Sinistri e tutela legale: un rincaro accettabile

L'inserimento della tutela legale nei premi assicurativi costa circa 30? in più l'anno. Ma quasi nessuno la richiede

25 marzo 2011 - 11:00

Da un'indagine condotta da Assicurazione.it, comparatore leader nel mercato Rc auto e moto, risulta che solo l'8% degli italiani decide di sottoscrivere una polizza che comprenda la tutela legale e la copertura delle spese giudiziarie. Secondo la stima fatta, l'incremento determinato dall'inclusione nella polizza dell'assistenza legale sarebbe di circa 30€ annui, circa 0,08€ al giorno.

I GIOVANI NON AMANO GLI AVVOCATI – Pare che l'età media di coloro che decidono di acquistare il “pacchetto completo” sia di 43 anni, contro i 41 di chi decide di non farlo. Partendo dall'analisi delle richieste di preventivi fatti su Assicurazione.it negli ultimi sei mesi, circa 1,5 milioni, si evince come i primi a chiedere la tutela legale sono i pensionati (8,95%), seguiti da impiegati (8,43%) e casalinghe (8,3%); quarti gli agenti di commercio (8,21%).

AL SUD PIU' CHE AL NORD – Se c'è un primato che il sud può vantare è proprio quello della richiesta alle assicurazioni di assistenza da parte di un legale. In cima alla classifica troviamo la Puglia (9,31%), Sicilia (9,26%) e Campania (8,86%). Fa capolino, fra le regioni del nord, la Lombardia (8,06%). Se davvero sono così tanti i vantaggi scaturiti da una polizza assicurativa che comprenda la tutela da parte di un legale, perché così poche richieste? Una possibile risposta può essere direttamente legata ai premi assicurativi, troppo alti per le tasche degli italiani. “Nel periodo compreso fra aprile 2009 e aprile 2010 sono aumentate a due cifre le tariffe medie ponderate relative a tutte le tipologie di assicurati sotto osservazione – afferma Giancarlo Giannini, presidente dell'Isvap, nella sua nota annuale e conclude – la valutazione dell'Autorità sugli aumenti tariffari è nota e non può che essere ribadita: non è la risposta corretta, è solo la leva più immediata e a più rapido effetto”.

L'ITALIA IN EUROPA – Il premio medio assicurativo è praticamente doppio rispetto a Germania, Francia e Spagna (407€ contro rispettivamente 222, 172 e 229) e questo non fa altro che alimentare i malumori dei consumatori. Ma alla relazione del presidente Giannini, risponde l'Ania, l'associazione delle assicurazioni: i prezzi rc auto sono alti in Italia perché i costi sopportati dalle imprese di assicurazione sono abnormi. Le cause? Una legislazione che permette di considerare permanenti micro-invalidità che in Europa non sono considerate tali (leggi a tal proposito “Quanto vale il mio colpo di frusta?“), un inadeguato contrasto delle frodi (che per primi loro non contrastano adeguatamente però) e delle speculazioni sempre più diffuse, norme sbagliate e distorsive che impediscono il corretto funzionamento del mercato e inspiegabili ritardi nella valutazione dei sinistri più gravi.

COLPO DI FRUSTA FALSI – Giovanni D'Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”, rileva come il 70% degli automobilisti italiani che subiscono sinistri stradali denuncia lesioni al rachide cervicale (meglio noto come colpo di frusta). Un dato abnorme ma soprattutto sproporzionato rispetto alla reale gravità dei sinistri, specie se si considera che la maggioranza delle autovetture sono ormai provviste di sistemi che prevengono questo genere di disturbi (o dovrebbero, vedi ad esempio i test sui sedili delle auto). Il succo del discorso è che a causa dei furbetti che vedono in un tamponamento la possibilità di guadagnarci qualcosa, chi ci perde sono gli italiani stessi, che saranno costretti a pagare cifre esorbitanti per l'assicurazione obbligatoria. Secondo Giovanni D'Agata servono indagini medico-legali più accurate nel momento in cui bisogna constatare i danni risultanti da incidenti.

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