Svezia, il Paese con meno vittime ha investito su strade e informazione

Nel 2017 la Svezia ha registrato la metà delle vittime rispetto all'Italia. Come? Infrastrutture migliori ma anche guidatori più attenti

27 giugno 2018 - 12:54

Il bilancio europeo delle vittime stradali non è dei migliori, ne abbiamo parlato di recente proprio qui e quindi i Paesi più virtuosi diventano punti di riferimento da poter emulare nelle strategie e nei piani per il miglioramento della sicurezza stradale. Tra questi sicuramente c'è la Svezia, che nel 2017 ha fatto un bilancio di vittime dimezzate rispetto a quello italiano. Sicuramente anche un solo morto sulla strada o in un incidente in auto sono sempre troppi ecco perché la strategia svedese di agire sulle strade ma soprattutto sulla consapevolezza dei guidatori e sull'informazione ha attirato anche i media USA, dove la sicurezza stradale non è il miglior vanto di cui poter parlare: nel 2017 hanno perso la vita il quadruplo delle persone rispetto al bilancio svedese e il doppio rispetto a quello italiano.

PER OGNI VITTIMA IN SVEZIA, L'ITALIA NE CONTA 2 Come riporta il Wall Street Journal, nelle due più grandi città del paese, Stoccolma e Göteborg, i decessi sono rimasti sostanzialmente stabili negli ultimi cinque anni, nonostante il costante aumento del traffico stradale. Le persone gravemente ferite o uccise in incidenti stradali è crollato di circa due terzi ma con un piano avviato circa venti anni fa, concentrandosi meno sulla riduzione degli incidenti e più sulla riduzione degli incidenti mortali. Secondo Anders Lie, esperto del traffico per l'amministrazione svedese dei trasporti infatti :  “Ad esempio, negli Stati Uniti, la gente spesso cammina o va in bicicletta accanto alle auto che viaggiano legalmente a 70 km/h, mentre sarebbe più sicuro un limite di 40 km/h”. Ma la Svezia che punta a lungo termine ad azzerare le vittime della strada, ha dato manforte al miglioramento della sicurezza stradale con un'educazione più rigorosa degli utenti della strada, leggi più severe sull'alcol e infrastrutture.

STRADE A SENSO UNICO Secondo il dipartimento dei trasporti svedese ridisegnare le strade (vedi una migliore segnaletica, guardrail e rotatori, semafori intelligenti, ecc) può avere effetti molto rilevanti sul comportamento dei vari utenti della strada. Uno di questi interventi diretti sulla mortalità è l'installazione di nuovi guardrail e rotatorie, che ridurrebbero il rischio di scontri frontali, eliminando gli incidenti tipici delle intersezioni più articolate. Lo stesso sulle strade più ampie dove sono stati aggiunti guardrail centrali  a dividere le corsie opposte e gli incidenti mortali sono crollati dell'80%.

LA TECNOLOGIA AIUTA MA NON RISOLVE LE DISTRAZIONI L'industria automobilistica svedese è capofila da tempo delle più grandi innovazioni per la sicurezza attiva e passiva, ma nonostante gli interventi governativi per la riduzione degli incidenti, alla fine è il comportamento del guidatore ad influenzare notevolmente le statistiche e la Svezia non esula da questo principio. Benché ormai nella patria delle Volvo ci sia un maggior numero di auto dotate di sistemi ADAS tra cui la frenata automatica, e l'assistente di mantenimento della corsia, guarda qui come funzionano nel nostro test, non sempre queste tecnologie prevengono gli  errori, – secondo l'esperto interpellato dal WSJ – ma possono sicuramente ridurre le conseguenze di un incidente. Contro la principale causa di errori, anche in Svezia l'unica soluzione alle distrazioni al volante è guidare e basta poiché siamo bombardati da stimoli e la scusa per distogliere gli occhi dalla strada, anche inconsapevolmente, la si trova sempre.

1 commento

Paoblog
14:41, 27 giugno 2018

Considerando però che in Svezia ci sono 10 milioni di abitanti, rispetto ai nostri 60 milioni abbondanti, va da sè che anche il numero delle auto in circolazione è molto più basso ed allora avere “solo” il 50% di morti in meno non mi sembra chissà che risultato.

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