Strisce blu: la bufala delle Iene

Le strisce blu sono realmente illegali come dicono le Iene? Non proprio, ecco cosa non hanno detto gli avvocati interpellati dalle Iene.

26 febbraio 2011 - 8:03

Durante l'ultima puntata di “Le Iene” è stato mandato in onda un servizio abbastanza discutibile sui parcheggi blu a Milano. Secondo quanto dichiarato dalle Iene tutte le strisce blu di Milano (e di conseguenza di tutta Italia) sarebbero illegali. Ma è proprio così? Non proprio…

Già qualche tempo fa nella nostra sezione dedicata alle guide sul codice della strada avevamo dedicato spazio a questo argomento con l'articolo: Le strisce blu sono illegittime? Spesso ma non sempre

Ma vediamo di riportare il passaggio che più ci interessa:

FUORI DALLA CARREGGIATA – Secondo la dottrina, l'espressione “fuori della carreggiata”, utilizzata nella definizione di parcheggio di cui al n. 34 art. 3 CDS e ripetuta nel comma 6 art. 7 CDS, deve essere intesa nel senso che di regola il parcheggio deve essere collocato fuori del flusso della circolazione, e non necessariamente fuori della sede stradale. Infatti, da una parte la carreggiata è definita dal n. 7 dell' art. 3 CDS come la “parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli”, e quindi non comprende le eventuali aree destinate alla sosta collocate a lato della carreggiata, dall'altra lo stesso art. 7 comma 6 precisa che le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate “comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”. Pertanto alcune false credenze costruite attorno a questa definizione vanno assolutamente cancellate.

Quindi, come si vede, l'intepretazione data dagli avvocati interpellati dalle Iene (che commette il grave errore di non interpellare qualcuno del Ministero dei Trasporti prima di lanciare il servizio “scoop”) non è propriamente corretta. A confermarlo c'è anche un articolo di Maurizio Caprino, grande esperto di codice della strada, che sul suo Blog scrive:

Oggi ha avuto il suo quarto d'ora di celebrità il servizio de “Le Iene” secondo cui le strisce blu sarebbero illegali praticamente dappertutto (e non solo a Milano, dov'è stato girato il filmato), visto che dovrebbero trovarsi fuori dalla carreggiata. In realtà, non è la prima volta che la questione affiora. Ma poi è sempre rientrata nell'ombra. Perché è una mezza bufala.

Tanto per cominciare, non è vero che riguardi solo i parcheggi a pagamento: il comma 6 dell'articolo 7 del Codice della strada, su cui si basa la dimostrazione di illegalità, non fa distinzione con quelli gratuiti. Se è così, ci sarebbe da concludere che nelle città italiane sarebbe praticamente vietato sostare, visto che la maggior parte dei posti disponibili si trova appunto sulla carreggiata.

Effetti paradossali a parte, andiamo a frugare bene nelle astruse definizioni che usa il Codice. Non è raro che alcune parole che noi nel linguaggio comune utilizziamo con un determinato significato ne assumano uno diverso nel burocratese codicistico. E allora prendiamo in mano l'articolo 3, che funge un po' da glossario.

Qui troviamo la definizione n. 23, che individua la “fascia di sosta laterale” come la “parte della strada adiacente alla carreggiata, separata da questa mediante striscia di margine discontinua e comprendente la fila degli stalli di sosta e la relativa corsia di manovra”. Saltando qualche riga più sotto, vediamo che al n. 34 c'è anche il parcheggio, definito come “area o infrastruttura posta fuori dalla carreggiata , destinata alla sosta regolamentata o o non dei veicoli”.

Dunque, non è vero che a bordo strada non si possa parcheggiare: semplicemente, lo spazio dove lo si fa in burocratese non si chiama “parcheggio” bensì “fascia di sosta laterale”. D'altra parte, quando disciplina la sosta (articolo 157), il Codice impone di mettersi fuori dalla carreggiata esclusivamente nel caso delle strade extraurbane. Inoltre, il Regolamento di esecuzione (articolo 149) nemmeno obbliga a tracciare le strisce quando la sosta è consentita in modo parallelo al senso di marcia come da regole generali.

