Scandalo airbag Takata: fermi 1,7 milioni di veicoli. Honda corre ai ripari

In arrivo incentivi ai dealers Honda e Acura che negli USA rischiano il fallimento per lo stop delle auto con gli airbag difettosi Takat

11 marzo 2016 - 9:50

Il caso degli airbag Takata ha raggiunto proporzioni epiche e sta mettendo in ginocchio i concessionari americani. A molti di essi sono stati congelati interi parchi di auto nuove e usate, le quali svalutano di giorno in giorno. American Honda Motors ha deciso di tendere una mano verso i propri dealer in difficoltà.

AIRBAG DI RICAMBIO ENTRO L'ESTATE, MA I CONCESSIONARI SOFFOCANO – Sono 1.7 milioni le automobili e gli autocarri leggeri a marchio Honda e Acura costruiti dal 2007 al 2015 dichiarati momentaneamente invendibili e i quali giacciono nei magazzini e nei piazzali delle concessionarie. Si tratta di un enorme capitale, bloccato e sottoposto a una continua svalutazione. La normativa federale prevede che in caso di richiamo un'auto nuova non può essere consegnata al cliente prima di essere stata riparata. Per quanto riguarda l'usato questo obbligo non sussiste, ma, per scelta, Honda è tra quei costruttori che ha imposto ai rivenditori di bloccare anche le vendite dell'usato in mancanza di un fix definitivo. Per i dealer questo si traduce in una emorragia giornaliera che non accenna a rallentare. Vista la forte richiesta (i veicoli coinvolti nello scandalo Takata potrebbero arrivare a 105 milioni), gli airbag di ricambio tardano ad arrivare e le industrie che li producono arrancano sotto pressione. Honda ha stimato che i pezzi di ricambio per le proprie auto non arriveranno prima della prossima estate. I concessionari stanno quindi soffrendo in una situazione di stallo, avviandosi progressivamente alla bancarotta.

UN CONTRIBUTO PER COMPENSARE LA SVALUTAZIONE DELLE AUTO BLOCCATE – La compagine americana di Honda Motor vuole evitare il peggio alla propria rete di vendita e ha deciso di sostenere economicamente i concessionari. La Casa costruttrice intende farsi carico dei costi sostenuti dai dealer in seguito allo stop delle vendite e inizierà una campagna di rimborsi a partire dal prossimo 28 marzo. Honda non ha potuto quantificare a quanto ammonterà questo intervento finanziario; è infatti necessario calcolare, veicolo per veicolo, il tempo di fermo presso la concessionaria e di conseguenza determinare l'entità del contributo economico. Si tratterà comunque di cifre ingenti, visto il numero di automezzi coinvolti (leggi VW getta acqua sul fuoco Takata per sbloccare le vendite). Il costruttore ha comunque comunicato che questa campagna di rimborsi terminerà il prossimo 29 luglio.

HONDA NON DIMENTICA I CLIENTI E FAVORISCE LE PERMUTE – L'iniziativa Honda permetterà ai concessionari di prendere fiato e li sosterrà praticamente fino all'arrivo dei pezzi di ricambio per rimettere in ordine le auto e riprendere le vendite (leggi le mosse difensive di Takata in vista del maxi richiamo). Gli aiuti ai dealer comprendono anche degli speciali rimborsi per il ritiro dell'usato, permettendo così ai proprietari di una vettura “a rischio” di poterla permutare per una nuova. La scelta da parte di Honda di salvaguardare il futuro della propria rete di vendita è senza dubbio lungimirante, chissà che non ispiri altri costruttori a tendere una mano d'aiuto ai concessionari in difficoltà.

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