Il poggiatesta attivo compie 20 anni: la soluzione Opel al colpo di frusta

Opel è stato il primo Costruttore ad aver lanciato il poggiatesta attivo: un’innovazione agli infortuni sempre più frequenti per colpo di frusta tra 10 e 20 km/h

17 giugno 2019 - 10:05

Il poggiatesta attivo è un’innovazione che risale al 1999; la risposta al crescente numero di infortuni per colpo di frusta da tamponamento. Una soluzione ancora lontana dall’evitare gli incidenti con i sistemi ADAS che ci sono oggi, ma un efficace cuscino mobile nella stragrande maggioranza degli incidenti tra 10 e 20 km/h. Ecco come è nato il poggiatesta attivo lanciato per la prima volta da Opel AG 20 anni fa.

IL DANNO NON LO FA LA VELOCITA’

Un sistema meccanico che ha sviluppato nel giro di 2 anni e ha tracciato la rotta per test di funzionamento che oggi sono all’ordine del giorno per gli enti indipendenti come Euro NCAP. “I danni alle vertebre cervicali causano spesso sofferenza per i malati e comportano cure molto costose” spiegava già nel 1999 Wolfram Hell, studioso degli incidenti stradali dell’Istituto per la Sicurezza degli Autoveicoli. Non è tanto la velocità con cui avviene il tamponamento quanto l’intensità e la rapidità con cui le articolazioni del collo si muovono.  Nonostante le differenze di velocità relativamente basse (10-20 km/h), lo scuotimento della testa abbinato allo spostamento della parte superiore del torace, crea conseguenze dolorose e persistenti. La causa è frequentemente legata a un’iperdilatazione del collo con interessamento delle bande vascolari, dei legamenti e dei nervi.

UNA LEVA CHE HA RIVOLUZIONATO LA SICUREZZA

Il dispositivo progettato da Opel era inserito nella parte superiore dello schienale anteriore, pesava appena 1 kg e non interferiva con l’airbag laterale o il comfort. Il funzionamento era semplice quanto geniale: si avvaleva di un dispositivo meccanico, attivato dalla pressione del torace in caso d’urto contro lo schienale del sedile. Il leveraggio inserito nello schienale spostava avanti e indietro il poggiatesta, riducendo così la sua distanza e quindi la forza che agisce sulle vertebre cervicali. “Se durante un incidente multiplo, i passeggeri sono sballottati molte volte avanti e indietro, i poggiatesta sono in grado di proteggere la testa da ogni impatto. In caso di incidente di notevole entità, i poggiatesta attivi potevano – a seconda dell’escursione compiuta – spostarsi in avanti anche di 20 mm e indietro per più di 60 mm.

LO SVILUPPO SU TUTTI I SEDILI OPEL

Lo sviluppo del poggiatesta attivo per tutti i modelli Opel richiese un lavoro lungo 2 anni in collaborazione con il costruttore di sedili Lear. Un’attività che portò all’affinamento dei test su slitta – la stessa usata per testare anche le cinture di sicurezza che vi abbiamo mostrato qui. “E’ stato progettato appositamente il manichino Hybrid-III al quale abbiamo chiesto di rischiare il collo per questo progetto” sono le parole di  Joachim Fürll progettista di sedili presso il Centro Internazionale di Ricerche Tecniche di Rüsselsheim. “A tale scopo lo abbiamo dotato di ulteriori sensori nelle vertebre cervicali e ne abbiamo modificato il collo perché avesse una maggiore mobilità”.

I TEST SU SLITTA CON I MANICHINI

In due anni di collaborazione, le prove su slitte svolsero un ruolo-chiave per la loro messa a punto. Il programma prevedeva configurazioni a velocità di 8, 16 e 22 km/h. Nel corso delle prove, il parametro per misurare l’accelerazione della testa rispetto al torace era il cosiddetto valore NIC (Neck Injury Criterion). In assenza di norme, uno spostamento di 5 cm (NIC50) era stato accettato dai tecnici come parametro statistico per i danni da colpo di frusta. Un valore 15 viene ritenuto accettabile. Il poggiatesta attivo Opel era ben al di sotto di tale soglia. Erano stati ottenuti mediamente miglioramenti del 60%.

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