Resta il problema della striscia di margine discontinua, che effettivamente spesso non è tracciata (anche per ragioni di spazio). E il filmato de “Le Iene” segnala una grande verità, cioè che quando si tratta di parcheggi a pagamento si disegnano posti pure in prossimità degli incroci o in altre situazioni pericolose in cui il Codice vieta la sosta a prescindere: insomma, basta pagare e ciò che è illegale e/o pericoloso diventa lecito. Ma di qui a dire che in strada non si può parcheggiare ce ne corre…

9 commenti

jinocchio
1:11, 9 novembre 2013

“in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”

Ostacolare non significa solo bloccare, ma anche intralciare e rallentare: le strisce blu che riducono il numero di corsie, pur non bloccando del tutto il transito, ostacolano lo scorrimento del traffico

Antonio
13:33, 7 marzo 2011

mi spiace ma se io giro in strada e c'è una fila di parcheggi che intralcia la mia circolazione, costringendomi a fermarmi al primo spiazzo libero per consentire all'autobus o centinato di turno a passare, viste le scarse dimensioni, quella non può essere considerata carreggiata transitabile, cacchio anche nelle stradine di campagna c'è lo spazio per transitare senza problemi… quei parcheggi sono abusivi, punto.

dunghino
22:49, 7 marzo 2011

Il problema è che in rifermiento al vostro esempio la carreggiata dovrebbe avere la delimitazione tratteggiata in bianco e poi la linea blu…la linea bianca indicherebbe la fine della carreggiata…la linea blu l'inizio del parcheggio a pagamento, cosa che praticamente non si vede mai.

teo
14:46, 24 aprile 2011

sono d'accordo con luca barattini…..

Flavio
13:35, 9 febbraio 2013

Gran parte delle multe elevate sulle strisce blu per mancato pagamento del ticket sono illegittime e possono essere annullate facendo ricorso al Giudice di Pace, per due motivi fondamentali, che descrivo di seguito:

1) Innanzitutto i Comuni non possono elevare multe per mancata esposizione del tagliando di pagamento nelle strisce blu se non hanno predisposto, nelle immediate vicinanze, anche aree di parcheggio gratuite e senza dispositivi di controllo della durata della sosta. Le strisce blu e quelle bianche devono infatti essere equamente distribuite tra loro e non si può prevedere solo spazi a pagamento.

Questo vuol dire che, se il Comune non ha adempiuto a tale onere, le eventuali contravvenzioni per mancato pagamento del ticket sono tutte nulle. Lo prevede la legge e se ne sono convinti ormai diversi tribunali. Fanno eccezione, le aree pedonali, le zone a traffico limitato (ZTL) per le altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate da delibera della giunta comunale.

In tali casi, conviene sempre verificare se, nelle vicinanze alle strisce blu ove è stata parcheggiata l'auto, ci siano anche spazi delimitati dalle strisce bianche. Per essere certi, tuttavia, che il vostro ricorso venga accolto dal giudice, è consigliabile verificare, presso il Comune, il piano stradale ove si stabilisce la ripartizione delle strade tra aree di sosta a pagamento e gratuite.

2) Oltre a questo, c'è un altro motivo che rende la quasi totalità delle multe sulle strisce blu. Il codice della strada prevede infatti che le aree destinate al parcheggio debbano essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico (come noto, la carreggiata è quella parte della strada destinata allo scorrimento dei veicoli, composta da una o più corsie di marcia). Sono quindi illegittime le contravvenzioni elevate per sosta sulle strisce blu se queste aree sono state ricavate (come quasi sempre avviene) lungo la stessa strada destinata al traffico, con conseguente restringimento della carreggiata. Questo rende di fatto nulle gran parte delle multe per mancato pagamento del ticket.

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