces Initiative” che sarà pubblicata a marzo e che ha come traguardo il 2030, è apparsa da subito clamorosa e anche eccessiva: si parla infatti di ripavimentare tutta la rete stradale europea con asfalto a basso attrito al prezzo monstre di 500 miliardi di euro (gli investimenti necessari in realtà potrebbero lievitare fino a 780 miliardi) in 20 anni. Il risparmio ottenibile in termini di emissioni di CO2 (è vero che le emissioni medie di CO2 sono davvero in calo?) sarebbe di circa il 5% ed i finanziamenti potrebbero derivare dal piano Juncker – si tratta di creare un un nuovo fondo europeo per gli investimenti strategici che possa agire da volano per catalizzare, alla fine, 315 miliardi di euro – che è dichiarato essere in grado di “svolgere un ruolo positivo”. Non sono mancate le critiche: Greg Archer di Transport and Environment ha infatti dichiarato che: “Il piano di rivestire le strade con una sorta di 'red carpet' sarebbe realizzato ad un costo astronomico. Un rapido calcolo porta a valutare un costo di 1.000 euro per tonnellata di Carbonio non immesso nell'atmosfera quando il prezzo attuale degli ETS è di 5 euro per tonnellata”.

QUANTIFICARE I MIGLIORAMENTI – Gli Emissions Trading System sono un sistema europeo che permette, alle oltre 11.000 industrie e impianti aderenti, di “comprare” il permesso di emettere un po' di più: ottimizzando i processi le emissioni scendono e un impianto può risparmiare perché non ha bisogno di pagare per le sue emissioni. È questa la provocazione di Archer: i contribuenti europei devono pagare per ridurre le emissioni ad un costo enorme rispetto ai meccanismi di diminuzione insiti negli ETS, la cui disponibilità diminuisce progressivamente inducendo così le aziende a tagliare le emissioni. Oltre al miglioramento delle strade, la proposta di ACEA intende promuovere l'uso di carburanti alternativi, diffondere modelli di guida ecologica e spingere perché le auto diventino più “smart”. Le auto elettriche potrebbero diminuire del 15% le emissioni, come i biocarburanti (leggi come si ricava l'idrogeno dagli scarti del mais) mentre il gas naturale potrebbe contribuire per un 30%. Aiuti alla riduzione anche dai sistemi di traffico intelligenti e da una guida “verde”, che è stimata in grado di tagliare un altro 10% nelle emissioni.

VOCI CRITICHE – Anche queste ultime voci suscitano commenti negativi: i costosi Intelligent Transport Systems potrebbero far risparmiare solo l'1% delle emissioni mentre la guida ecologica non varrebbe più del 2%. Anche l'alimentazione a gas naturale – a dircelo, come negli altri casi, è uno studio della società di consulenza Ricardo – varrebbe un 15% circa, considerando le emissioni complessive well-to-wheel, e farebbero meglio auto ibride a benzina (guarda come funzionano le ibride a 48 volt). Archer insiste: “L'industria non sembra aver imparato nulla dallo scandalo delle emissioni truccate delle Volkswagen. I costruttori ancora non vogliono assumersi la responsabilità delle emissioni delle loro auto”. Critiche sono venute anche da Charlotta Sydstrand, manager di un fondo azionario svedese: “C'è un problema di trasparenza nel settore e dal punto di vista di un investitore a lungo termine questa è una cattiva notizia. Il fondo vuole rassicurazioni sul fatto che le attività di lobbyng dei costruttori di automobili vadano verso la sicurezza del clima”. ACEA dichiara che il suo progetto non è definitivo e rappresenta la visione amalgamata di decine di associazioni di categoria, anche se alcune di esse, dopo aver letto la bozza, hanno voluto essere cancellate dall'elenco dei credits. Questo progetto di ACEA, anche se probabilmente sopravvaluta l'effetto delle misure indicate (il peso medio delle auto, per esempio, è aumentato e con esso i consumi – soprattutto nell'uso in città – vanificando di fatto molte riduzioni nelle emissioni), ha comunque il merito di aver messo l'accento sui diversi fattori dell'inquinamento, che è ben lungi dall'essere un prodotto esclusivo dalle emissioni dei veicoli (leggi perché l'auto è solo la punta dell'iceberg dell'inquinamento nelle città).

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