Spie blu guida assistita, la Cina le vieta: fuorvianti e pericolose

Spie blu guida assistita, la Cina le vieta: fuorvianti e pericolose

Il ministero dell'Industria ha ordinato alle Case di interrompere l’installazione di spie luminose esterne blu per segnalare i sistemi di guida assistita attivi

 

Il ministero dell'Industria ha ordinato alle Case di interrompere l’installazione di spie luminose esterne blu per segnalare i sistemi di guida assistita attivi

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30 Luglio 2026 - 11:57

Cina sempre più attenta in fatto di sicurezza stradale: ora Pechino vieta le spie blu esterne della guida assistita, fuorvianti e pericolose. Secondo le autorità, questi dispositivi non sono conformi agli attuali standard nazionali che regolano i colori delle luci dei veicoli. Pertanto, le auto nuove non potranno averle. Per quanto riguarda le vetture già in circolazione – spiega CnEVPost –, il ministero dell’Industria e delle tecnologie dell’informazione valuterà il da farsi.

SPIE BLU GUIDA ASSISTITA IN CINA: COSA DICE LA LEGGE

L’attuale norma GB 4785-2019, intitolata “Prescrizioni per l’installazione dei dispositivi di illuminazione esterna e di segnalazione luminosa dei veicoli a motore e dei loro rimorchi” risale al dicembre 2019: è entrata in vigore nel luglio 2020. La norma stabilisce gli usi consentiti e i colori delle luci dei veicoli, autorizzando esclusivamente i colori bianco, giallo, rosso e ambra. Il blu non è previsto.

LA CHIAMANO ADS LAMP

Il nome ufficiale del protagonista della vicenda? Automated Driving System Marker Lamp (ADS Lamp), ovvero luce di segnalazione del sistema di guida automatizzata. Li Auto è stata la prima a introdurre questa luce sulla Li L9, il suo SUV ad autonomia estesa, nell’agosto 2022. In seguito, la maggior parte dei principali produttori di veicoli elettrici, tra cui Xpeng, NIO, BYD e Xiaomi, ha adottato soluzioni analoghe.

Spie blu guida assistita, la Cina le vieta: fuorvianti e pericolose

DUE PROBLEMI

Queste luci erano state concepite per informare gli altri utenti della strada che il veicolo stava viaggiando con il controllo condiviso tra il conducente e il sistema di assistenza alla guida. Tuttavia, in assenza di uno standard obbligatorio e uniforme, ogni costruttore ha adottato criteri differenti. I problemi riguardano l’eccessiva luminosità delle luci, e la loro posizione di installazione, spesso poco appropriata.

Su alcuni modelli, le spie blu sono montate esattamente all’altezza degli occhi dei conducenti che seguono il veicolo, risultando particolarmente fastidiose durante la guida notturna e in caso di pioggia. Quindi, le probabilità di incidente per paradosso salgono anziché diminuire.

Negli ultimi mesi, le segnalazioni di abbagliamento e distrazione visiva nelle ore notturne si sono moltiplicate sui social media cinesi, spingendo i regolatori ad accelerare un giro di vite che inizialmente sembrava limitato ai soli aggiornamenti software OTA (Over-the-Air).

FRA COSTI E MARKETING

La questione si inserisce in un dibattito più ampio sulla trasparenza e sulla responsabilità legale in caso di incidenti stradali con sistemi di guida semi-autonoma attivi. L’esigenza di segnalare all’esterno l’intervento dell’intelligenza artificiale nasceva proprio dal tentativo di rassicurare i pedoni e gli altri automobilisti, ma la mancanza di un linguaggio cromatico univoco ha generato confusione anziché chiarezza.

Dal punto di vista industriale, l’eliminazione delle spie blu rappresenta un costo di reingegnerizzazione non trascurabile per i costruttori. Marchi come Li Auto, Xpeng e NIO avevano investito molto su questi elementi visivi per differenziare i loro veicoli sul mercato domestico, trasformando la luce di stato in un vero e proprio tratto distintivo di design futuristico (insomma, per questioni di marketing).

Col divieto, le Case automobilistiche dovranno riprogettare la firma luminosa anteriore e trovare soluzioni alternative per comunicare agli utenti esterni l’attivazione dei sistemi di guida assistita avanzata (di Livello 2 e superiori), affidandosi esclusivamente ai display interni o a notifiche sonore e aptiche.

CINA SEMPRE UN PASSO AVANTI

Come detto in apertura, il Dragone è attentissimo alla prevenzione dei sinistri. Il divieto rappresenta un ulteriore passo della Cina verso una regolamentazione più rigorosa della progettazione dei veicoli intelligenti: negli ultimi anni, anche le maniglie a scomparsa (cosiddette retrattili), la guida con un solo pedale, i selettori del cambio tramite touchscreen e i volanti dal design non convenzionale sono stati oggetto di interventi normativi. Così come i sedili a gravità zero.

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