T-Red: regolari, sì o no?

I dispositivi per rilevare e sanzionare chi agli incroci passa col semaforo rosso, anche in Emilia-Romagna potrebbero non essere regolari

25 gennaio 2016 - 11:00

È improbabile che la telenovela “T-Red” abbia mai una fine (vedi qui). Parliamo dei dispositivi che scattano la foto al semaforo: se beccano un automobilista che transita col rosso, a casa del proprietario del veicolo arriverà una multa. Ossia circa 180 euro, con spese di spedizione, più taglio di 6 punti-patente, in base all'articolo 146 del Codice della Strada. Si tratta di telecamere regolari, omologate; ma sui T-Red si discute da anni, specie perché ci sono dubbi sul modo in cui il dispositivo venga utilizzato.

NORMA CHIARA – Non per la regola, che è semplice, come recita l'articolo 41 del Codice della Strada: “Durante il periodo di accensione delle luci rosse, i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia, i veicoli non devono impegnare l'eventuale area di intersezione, né l'attraversamento pedonale antistante, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni”. La questione è più complessa, come leggete in basso.

CHE SUCCEDE – Secondo una pattuglia di 21 senatori del Movimento 5 Stelle, qualcosa non quadra in materia di T-Red in Emilia-Romagna. Lo hanno detto al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, tramite un'interrogazione. Attualmente il dispositivo, spiega il M5S, sarebbe ancora in funzione nelle province di Modena (Spilamberto, Castelnuovo Rangone, Vignola, Castelvetro e Castelfranco), Ravenna (Faenza), Rimini (Santarcangelo), e Piacenza (Castell'Arquato), oltre che a Mogliano Veneto (Venezia), Pieve Emanuele, Cesano Boscone e Rescaldina (Milano), Cittiglio e Gemonio (Varese), Belgioioso (Pavia), San Giorgio di Mantova (Mantova), Fiesole e Lastra a Signa (Firenze). In particolare, i senatori grillini domandano al ministro se risulti che la domanda di autorizzazione iniziale avanzata dalla ditta che ha brevettato gli impianti in questione, Kria srl, sia conforme alle previsioni sul Codice della Strada. Si chiede se la società installatrice abbia rilasciato agli enti competenti la dichiarazione di conformità al prototipo depositato, prevista dalla normativa vigente. Per intenderci: è omologato (vi mancherebbe altro). Ma tutti i T-Red, questa la domanda, sono conformi al modello omologato? E così, resta il dilemma: sono regolari, sì o no? Si resta in attesa di una risposta del ministro.

RICORSO? CAUTELA – In realtà, per quanto attiene alle multe date col T-Red, il nostro consiglio è stato sempre quello di lasciar perdere: vedi qui. E il fatto che non ci siano Vigili all'incrocio non consente di vincere un'eventuale opposizione contro il verbale: con la sentenza 21605 del 19 ottobre 2011 della Cassazione (vedi qui), viene affermato il principio secondo il quale le foto scattate dall'apparecchio T-Red a chi passa l'incrocio con il rosso bastano da sole a giustificare la sanzione, anche in assenza di contestazione immediata da parte di agenti accertatori.

1 commento

Paoblog
11:40, 25 gennaio 2016

Vero che i Comuni spesso fanno i furbetti per fare cassa, ma resta il fatto che anche gli automobilisti indisciplinati non scherzano; torna d'attualità quanto scrisse tempo fa Michele Serra*: “Manca del tutto, nella pur ampia gamma delle reazioni, la sola che parrebbe congrua: la cognizione, cioè, che se un veicolo viene multato [per divieto di sosta], in genere questo accade perchè il veicolo è …[in divieto di sosta.] Esiste, cioè, un rapporto di causa ed effetto tra un'infrazione ed una punizione. "
*
Ed infatti leggo su Il Giorno che a proposito delle contestazioni di molti sulle multe per passaggio con il rosso, arriva Striscia la notizia, ma…:

“Capitan Ventosa è arrivato al comando della Polizia Locale con la sanzione di un automobilista presa in via Nazario Sauro – spiegano dal Comune -. Abbiamo controllato insieme la sequenza fotografica. Il semaforo rosso era scattato da 17 secondi. Capitan Ventosa ha chiesto scusa e, con la sua troupe, se ne è andato via.”

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