Salone di Detroit: la Toyota Mirai studia la comunicazione tra auto e satelliti

Al NAIAS 2016 la Toyota a idrogeno si trasforma in una "centrale mobile? capace di interagire con i satelliti, a vantaggio della guida autonoma

13 gennaio 2016 - 16:50

Il Salone di Detroit non ha ancora smesso di stupire gli appassionati di auto, perché oltre al prodotto di serie, propone anche particolari esperimenti, nei quali chiaramente l'automobile è sempre protagonista. Un esempio di quanto appena detto è offerto dalla Toyota, che ha incaricato la sua Mirai di migliorare la comunicazione tra auto e satelliti. Nulla è fine a sé stesso, dietro c'è sempre il pensiero al futuro del settore e soprattutto alla guida autonoma. Come è possibile far interagire una vettura con i satelliti? Ecco tutti i dettagli della nuova avventura di Toyota con la Mirai “super tecnologica”.

NULLA E' PER CASO – Prima di addentrarci nell'argomentazione della questione è corretto fare una premessa: questo “esperimento” non è stato organizzato da Toyota per il Salone di Detroit e il suo show, non è stato messo in piedi per far fermare il pubblico interessato allo stand della Casa nipponica. Piuttosto rispecchia il dna del Marchio giapponese, che ha nel sangue la capacità di leggere e interpretare nel miglior modo possibile le occasioni e le necessità del futuro, proprio come avvenne ormai tanti anni fa per la propulsione ibrida. Tutto questo per dire che la Mirai di Detroit non è fine a sé stessa, ma dietro “le quinte” gli uomini di Toyota conducono il gioco pensando al futuro dell'automobile (leggi qui cosa hanno presentato al Ces 2016) e in questo futuro c'è la guida autonoma, che però ha bisogno ancora di tempo e di soluzioni nuove per diventare fattibile e quindi più sicura.

UN PROTOTIPO RICCO DI NOVITA' – Così chi passa per lo stand Toyota può avvistare un prototipo di Mirai con la scritta Kymeta Connected. Si tratta di un veicolo sperimentale capace di scambiare con l'esterno un grande quantitativo di informazioni tramite la rete satellitare e il tutto è permesso da innovative antenne piatte montate nel tetto della Mirai e realizzate in meta materiali. La vettura a idrogeno di Toyota (che è primo costruttore al mondo; leggi qui come è avvenuto il sorpasso su Volkswagen) presenta una fila di esagoni disegnati sulla fiancata e delle celle trasparenti della stessa forma sul tetto che fungono da antenne (foto sopra). Chiaramente il Costruttore nipponico si è servito dell'esperienza di chi, nel campo, è specializzato; per questo motivo ha stretto una collaborazione con l'azienda statunitense Kymeta, specializzata nella produzione di apparati di trasmissione e ricezione in meta materiali, che offrono una resa elevata e permettono uno scambio di grandi quantitativi di dati. Riflettendo su quanto Toyota e Kymeta stanno sperimentando, la riuscita sarà utile anche alla risoluzione  del problema dei '”buchi'” nella copertura del segnale.

L'AUTO COME CENTRALE MOBILE – Queste particolari antenne dalla forma esagonale  sono prodotte con la tecnologia dei cristalli liquidi e sono perfettamente integrate nel tetto, grazie anche alla loro forma che non occupa troppo spazio. Grazie a queste, il modulo di comunicazione dati di nuova generazione (installato nella Mirai e che Toyota vuole montare in futuro, di serie, sulle sue automobili) è in grado di scambiare un enorme volume di dati tramite i satelliti per le comunicazioni ad alta capacità, senza l'utilizzo della parabola. Questo esperimento sancisce la collaborazione tra Toyota e Kymeta, che si sono “incontrate” per la prima volta nel settembre del 2013, e nella quale il Costruttore giapponese ha investito cinque milioni di dollari (circa 4,61 milioni di euro). Si tratta di una cifra sostanziosa, proporzionata però alle aspettative future, infatti nella mobilità connessa del domani le macchine si scambieranno in continuazione un enorme quantità di informazioni e comunicheranno tra loro e le infrastrutture.

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