Strage bus Irpinia: l'Authority indaga sul guardrail

L'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici apre un'inchiesta sulla tragedia del bus precipitato dal viadotto dall'autostrada A16

7 agosto 2013 - 7:00

La strage del pullman in Irpinia è una delle più gravi mai verificatesi in Italia. Tanto che scende in campo l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp).

SI VUOL FARE CHIAREZZA – L'Autorità ha avviato un'attività istruttoria e di indagine in merito ai lavori eseguiti sull'Autostrada A16 per verificare la presenza di eventuali carenze sulla corretta manutenzione della tratta autostradale interessata dal tragico incidente del bus del 28 luglio scorso. L'Avcp ha chiesto alla società Autostrade per l'Italia (gestore della tratta “incriminata”), di fornire entro 30 giorni una documentata relazione sui lavori di manutenzione eseguiti negli ultimi 5 anni e in particolare sul viadotto al km 32 tra Monteforte Irpino e Baiano.

GUARDRAIL NEL MIRINO – In particolare, la società Autostrade dovrà specificare se siano state effettuate verifiche sull'idoneità delle strutture preposte alla funzionalità e alla sicurezza dell'opera, come giunti, guardrail. Occhi puntati anche sul loro stato di efficienza. L'Autorità vuole infine capire se quelle strutture siano state oggetto di sostituzione o manutenzione nel periodo di riferimento. L'istruttoria avrà la durata di 90 giorni a partire dal 1° agosto. Si dovrà cercare pure di stabilire se i tondini in ferro ad aderenza migliorata (o zincati) abbiano retto il giusto. C'era forse un'eccessiva corrosone dovuta all'enorme quantità di sale? Le barriere in calcestruzzo avevano un saldo ancoraggio? E magari sarebbe utile sapere se e quante altre situazioni analoghe possano esistere in Italia.

LA DIFESA DI AUTOSTRADE – Il nodo principale riguarda il “new jersey” che non ha retto allo schianto con l'autobus. Su questo aspetto, Autostrade per l'Italia in una nota ha chiarito che “sono state concepite per ammortizzare al meglio gli urti delle autovetture, che costituiscono la stragrande maggioranza degli urti. Per tale motivo, le barriere laterali non sono costruite con muro rigido, che sarebbe l'unico idoneo a resistere a tutti gli urti, ma con elementi collegati tra di loro, appoggiati alla pavimentazione e fissati ad essa con perni che devono permettere lo sganciamento di qualche elemento in caso di urti particolarmente forti”. Ma, se lo scontro avviene con un mezzo pesante, spiegano dalle Autostrade, “le barriere sono idonee a resistere solo entro certe angolazioni di impatto ed entro certi limiti di velocità perché una maggiore rigidità sarebbe molto pericolosa per gli automobilisti in caso di urto violento”. Ai periti il compito di verificare quale angolazione avesse il bus, e a quale velocità abbia impattato.

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