Guida autonoma: slittano i piani di General Motors per motivi di sicurezza

I taxi a guida autonoma a San Francisco dovranno attendere: Il CEO della divisione Cruise di General Motors rivela i ritardi sulla sicurezza del progetto

25 luglio 2019 - 20:21

General Motors decide di continuare lo sviluppo della sua guida autonoma prima di lanciare il servizio aperto al pubblico. La divisione Cruise che si occupa del lavoro sull’auto driveless sceglie di prendere tempo perché non può permettersi errori. In una lunga nota il Ceo di Cruise Dan Ammann motiva la sua scelta di posticipare il servizio di robotaxi la cui partenza era prevista entro i prossimi mesi. GM è sotto pressione perché i rivali di Waymo e Lyft hanno già messo in circolazione, sulle strade di Phoenix in Arizona, la prima flotta di van senza conducente. Cruise ha raccolto finanziamenti per oltre 7 miliardi di dollari ed è comprensibile una simile attenzione e attesa di natura non soltanto mediatica. Dall’azienda precisano che stanno lavorando per tenere testa alla valutazione da ben 19 miliardi di $. Vediamo tutti i dettagli sull’annuncio a sorpresa.

GM PRENDE TEMPO

La guida autonoma di General Motors dovrà aspettare. La divisione Cruise ha fatto sapere che i taxi autonomi attesi entro la fine di quest’anno non saranno pronti prima del 2020. Automotive News a giugno aveva riferito che Cruise stava affrontando ostacoli normativi e tecnici nel raggiungere l’obiettivo di lanciare la sua flotta di taxi driveless. L’azienda non sarà quindi in grado di concludere le operazioni di validazione sul fronte entro l’anno. A dare l’annuncio lo stesso amministratore delegato Dan Ammann in un’intervista e in un post sul blog di Cruise. GM aveva parlato della del 2019 come obiettivo di sviluppo un anno e mezzo fa quando Ammann era presidente della casa automobilistica. Insomma potranno ancora “cambiare il mondo” come avevano detto all’epoca ma avranno bisogno di più tempo. Cruise però non è l’unica azienda al lavoro sulla guida autonoma e, a questo punto, rischia di perdere terreno sull’agguerrita concorrenza.

COMPETIZIONE SERRATA

Waymo, controllata dal colosso tech Google, ha avviato da quest’anno un test della sua tecnologia autonoma coinvolgendo circa 400 famiglie alla periferia di Phoenix. Ma nella corsa a questa nuova frontiera della mobilità Cruise non è la sola ad aver incontrato problemi. I rivali di Uber, dopo l’uccisione di un pedone sulle strade dell’Arizona a marzo 2018, ha da poco ripreso i test su strada. Il Ceo di Cruise ci tiene però a rassicurare il mercato. L’obiettivo è ora quello di lanciare le loro auto a guida autonoma nell’area di San Francisco a partire dall’anno prossimo. Per farcela, Cruise sta lavorando duramente in città per costruire la sua infrastruttura di ricarica per auto elettriche. Sappiamo che la tecnologia di GM Cruise arriverà sulla Chevrolet Bolt elettrica. In futuro ci sarà un nuovo modello dedicato a cui gli ingegneri di GM, Cruise e Honda collaborano per unire tecnologia elettrica e autonoma.

MEGLIO ASPETTARE

Il Ceo di Cruise Ammann ha chiarito che l’attenzione alla sicurezza è davvero molto alta e la tecnologia di Cruise non può deludere le attese del pubblico. Quando si lavora all’implementazione su larga scala di sistemi tanto nuovi la fretta può portare al disastro. Chiarisce infatti Ammann. “Con una posta in gioco così alta, rilasceremo la nostra flotta solo quando potremo dimostrare che avremo un impatto positivo sulla sicurezza delle nostre strade.” GM Cruise ha raccolto finanziamenti per 7,25 miliardi di dollari con gli analisti che parlano di una valutazione in costante ascesa e che avrebbe raggiunto i 19 miliardi. Anche Vision Fund e Honda hanno investito nell’azienda e si aspettano molto dai suoi circa 1.500 dipendenti. Cruise garantisce di lavorare per fare le cose in grande e che la stazione di ricarica rapida di San Francisco sarà la più grande degli Stati Uniti.

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