Se lo spartitraffico è un'insidia, il Comune risarcisce il motociclista

Se lo spartitraffico è un'insidia, il Comune risarcisce il motociclista Se un motociclista urta un'aiuola spartitraffico

Se un motociclista urta un'aiuola spartitraffico, riportando lesioni, il Giudice di merito deve accertare scrupolosamente se ci fosse pericolo occulto

20 Dicembre 2011 - 07:12

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un motociclista che si era visto respingere la domanda di risarcimento fatta contro il Comune sia in primo che in secondo grado. La sentenza n. 26736 del 13 dicembre 2011, emessa dalla terza sezione civile della Suprema Corte, rinvia alla Corte d'Appello la causa, perchè non era stata adeguatamente motivato il diniego della responsabilità del Comune di Milano. Doveva essere indagata meglio la pericolosità di uno spartitraffico sulla cui testata era fissato un paletto metallico che causò la perdita di una gamba per il motocilcista.

SI VEDE NON SI VEDE… – Il povero motociclista, gravemente lesionato, aveva invano fatto una richiesta di risarcimento al Comune di Milano perchè l'aiuola spartitraffico sarebbe stata difficile da vedere in ore notturne, mancando la segnalazione luminosa. Con l'ausilio di una perizia cinematica i giudici di primo e secondo grado avevano ritenuto sufficientemente visibile lo spartitraffico e dunque addossato la responsabilità dell'incidente allo stesso motociclista. Nel caso di insidie stradali infatti, il comportamento colposo dello stesso danneggiato esclude la responsabilità del proprietario della strada. Tuttavia il motociclista non si è dato per vinto, insistendo sul fatto che le Corti di merito non avevano prestato attenzione alla conformazione dello spartitraffico, che recava sulla sua testata un paletto grigio metallico non visibile, responsabile di gran parte dei danni.

PALETTO NON ILLUMINATO – La Corte, prendendo atto del fatto che il paletto metallico posto sull'aiuola spartitraffico non era adeguatamente illuminato, e del fatto che la presenza del paletto era stata causa della perdita della gamba del motociclista, ha accolto il ricorso di quest'ultimo. Le corti di primo e secondo grado si sono limitate a valutare genericamente come visibile anche in ore notturne l'aiuola, ma non hanno fornito un'adeguata motivazione sul punto che, in concreto, è stato di rilevanza cruciale nella produzione dell'incidente, ovvero la mancata illuminazione del paletto metallico che ha causato gravi lesioni. Dunque la Corte d'Appello di Milano, in diversa composizione, dovrà riesaminare il fascicolo ed emettere un nuovo verdetto.

di Antonio Benevento

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