Sparisce il contrassegno Rca: cosa cambia con i controlli telematici?

Ecco una piccola guida che spiega come verranno eseguiti i controlli dal 18 ottobre, quando la targa dell'auto sostituirà il contrassegno assicurativo

22 settembre 2015 - 9:00

Addio carta: il famigerato contrassegno Rca, quello esposto sul parabrezza, sparisce. Sino al 17 ottobre 2015, gli automobilisti dovranno esporre sul parabrezza il contrassegno Rca: dal 18, quest'obbligo cesserà. Volendo, comunque, chi vorrà potrà continuare a esporlo. L'obiettivo del legislatore è abbattere le truffe: falsificare un tagliando di carta è facile. Basti pensare che nel 2014 ben 3.900.000 veicoli viaggiavano senza Rca: l'8,7% del totale. Ecco qualche dritta in una mini guida, anche se l'automobilista non deve fare nulla: tocca ad assicurazioni e Motorizzazione attivarsi.

DUE FASI – In teoria, il controllo della copertura verrà effettuato attraverso la verifica della targa, nel corso dei posti di blocco attuati dalle forze dell'ordine o utilizzando i dispositivi di controllo a distanza come i Tutor, gli autovelox e le telecamere posizionate in prossimità dei varchi Ztl, che abbineranno automaticamente la targa con il registro delle polizze assicurative. La polizia verificherà se il numero di targa è pre­sente nella banca dati dei veicoli assicurati istituita presso la motorizzazione civile. Così recita il decreto legge Cresci Italia varato nel 2012 dal governo Monti e più volte rimandato per consentire l'adeguamento delle compagnie assicurative e delle forze dell'ordine. Nella prima fase di attuazione delle nuova disciplina, in via sperimentale, le compagnie continueranno comunque a consegnare agli assicura­ti il tradizionale tagliando di carta che, tuttavia, non dovrà essere esposto sul parabrezza e avrà soltanto finalità informative. Terminata tale fase, il tagliando non verrà più consegnato.

BANCA DATI – Ribadiamo che l'automobilista non deve attivarsi; invece, sono diversi gli adempimenti per le compagnie e la Motorizzazione. Per assicurare l'aggiornamento della banca dei veicoli assicurati, ogni volta che verrà stipulata una nuova polizza o verrà effettuato un rin­novo, la compagnia dovrà inviare le informazio­ni alla banca dati delle coperture assicurative creata dall'Ania (l'Associazione delle assicurazioni) e denominata Sita. Dal sistema Sita le informazioni confluiranno nel database della Motorizzazione che contiene i dati sui veicoli imma­tricolati. L'incrocio delle informazioni contenute nelle due banche dati con­sentirà alla polizia di sapere, in pochi secondi, chi è regolarmente assicurato e chi è sprovvisto di assicurazione. Ulteriore novità è l'obbligo, per le compagnie, di comunicare in tempo reale le informazioni sulle nuove coperture o sui rinnovi di polizza alla banca dati. In questo modo, anche pochi minuti dopo la stipula del contratto, sarà possibile circolare senza il pericolo di essere segnalati come trasgres­sori. 

IL CERTIFICATO SERVE – Se il tagliando cartaceo non dovrà essere più esposto, resta la necessità di portare nella vettura il certificato di assicurazione. In caso di incidente, occorrerà sempre chiedere all'altro conducente l'esibizione del documento per attestare l'esistenza di una copertura assicurativa. In alternativa, si può chiedere la polizza e la quietanza di pagamento. Il certificato di assicurazione sarà parimenti obbligatorio per circolare nei paesi dell'Unione europea (oltre ad Andorra, Sviz­zera e Serbia); mentre nei Paesi extra Ue continuerà ad essere obbligatoria la car­ta verde. Forse, però, c'è anche il rovescio della medaglia: per i cittadini, potrebbe essere impossibile segnalare un'auto senza assicurazione parcheggiata su strada pubblica.

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