Scandalo VW: nel mirino dell'Antitrust anche i motori a benzina

Volkswagen rischia una multa per concorrenza sleale anche per la CO2, secondo il Garante avrebbe barato anche con i motori benzina

5 febbraio 2016 - 11:07

È ancora il Gruppo Volkswagen a stare sotto “l'occhio del ciclone”, stavolta più che per il “dieselgate” oseremmo dire (ironicamente parlando) per un ipotetico scandalo “benzinagate”. In verità il Costruttore tedesco si ritrova contro l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, oltre che per la vicenda legata alle emissioni di NOx, stavolta anche nell'ambito delle emissioni di CO2. Ecco tutti i particolari della vicenda.

LA PRIMA TAPPA – Il 2 ottobre dell'anno scorso l'authority aveva aperto un'istruttoria per verificare se la Casa di Wolfsburg aveva messo in atto pratiche commerciali scorrette vendendo automobili con emissioni inquinanti elevate oltre quanto il Costruttore aveva dichiarato, fuorviando e ingannando così la scelta di acquisto dei consumatori. In quel tempo Massimo Nordio, Amministratore Delegato del gruppo tedesco in Italia, faceva notare che le emissioni di ossido di azoto (Nox), quelle risultate fuori norma e finite nel mirino dell'autorità americana per la protezione dell'ambiente (leggi qui come agiva la centralina Bosch per alterare i valori di emissioni inquinanti), “non sono assolutamente utilizzate nella comunicazione nei confronti dei nostri clienti”, poiché non fanno parte delle informazioni che le Case automobilistiche devono dare in Italia, che invece riguardano i valori emessi di C02.

NUOVA FASE – A tal proposito l'Autorità non si è lasciata sfuggire l'occasione di mettere nuovamente “spine nel fianco” del gruppo Volkswagen (che intanto ha dato inizio ai richiami, sbilanciandosi anche sui nuovi consumi e sulle prestazioni; leggi qui i particolari). Così è notizia recente del suo nuovo provvedimento nei confronti del Costruttore tedesco, un provvedimento che, come esplicitato nel comunicato di Altroconsumo, vede “un'azione allargata a tutti i propulsori, alimentati sia con il diesel che con la benzina, rivolta a tutte le cilindrate le cui emissioni inquinanti o concernenti l'ambiente (dunque parametro di omologazione Euro e anche CO2) in sede di test siano state falsate grazie all'utilizzo dell'impianto di manipolazione, il defeat device”.

COME FINIRA'? – Impossibile fare facili previsioni, così come sembrerebbe inutile, al momento, poter parlare già di multa e stangata a Volkswagen, dopo tutto quella dell'Autorità è solo una semplice apertura di provvedimento in cui tutto è ancora da dibattere. Sembrerebbe anche eccessivo poter ricollegare il “trucco” adoperato dal Costruttore tedesco per ingannare sugli NOx a quest'ultima apertura verso i motori a benzina; creerebbe una sorta di “effetto scia” con lo scandalo dieselgate, il che sembrerebbe eccessivo nei confronti di ciò che è corretto, come indagare sulla concorrenza commerciale scorretta per aver dichiarato meno CO2 di quella che in realtà emettono le auto. Consueta abitudine questa da parte di tutti i Costruttori, a tal proposito, da pochi giorni, sono stati raddoppiati i limiti di emissioni di NOx, gli ossidi di azoto, per le auto. Lo ha deciso il Parlamento europeo (leggi qui le nuove regole) che ha dato il via libera alle nuove soglie in condizioni di guida reale (Rde), respingendo la richiesta di riforme più radicali dopo lo scandalo dieselgate.

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