Sicurezza stradale: il 50% guida col cellulare in mano

Un italiano su due sta al volante con il telefonino in mano: comportamento proibito e pericoloso

19 settembre 2013 - 6:00

L'ultima ricerca dell'Osservatorio Linear (Compagnia assicuratrice) svela che un italiano su due sta al volante con il telefonino in mano, violando il Codice della strada.

CHE COSA DICE LA LEGGE – Il nostro Codice della strada, all'articolo 173, vieta al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l'uso di apparecchi a vivavoce o dotati di auricolare, purché il guidatore abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani. Insomma, guidare col cellulare in mano è vietato (idem inviare messaggi o consultare le email o la rubrica o altro). Altrimenti, scatta una multa di 160 euro, più il taglio di cinque punti della patente.

UN AZZARDO IN AUTO – In particolare il 21% degli automobilisti intervistati confessa di utilizzare il proprio cellulare alla guida per effettuare chiamate senza l'ausilio di auricolare o vivavoce, un altro 15% ammette di scrivere e leggere sms ed email o utilizzare servizi di messaggistica istantanea, un 8% cerca invece la strada online utilizzando lo smartphone ed un 3% di instancabili internauti rimane sempre connesso a Facebook e Twitter anche al volante. In questo modo, mettono a repentaglio la sicurezza stradale: “Guidare col telefonino è un po' come stare al volante ubriachi”, come ha spiegato Franco Taggi dell'Istituto superiore di sanità, tra i maggiori esperti di sicurezza stradale in Italia: “Viene compromessa l'attenzione alla strada, determinando un rischio di provocare un incidente grave o mortale pari a quello che corre un conducente con un grammo di alcol litro di sangue, il doppio del limite legale”.

CINTURE, ANDIAMO MALE – E ben il 7% (ovvero circa 2,5 milioni degli automobilisti italiani) dichiara di non allacciare le cinture di sicurezza quando si trova alla guida dell'auto. Ancora tutta da conquistare risulta l'abitudine ad allacciare le cinture nei sedili posteriori, dove a utilizzarle è solo il 30% degli intervistati. Comunque attenzione: va ricordato che trattasi sempre di statistiche basate sulle dichiarazioni degli intervistati. Quindi, il dato sulla cintura appare sottostimato mentre la gente non si crea problemi ad ammettere l'uso del cellulare: a dimostrazione di questo, gli ultimi dati del Sistema Ulisse, che da oltre dieci anni attua in tutte le regioni italiane un monitoraggio capillare dell'uso delle cinture di sicurezza e del casco, sulla base di procedure e metodi di rilevamento definitivamente validati, ponendo a disposizione dati periodici e aggiornati sulle prevalenze d'uso dei dispositivi da parte degli utenti della strada. Attivo dal dicembre 2000, Ulisse è gestito, sulla base di una convenzione con il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dall'Istituto superiore di sanità, che realizza le attività di sorveglianza nelle diverse regioni del Paese in collaborazione con gli operatori del sistema sanitario e dei trasporti. Ebbene, gli ultimi dati, relativi al biennio 2009-2011, rivelano che l'uso delle cinture di sicurezza nelle aree urbane riguarda meno del 64% degli utenti, con comportamenti molto differenti nelle diverse aree geografiche del Paese: il 77,5% al Nord, il 66,5% nelle regioni centrali e il 44,9% in quelle dell'Italia meridionale e insulare.

1 commento

Paoblog
11:16, 19 settembre 2013

Le statistiche raccontano una verità sottostimata. Sono ben più del 21% quelli che telefonano,più del 15% quelli che inviano sms. In via precauzionale raddoppierei le percentuali.
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Senza dimenticare poi quelli che guardano video sul tablet montato sul cruscotto, quando va bene, salvo poiarrivare alc aso limite visto sabato in autostrada. Io percorrevo la PRIMA corsia a 120 kmh e mi sono trovato una Panda a 90 kmh nella SECONDA. Tutto nella norma, a ben vedere se non fosse che il conducente impugnava a due mani un tablet, senza guardare assolutamente la strada e correggeva la traiettoria muovendo il tablet che essendo appoggiato al volantene diventava il surrogato.
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Degno di nota il fatto che accanto all'imbecille ci fosse una passeggera che guardava davanti a sè senza mostrare paura o preoccupazione e meno che mai rabbia. E qui casca l'asino ovvero com'è che mia moglie presta attenzione al mio comportamento alla guida, peraltro attento, e ci sono tutte queste che permettono al conducente qualsiasi comportamento?
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Sfortunatamente non avevamo l'onnipresenta macchina fotografica sottomano… 🙁

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