Sequestro cellulare post incidente, il Comandante: “è solo una sperimentazione”

Impazza la bufala del sequestro immediato del cellulare in caso di incidente. Il Comandante della Polizia di Torino ci aiuta a fare chiarezza

29 settembre 2016 - 14:09

Non che la fobia di utilizzare il cellulare al volante per non vederselo sequestrare ad un posto di blocco faccia male ad una sana presa di coscienza del pericolo di distrarsi durante la guida. Ma considerando che la pioggia di titoloni e bufale è sempre in agguato, ci è sembrato doveroso fare chiarezza sul nuovo approccio di indagine sperimentato dalla Polizia locale di Torino per capire se un incidente possa in qualche modo essere stato causato dal conducente distratto a chattare su WhatsApp o a scrivere email. Cosa cambierà per gli automobilisti (e non solo) che si portano dietro ogni giorno Tablet, smartphone, smartwacht e tutte le diavolerie elettroniche per restare connessi al mondo? Lo abbiamo chiesto al Comandante del Corpo di Polizia Locale di Torino, Dott. Alberto Gregnanini.

FA PIU' PAURA RESTARE SOLI CHE MORIRE Sono bastate poche ore a scatenare il panico tra gli automobilisti social che guidano con il cellulare in mano, leggendo del rischio di perderlo in caso di incidente; e a sentire i dati delle infrazioni registrate solo a Torino viene da pensare che ormai la paura di non essere abbastanza connessi è molto maggiore di perdere i punti dalla patente. Ma se la Polizia USA  da qualche mese è in grado di passare ai raggi X i dispositivi delle persone coinvolte in un incidente, la notizia che la Polizia torinese abbia una rivoluzionaria tecnologia per multare chi provoca un incidente a causa del cellulare o del navigatore satellitare, come si legge su più testate, ci ha lasciati perplessi. Infatti, proprio come per il divieto di fumo in auto, leggi qui quando scatta la multa, anche l'uso del cellulare non rientra tra le infrazioni accertabili da remoto. Lo ribadisce anche il Comandante Alberto Gregnanini che ci ha aiutato a sgombrare molti dubbi in tal senso.

Si parla tanto di una tecnologia rivoluzionaria per scovare i guidatori distratti, ma in realtà di cosa si tratta?

Questa metodologia di indagine l'abbiamo realizzata e sperimentata in seguito alla delega attribuitaci dall'Autorità giudiziaria. Dovendo ricostruire la dinamica di un incidente poco chiara si è ipotizzato che una parte importante potesse essere attribuita ad un uso non corretto di un apparecchio telefonico. Quindi acquisito il dispositivo ed effettuate le verifiche sui dati trasmessi e ricevuti, abbiamo redatto un rapporto che abbiamo inviato all'Autorità giudiziaria che ci aveva delegato. E pensiamo che il nostro rapporto sarà molto utile in sede dibattimentale per attribuire le eventuali responsabilità.

Cosa ci può dire dei controlli effettuati sui dispositivi sequestrati?

Non si tratta di analizzare i soli tabulati telefonici, ma tutta l'attività al di là di quella vocale che consente un dispositivo attuale. Quindi dall'sms all'email fino anche alle chat WahtsApp e sui Social Network. Qualsiasi elemento che possa in qualche modo rappresentare elemento di distrazione nella guida dell'auto, come nell'attraversare la strada poiché è un'indagine che può riguardare l'automobilista quanto il pedone, il ciclista o il motociclista distratto.

Quali sono i dispositivi che vengono trattenuti oltre al cellulare?

Tutto ciò che può essere un fattore di distrazione, quindi i dispositivi in uso alla persona e quelli a bordo auto incluso il navigatore satellitare. Perché ad esempio se mentre guida deve impostare la destinazione fa poca differenza se si distrae per il navigatore o per l'uso indiscriminato dello smartphone.

E' ipotizzabile l'impiego di questo approccio nei controlli di routine sul territorio?

Al momento non abbiamo elementi per fare questa previsione.

Quindi cosa succede se un istante prima di partire invio un sms e tampono per errore un'auto sotto casa?

Questa è un'indagine che si attiva nel momento in cui si verifica un grave incidente nel quale sono coinvolte persone che hanno subito gravi danni che non ha nulla a che vedere con la multa per l'utilizzo del cellulare alla guida. E' chiaro che se una pattuglia per strada sorprende il guidatore distratto ad usare il cellulare come qualsiasi altro dispositivo elettronico, gli contesta subito l'infrazione comminando la sanzione con il decurtamento dei punti patente ed eventuale sospensione della patente, se c'è reiterazione nel biennio successivo. E se pensa che ogni anno rileviamo circa 5 mila infrazioni di questo tipo solo a Torino, non sono affatto poche.

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