Roma, guai per due autodemolitori: inquinano?

Veleni nel territorio: è la denuncia degli abitanti della Caffarella che ha spinto i Vigili urbani a sequestrare gli sfasciacarrozze

18 dicembre 2015 - 11:00

Dunque, fra gli scandali della politica locale, le “disavventure” sul sindaco Marino, le tangenti sugli appalti, Mafia Capitale, le strade sfasciate e il traffico impazzito, che cosa mancava per rendere ancora più drammatico il quadro della Città Eterna? Un paio di autodemolitori che, chissà perché in assenza di controlli efficaci, avrebbero inquinato il territorio per diverso tempo. Roba da far rabbrividire una qualsiasi nazione, ma che da noi passa quasi inosservata per via di tutti gli altri pesantissimi guai di Roma. Accade che gli abitanti della Caffarella abbiano spinto i Vigili urbani a sequestrare gli sfasciacarrozze: vediamo di capirci qualcosa di più, visto che è in ballo la salute degli abitanti.

SI CERCA DI FAR LUCE – Saranno gli esperti, adesso, a stabilire se e quanto sono inquinante le acque sottostanti al parco della Caffarella. Obiettivo, accertare le responsabilità di chi (nel corso degli anni) ha gestito due siti per lo smalitmento di rifiuti automobilistici, ovvero due autodemolitori situati proprio all'interno del parco regionale dell'Appia Antica, nei pressi del fiume Almone, che potrebbero aver intaccato la purezza della falda acquifera. Negli scorsi mesi, riporta repubblica.it, i Vigili urbani hanno sequestrato i due sfasciacarrozze situati proprio a ridosso del fiume che scorre nella Caffarella, l'Almone. Il pubblico ministero Maria Bice Barborini, contestualmente ai sigilli, ha iscritto nel registro degli indagati i quattro responsabili delle società di rottamazione auto con l'ipotesi di reato di smaltimento illecito di rifiuti e inquinamento delle acque. Il sospetto è che dalla demolizione delle auto accatastate possano disperdersi nel sottosuolo, e filtrare fin sotto la falda acquifera, delle sostanze inquinanti.

PAROLA ALL'IGIENISTA – La palla passa al consulente, un igienista ambientale della Procura: avrà il compito di stabilire il grado di inquinamento. A spiegare lo stato di degrado dell'area della Caffarella nei pressi del fiume Almone è l'esposto da cui ha preso le mosse l'indagine: un resoconto dettagliato dipinto dall'associazione Futuro Sostenibile Onlus. I legali, gli avvocati Francesca Romana Fragale e Alberto Valerio Lori, nell'estate 2014 hanno raccolto gli umori del “Comitato per il parco della Caffarella” e hanno denunciato lo stato dei luoghi. Il quotidiano parla di odori nauseabondi sopportati dai residenti di via Macedonia e via Latina, provenienti dal letto del fiume. Col timore che le piogge misti agli olii esausti degli autorottamatori possano filtrare nel sottosuolo. Potrebbero esserci scarichi fognari degli impianti Acea che finiscono direttamente nell'Almone. Dubbi anche sulle discariche a cielo aperto di rifiuti solidi (elettrodomestici e plastica) che si sedimentano in prossimità dei ponti e dei restringimenti del corso d'acqua.

OCCHIO ALL'ACQUA – Ed ecco il problema dentro al problema: nel parco c'è la fonte dell'acqua Egeria. La distanza della fonte dai due autorottamatori è sui 500 metri: i responsabili hanno dichiarato non ci sono rischi e che l'acqua viene prelevata a una profondità di diverse centinaia di metri, sotto uno strato di basalto e materiali lavici impermeabili naturali. Oltre alla fonte, in prossimità del fiume, non è inusuale notare mandrie di bestiame circolare libere nei pressi del casale della Vaccareccia, con il rischio di contaminazione dei prodotti caseari destinati al consumo. Insomma, l'acqua sarebbe lontana, e molto in profondità, ma la paura rimane.

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