Svezia: dal 2030 scatta il divieto di vendere auto a benzina e diesel

Il Governo annuncia lo stop a tutte le auto a combustione in Svezia, dove già oggi le auto a batterie sono come le nostre diesel

23 gennaio 2019 - 13:36

L'annuncio della Svezia di voler vietare la vendita di auto a benzina e diesel nuove dal 2030 è diventato un impegno annunciato dal premier Stefan Lovfen in Parlamento, chiarendo che il provvedimento avverrà con il potenziamento della rete di ricarica pubblica. Un annuncio ch non avrebbe certo la stessa credibilità se a farlo fosse l'Italia, poiché secondo una recente indagine Svezia, Olanda e Norvegia sono accreditate come i Paesi meglio predisposti e avvantaggiati sulla mobilità elettrica e i numeri di mercato non possono che confermare questa cosa.

STOP ALLE EMISSIONI AUTO DAL 2030 Dal 2030 nessuna auto in Svezia potrà circolare se impiega un carburante di natura fossile, che sia a benzina o a gasolio, anche se non è chiaro se l'annuncio del primo ministro svedese Stefan Lovfen, riguarderà anche le auto ibride Plug-in. Queste infatti mettono insieme il maggior numero di immatricolazioni da sempre in Svezia e più delle auto elettriche a batterie. In Svezia quasi la metà delle auto in circolazione è ibrida o zero emissioni, ma la crescita esponenziale degli ultimi anni delle ibride plug-in ha raggiunto un incremento del +43% solo nel 2018.

AUTO ELETTRICHE E IBRIDE IN SVEZIA Nel 2018 la Svezia ha messo in circolazione l'8% in più di auto ZEV rispetto al 2017, passando da 4217 a 7078 veicoli a zero emissioni. Insieme alle auto ibride Plug-in (aumentate da 15116 a 22074 tra il 2017 e il 2018) e ai Van elettrici (solo 757 , ma quasi raddoppiati in un anno) la Svezia è riuscita a solcare la strada per le auto a basso livello di emissioni e aprire anche la prima strada da 2 km sperimentale su cui veicoli appositamente adattati possono ricaricarsi, in attesa della ricarica wireless dinamica. Questa premessa dà credibilità al piano di transizione della Svezia dalla mobilità tradizionale alle auto elettriche o elettrificate di massa.

ITALIA INDIETRO DI 10 ANNI SULLA CARTA L'Italia prova a fare un guizzo approvando gli incentivi all'acquisto di auto nuove con emissioni inferiori a 70 g/km di CO2, una misura che, confrontata alla fotografia del parco circolante italiano di età media superiore agli 11 anni, accende qualche perplessità sul reale bacino di utenti che accederanno ai fondi, investendo cifre da 18 mila euro in su per una piccola elettrica, la più “accessibile” e già disponibile in Italia, visto che l'annunciata Jeep Renegade Plug-in Hybrid arriverà solo nel 2020. Per capire quanto gap abbiamo rispetto a Paesi sicuramente più compatti sulla filosofia del “muoversi pulito”, basta pensare che in Italia nel 2030 Milano terrà fuori dall'area B le attuali e moderne diesel Euro 6, ma da qui a vietare agli italiani di circolare con una qualsiasi auto dotata di marmitta probabilmente ne passeranno almeno il doppio di anni.

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