Milano: addio pavé, si punta sull’asfalto rosso per migliorare la sicurezza

Milano: addio pavé, si punta sull’asfalto rosso per migliorare la sicurezza

Il Comune di Milano avvia la sostituzione del pavé con asfalto rosso e colorato per aumentare la sicurezza stradale e il comfort

 

Il Comune di Milano avvia la sostituzione del pavé con asfalto rosso e colorato per aumentare la sicurezza stradale e il comfort

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17 Marzo 2026 - 11:00

Milano al centro di una rivoluzione per migliorare la sicurezza stradale: il sindaco Giuseppe Sala punta sull’asfalto rosso. E dà l’addio al pavé, che risulta pericoloso per tutti gli utenti, specie i più deboli, ossia chi va su moto, bici e monopattino elettrico. L’introduzione dell’asfalto rosso non è solo una scelta estetica, ma rappresenta il fulcro di una strategia volta a risolvere criticità strutturali che affliggono la metropoli da decenni. Le vibrazioni eccessive, la scivolosità in caso di pioggia e gli alti costi di manutenzione dei masselli in pietra stanno lasciando il posto a soluzioni bituminose colorate, pensate per delimitare con precisione le aree destinate a diverse utenze della strada.

ASFALTO ROSSO: PER QUALE MOTIVO

Guardando avanti, l’obiettivo di Milano è creare una rete stradale resiliente. L’asfalto rosso utilizzato oggi è più resistente ai cambiamenti climatici e alle ondate di calore rispetto alle miscele del passato. La capacità di resistere alle forti piogge (sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici) è fondamentale per evitare la formazione di buche pericolose. Sala punta a una Milano che sia allo stesso tempo efficiente come una metropoli europea e accogliente come un borgo. La rimozione del pavé dalle strade di grande scorrimento è un passo obbligato verso questa modernità, dove la tecnologia dei materiali si mette al servizio del cittadino.

LA RIVOLUZIONE CROMATICA DI PALAZZO MARINO

Milano quindi cambia volto, o meglio, cambia superficie. Il pavé, pur essendo un elemento identitario del paesaggio milanese, rappresenta un pericolo costante per chi si muove su due ruote. Moto, scooter e biciclette soffrono particolarmente la sconnessione delle pietre, che col tempo tendono a sollevarsi o a creare solchi profondi. L’asfalto rosso viene utilizzato strategicamente per segnalare piste ciclabili, zone a velocità limitata (zone 30) e attraversamenti pedonali rialzati. La colorazione accesa funge da deterrente visivo per gli automobilisti, inducendoli a rallentare e a prestare maggiore attenzione ai segmenti di strada condivisi. In un contesto urbano dove gli incidenti che coinvolgono utenza debole sono ancora troppo frequenti, la chiarezza visiva diventa un salvavita.

Tram di Milano su pavé

IL DECLINO DEL PAVÉ: COSTI E LOGISTICA

Mantenere una strada in pavé nel 2026 ha costi proibitivi. Ogni singolo massello deve essere posato e sigillato con cura; tuttavia, sotto il peso costante di autobus, mezzi pesanti e un traffico incessante, la pietra cede. Gli interventi di ripristino richiedono cantieri lunghi, blocchi della circolazione e un impiego di manodopera specializzata sempre più difficile da reperire. L’asfalto rosso, al contrario, permette una posa rapida e una manutenzione semplificata. Palazzo Marino ha individuato diverse direttrici dove il pavé verrà rimosso e conservato per essere riutilizzato esclusivamente in zone pedonali o di pregio storico, dove il carico dei veicoli è nullo o limitato, preservando così il patrimonio estetico senza sacrificare l’efficienza delle grandi arterie di scorrimento.

COMFORT ACUSTICO E RIDUZIONE DELLE VIBRAZIONI

Un aspetto spesso sottovalutato della transizione verso l’asfalto è l’impatto sulla qualità della vita dei residenti. Il rotolamento degli pneumatici sul pavé genera un inquinamento acustico costante e vibrazioni che possono, alla lunga, danneggiare anche le fondamenta degli edifici storici. L’impiego di manti stradali lisci e tecnologicamente avanzati abbatte drasticamente i decibel prodotti dal traffico. L’asfalto “smart” utilizzato a Milano è progettato per essere drenante e fonoassorbente, garantendo un’esperienza di guida e di vicinato decisamente più armoniosa rispetto alla rumorosa pietra tradizionale. Va detto che si è in vista delle elezioni a Milano: pertanto, come sempre, in questi periodi la politica si ravviva anche sotto il profilo della sicurezza stradale a beneficio di un certo tipo di elettorato.

MILANO COME LABORATORIO DI URBANISMO TATTICO

L’adozione dell’asfalto colorato si inserisce nella visione più ampia dell’urbanismo tattico, una filosofia che Sala ha promosso con forza. Colorare la strada significa riappropriarsi dello spazio pubblico. Le piazze aperte e le nuove aree pedonali utilizzano spesso resine e asfalti colorati per trasformare anonimi incroci in luoghi di aggregazione sociale. Non si tratta solo di stendere bitume, ma di ridefinire la gerarchia stradale: dove c’è il colore, il pedone ha la precedenza. Questo approccio ha già mostrato risultati positivi in quartieri come NoLo o Dergano, dove la percezione dello spazio è cambiata radicalmente, favorendo il commercio di vicinato e la vita di quartiere.

LE CRITICHE E LA TUTELA DEL PAESAGGIO

Naturalmente, il passaggio dal pavé all’asfalto rosso non è esente da polemiche. I puristi dell’estetica urbana lamentano la perdita del fascino “Vecchia Milano”. La sfida dell’amministrazione è proprio trovare un equilibrio: proteggere il cuore storico della città, come l’area intorno al Duomo o Brera, e modernizzare la “circonvallazione” e le vie di collegamento. La Soprintendenza monitora strettamente questi interventi per garantire che la sostituzione avvenga solo dove strettamente necessario per motivi di pubblica incolumità. L’asfalto rosso deve quindi essere integrato con intelligenza, evitando un effetto “patchwork” che potrebbe deturpare l’armonia cromatica della città.

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