Scandalo Renault: nei guai per le emissioni di due modelli

In attesa di conferme ufficiali possiamo svelarvi le indiscrezioni sui test in Francia che hanno lanciato Renault al centro dello scandalo emissioni

18 gennaio 2016 - 10:55

Come avevamo scritto la scorsa settimana, lo scandalo “Dieselgate” non arresta la sua impetuosità e trascina nello scalpore anche la Renault, coinvolta ad affrontare le stesse difficoltà  di Volkswagen, note a tutti dalla fine del mese di settembre 2015. Sta iniziando così un'azione investigativa da parte non solo delle forze dell'ordine francesi, ma anche delle autorità tecniche competenti e del Governo transalpino, che hanno già iniziato a pretendere spiegazioni dal Costruttore francese. Non si sa ancora con certezza se è possibile parlare di “Dieselgate 2”, ad ogni modo vi terremo aggiornati su tutte le tappe del “caso Renault”. Di seguito le ultime indiscrezioni.

SUBITO LE SPIEGAZIONI – Secondo fonti autorevoli della stampa internazionale, la Renault è stata chiamata a presentarsi oggi pomeriggio dinanzi a una commissione governativa francese per spiegare il suo eventuale coinvolgimento in una “storia” simile a quella che ha visto Volkswagen (all'epoca primo costruttore al mondo) inginocchiarsi come imputato dinanzi un vasto panorama di autorità competenti. I risultati dei test non sono ancora stati pubblicati, ma secondo persone vicine ad alcuni esponenti della commissione, la Casa automobilistica francese sarà messa “con le spalle al muro” perché sarà possibile dimostrare che due suoi modelli (probabilmente l'Espace e la Captur) equipaggiati con un particolare propulsore hanno emesso valori inquinanti che hanno sforato di molto i limiti consentiti.

UN GOVERNO ATTIVO – Il Governo francese già dal mese di ottobre del 2015 ha istituito una commissione competente per verificare le emissioni su 100 automobili immesse sul mercato nazionale; chiaramente la tempestività fu dettata all'epoca da quanto si stava verificando con lo scandalo Volkswagen. Dopo un periodo di indagini e silenzio, la scorsa settimana c'è stato l'annuncio: i test approfonditi sono stati attuati su ben 11 modelli circolanti in Francia, appartenenti a varie case automobilistiche nazionali e internazionali. Da qui si è potuto notare che se è vero, da una parte, che nessun costruttore ha utilizzato “strani ingegni” per occultare le reali emissioni delle proprie vetture, dall'altra si è verificato che alcune automobili Renault (insieme a qualche modello di Marchi non nazionali) superavano di molto i limiti di ossidi di azoto e anidride carbonica. Così, nell'ambito delle indagini, gli agenti anti-frode hanno fatto irruzione negli uffici della Renault e di altri siti tecnici all'inizio di gennaio e la notizia ha messo “in difficoltà” il valore delle azioni Renault in borsa (leggi qui tutti i particolari!)

QUALE VERITA'? – Timothy Rea, analista di BNP Paribas, ha sollevato il “solito” problema di cui si parla da settembre del 2015, ovvero che è normale parlare di discrepanza tra i valori emersi da un test fatto in laboratorio e uno approfondito su strada, per questo motivo si sta cercando, a partire dal 2017, di costringere i costruttori a sottoporre le proprie automobili sia a prove di laboratorio che  “on the road” prima di mettere in commercio i nuovi modelli e le nuove motorizzazioni. Pertanto, sempre secondo Rea, la situazione di cui parlare è se la Renault ha utilizzato, o no, sistemi come quello Volkswagen (scopri in questo articolo come il Costruttore tedesco truccava le emissioni). Il Governo di Parigi, nell'ambito degli accertamenti sul presunto comportamento irregolare di Renault in materia di emissioni inquinanti, non sta attualmente considerando la restituzione degli incentivi per la commercializzazione di modelli ecologici di cui negli anni scorsi ha beneficiato anche la Casa francese. Lo ha dichiarato il Ministro dell'Ambiente Ségolène Royal in un'intervista concessa al quotidiano Le Parisien: “la restituzione degli incentivi non è attualmente in considerazione. Per una misura del genere dovremo prima accertare di quanto eventualmente siano stati superati i limiti di legge”. Altre case automobilistiche che sono in fase di verifica in Francia sono, oltre chiaramente alla Volkswagen, la Mercedes, la Ford, la Opel, la Toyota e la BMW.

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