Sedili in ecopelle: Case auto a rischio multa se illudono i clienti

Il curioso caso di un uomo inglese che fa causa a Mercedes per i sedili dell'auto in ecopelle crea un precedente per tutti i Costruttori in UK

27 febbraio 2019 - 19:50

Cita in giudizio Mercedes-Benz perché i suoi interni in pelle non sono effettivamente tali. Un cliente del brand di lusso tedesco si è rivolto ad un tribunale inglese per denunciare il fatto che gli interni in pelle da lui acquistati non si sarebbero effettivamente rivelati tali. L'istanza dell'uomo di 72 anni è stata accolta e Mercedes-Benz condannata a versare la somma di 850 sterline, poco meno di 1.000 euro, a titolo di risarcimento del danno. Insomma all'uomo proprio non andava giù che sulla sua E300 Cabriolet pagata circa 40.000 euro, fosse presente della ecopelle. Eppure quello della pelle in auto è un tema che fa discutere e non poco. Ci sono marchi come Tesla che hanno bandito la “vera pelle” dalle proprie auto scegliendo soluzioni “vegan friendly”. Vediamo i dettagli.

IL CASO Un uomo residente nel Regno Unito ha ricevuto 850 sterline, equivalenti a poco meno di 1.000 euro, a titolo di risarcimento dopo aver citato in giudizio Mercedes-Benz. Nei fatti la corte ha accolto le istanze del ricorrente ed ha accertato che quella che era stata venduta come vera pelle in realtà non era tale vista la presenza di altri materiali. Al 72 enne Kerry Costello non andava proprio giù che sulla sua E300 Cabriolet, acquistata usata per poco meno di 40.000 eruo, i sedili non fossero fatti esclusivamente di pelle. Ecco allora che, dopo aver letto una storia simile sul quotidiano inglese The Daily Mail, l'uomo si sarebbe recato dal suo concessionario Mercedes per accertare se i suoi sedili presentassero altri materiali oltre alla pelle. Pare che il concessionario non gli abbia dato una risposta diretta, così da indurre l'uomo a ricorrere all'autorità giudiziaria (Leggi addio agli interni in pelle l'auto diventa etica).

LA DIFESA Mercedes-Benz ha presto rivelato che i materiali utilizzati sono spesso diversi dalla pelle per dare alla stessa rigidità e struttura. Dal canto suo, la casa automobilistica ha affermato che Costello non aveva subito alcuna perdita perché aveva acquistato l'auto usata non ha pagato direttamente i sedili in pelle opzionali. Ecco allora che il tribunale, accertando che la descrizione resa da Mercedes-Benz circa i materiali era fuorviante, ha provveduto a condannarla. Insomma i consumatori sarebbero stati facilmente indotti in confusione circa l'effettiva composizione nei materiali di rivestimento dei sedili e degli altri elementi all'interno dell'auto. Ecco allora che anche l'acquirente dell'auto usata, come quello della nuova, sarebbe stato confuso nella scelta da questa poca chiarezza.

IL FUTURO A commento della sentenza il signor Costello ci ha tenuto a sottilineare che anche altri proprietari di Mercedes-Benz che hanno avuto problemi con la pelle presene all'interno dei loro veicoli dovrebbero ricevere un risarcimento (Leggi in futuro i sedili saranno leggeri e riciclabili). Eppure non sono pochi i brand che hanno già abbandonato la pelle o valutano di farlo a stretto giro. Nello specifico, sin dalla nascita, Tesla vanta di utilizzare interni in pella “vegan”. La scelta è certamente coerente con la scelta sostenibile del brand di auto 100% elettriche. Si tratta di un solco che è oggi seguito da Polestar, marchio green della galassia Volvo, che ha scelto per la sua nuova Polestar 2 interni esclusivamente in materiali eco.

 

 

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