Strage Irpinia: bus vecchio di 18 anni e 900.000 km!

Il pullman caduto dal viadotto era vecchio di 18 anni e con 900.000 chilometri alle spalle

1 luglio 2013 - 6:00

L'eco della strage del pullman in Irpinia diventa, se possibile, ancora più forte. Il motivo? Emergono particolari inquietanti sul bus. E ci sono molte nebbie attorno al guardrail.

DATI CHE FANNO PAURA – L'autobus era stato sì revisionato a marzo, ma viaggiava da 18 anni e ha avuto (così pare) un cedimento strutturale che ne ha fatto perdere il controllo all'autista. Un pezzo di trasmissione rinvenuto lungo l'autostrada è risultato compatibile con il veicolo. Sarebbe dunque questo, il problema tecnico che ha danneggiato i freni, rendendo incontrollabile il bus, che fino a quel momento aveva rispettato il limite di velocità. Il veicolo, ha reso noto la Direzione dei trasporti, era del 1995, ed era stato immatricolato nuovamente nel 2008. “Risulta che abbia percorso 900.000 chilometri e che abbia passato una revisione a marzo scorso”, ha detto il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. Ora si attende una relazione su come sia stata fatta quella revisione. Il ministro invita a “lavorare molto sul pullman, che non frenava più”. Che il bus perdesse pezzi prima di finire giù dal viadotto, è un fatto accertato. Dicono alcuni dei sopravvissuti allo schianto: “Abbiamo sentito un tonfo, un rumore molto forte. Poi l'autista ha tentato di accostare al guardrail per fermarsi ma non ce l'ha fatta”. Anche altri testimoni che erano in auto e sono già stati sentiti, hanno raccontato di un “rumore fortissimo, quasi uno scoppio”, e di aver visto “volare dei pezzi”. Le persone che hanno assistito alla scena hanno anche detto di aver visto l'autobus “sbandare” e l'autista fare una manovra, nel disperato tentativo di fermarlo. Secondo i tecnici, la rottura della trasmissione potrebbe aver avuto un duplice effetto, quello di far saltare sia i freni sia il freno motore, trasformando l'autobus, in un tratto in discesa, in un mezzo completamente senza controllo. Se si rompe l'albero di trasmissione infatti, non c'è più “collegamento” tra motore e ruote e manca l'azione frenante del motore. Intanto, gli investigatori della Polstrada diretta dal vicequestore Salvatore Imparato e dal comandante Giuseppe Salomone hanno preparato una prima informativa sull'accaduto. Nelle prossime ore sarà eseguita l'autopsia sull'autista del pullman, Ciro Lametta, allo scopo di accertare se l'uomo, un esperto del settore, sia stato colto da malore e verificare se avesse assunto alcol o altre sostanze prima di mettersi alla guida.

GUARDRAIL: MISTERI – Il nodo principale riguarda il “New Jersey” che non ha retto allo schianto con l'autobus. Su questo aspetto, ha provato a fare chiarezza Autostrade per l'Italia, che ha ribadito di essere pronta a “collaborare attivamente” nella ricerca della verità. Queste barriere, si legge in una nota, “sono state concepite per ammortizzare al meglio gli urti delle autovetture, che costituiscono la stragrande maggioranza degli urti. Per tale motivo, le barriere laterali non sono costruite con muro rigido, che sarebbe l'unico idoneo a resistere a tutti gli urti, ma con elementi collegati tra di loro, appoggiati alla pavimentazione e fissati ad essa con perni che devono permettere lo sganciamento di qualche elemento in caso di urti particolarmente forti”. Ma, se lo scontro avviene con un mezzo pesante, spiegano dalle Autostrade, “le barriere sono idonee a resistere solo entro certe angolazioni di impatto ed entro certi limiti di velocità perché una maggiore rigidità sarebbe molto pericolosa per gli automobilisti in caso di urto violento”. Il che significa tutto e nulla: quale angolazione? Quale velocità? E l'angolazione e la velocità del bus erano tali da sfondare il “muro”? Quando si è schiantato contro il guardrail, il bus della morte viaggiava (forse) a 100-110 chilometri orari. Tuttavia, prima di subire il guasto al motore, l'autista teneva una velocità nei limiti consentiti dalla legge, e ha tentato di evitare il disastro poggiandosi alla barriera. Comunque, i magistrati vogliono vederci chiaro. Quell'autostrada è stata costruita oltre 40 anni fa e attraversa un territorio montuoso: gli interventi di manutenzione sono stati fatti? E come? Quel viadotto è stato costruito quando le normative erano più vecchie? La barriera in calcestruzzo e acciaio abbattuta pare sia in grado di sopportare un urto di un mezzo fino a 38 tonnellate lanciato a una velocità di 65 km orari e con un'angolazione di 20 gradi. Il New Jersey è realizzato con una barriera in calcestruzzo di classe H4, dotata di capacità di assorbimento di 572 Kilo Joule, a fila singola o doppia (anche con terra interposta).

CIRO LAMETTA, UN VERO EROE – E Maurizio Caprino, sul blog Strade sicure, alla luce delle novità delle ultime ore, commenta: “È morto da eroe, Ciro Lametta. L'autista del bus precipitato domenica sera dal viadotto di Monteforte Irpino avrebbe cercato in tutti i modi di salvare i propri passeggeri e gli occupanti delle auto che aveva attorno. Lo si è intuito dalle testimonianze a caldo e ora arriva una prima conferma ufficiale: un rapporto riservato della Polizia stradale ipotizza che Lametta, una volta capito di essere senza freni (cioè mentre il bus 'perdeva i pezzi'), abbia cercato di fermare l'accelerazione impressa al pesante mezzo dalla forte discesa strisciando contro i bordi laterali dell'autostrada”.

1 commento

Bruno
16:37, 1 agosto 2013

Non bisogna valutare i 900 mila km percorsi dal pullman con lo stesso metro di valutazione usato per le auto. Per i veicoli pesanti questi sono chilometraggi più che normali, realizzati in pochi anni di servizio.Viaggiano TIR che hanno percorso milioni di km. Anche il fatto che avesse 18 anni non è un elemento anomalo in assoluto. Ho viaggiato su pullman ben più vecchi ma del tutto efficienti. Piuttosto, ciò che lasciano sgomenti sono le dichiarazioni di Autostrade per l'Italia, sentite anche in TV, in merito alla (non) resistenza delle barriere in calcestruzzo. Sarebbero in grado di reggere urti fino a 65 Km/h (chi va così piano in autostrada, salvo limiti indicati sul posto?) con angolo d'impatto di 20°.
Insomma, la morte assicurata, sui viadotti, per camionisti e pullman .

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