Scandalo dei metalli in Giappone: non sono resistenti come dichiarato

Da Kobe Steel lo scandalo dell'alluminio falso in Giappone: il materiale è meno resistente del dichiarato. Coinvolte anche Honda, Subaru e Toyota

10 ottobre 2017 - 21:47

“Appalti truccati, trapianti truccati, motorini truccati che scippano donne truccate…”: chi non ricorda La terra dei Cachi, il singolo di Elio e le Storie Tese che ha rischiato di vincere il Festival di Sanremo edizione 1996? Sembra che la vera vincitrice fosse proprio questa canzone, affossata poi nell'ultima serata perché giudicata troppo goliardica. Il testo era comunque una lucida lettura dei vizi e dei costumi italiani, un'analisi che non ha (purtroppo) perso di attualità nel Bel Paese e che sembra anzi essere valida anche nel Far East. È infatti di oggi la notizia che un grande gruppo siderurgico giapponese ha venduto rame e alluminio non conforme a molte aziende, comprese quelle del settore automobilistico (i materiali sono al centro anche dell'Irongate, presunto cartello per manipolare il prezzo dell'acciaio).

TI DICO CHE È BUONO! Lo scandalo industriale che assedia Kobe Steel Ltd., secondo Bloomberg, si sta ingigantendo perché emergono sviluppi che arrivano anche al di fuori del Giappone. Il terzo produttore di acciaio del Giappone ha ammesso che suoi addetti hanno falsificato i dati relativi alla resistenza e alla durata di alcuni prodotti, si tratta di alluminio e rame, utilizzati in aerei, treni e probabilmente anche in un razzo spaziale. I nomi in ballo sono “pesanti”: Toyota, Honda e Subaru hanno dichiarato di di aver utilizzato materiali Kobe Steel che sono stati falsificati. Anche Hitachi Ltd. è stata colpita, avendo impiegato quei materiali per costruire treni esportati nel Regno Unito per Agility ma che non sono ancora stati utilizzati.

VOLARE E VIAGGIARE Forniture di Kobe Steel sono state utilizzate da Hitachi, secondo il portavoce Masataka Morita, anche nei treni veloci forniti a East Japan Railway e Central Japan Railway.

L'Azienda ha testato i convogli dopo il loro completamento, non riscontrando problemi di resistenza. L'alluminio Kobe è entrato anche, tramite Subaru, negli aerei d'addestramento dell'Aviazione giapponese e nelle ali del jet di linea Boeing Dreamliner, secondo un portavoce Subaru che ha dichiarato che l'Azienda stava risalendo a quali fossero gli aerei e le parti costruite con quell'alluminio. Boeing, in una sua dichiarazione, ha comunque detto che “non sono emersi, fino ad oggi, elementi che sollevino problema di sicurezza; continueremo a lavorare diligentemente con i nostri fornitori per completare la nostra indagine”. A conclusioni simili è giunta anche Mitsubishi Heavy Industries il cui portavoce Genki Ono ha detto che l'alluminio Kobe è stato utilizzato nel jet regionale MRJ e nel missile H-IIA, lanciato martedì senza problemi, dichiarando che “Non sono emersi problema con il lancio del razzo. I controlli continuano ma a oggi non sono emersi effetti sia nel missile sia nell'MRJ”.

ALTRI RICHIAMI IN VISTA? Tornando all'automotive citiamo Toyota, il cui portavoce Takashi Ogawa ha dichiarato che sono stati trovati materiali Kobe con i dati truccati nei cofani, nelle porte e in elementi esterni. Ha poi detto “Stiamo lavorando per identificare i veicoli interessati da questa situazione e quali componenti sono stati usati. Questa violazione della conformità da parte di un fornitore è un problema grave” (leggi che le auto leggere di Toyota potrebbero costare di più negli USA). Honda ha comunicato di aver usato materiale falsificato di Kobe Steel nelle porte e nei cofani mentre Mazda ha confermato che utilizza l'alluminio della società (leggi che Mazda crede nell'acciaio per le sue scocche leggere). Anche Suzuki e Mitsubishi stanno controllando se i loro veicoli sono interessati mentre Kobe ha dichiarato che la falsificazione nei dati delle ispezioni riguarda prodotti spediti dal settembre 2016 all'agosto 2017; essi rappresentano il 4% delle spedizioni di pezzi di alluminio e rame.

L'analista di Tachibana Securities Takeshi Irisawa ha dichiarato che “l'incidente è grave. Anche se al momento l'impatto non è chiaro, se dovessero esserci dei richiami il costo sarebbe enorme. C'è la possibilità che la Società si debba addossare, oltre al costo della sostituzione, anche quello del richiamo. Inoltre l'alluminio è un business strategico per Kobe dato che è fruttuosa e se le cose dovessero andar male mi chiedo come farebbe a fare profitti”. Non è un buon momento per le aziende giapponesi: dopo lo scandalo degli airbag Takata, che ha fatto fallire la società, arrivo quest'altra tegola. Ad aggravare la situazione sono le parole di Naoto Umehara, vicepresidente esecutivo di Kobe Steel, che ha detto che questa pratica è stata usata in tutti i 4 impianti di produzione dell'alluminio, è stata sistematica e che per alcuni prodotti la frode è iniziata circa 10 anni fa.

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