Rifugiati senza dimora: con il caldo sale il rischio di incidenti

Milano "esplode" di profughi: manca un piano che tuteli loro e gli automobilisti dai percoli della strada e dalle insidie del caldo in arrivo

11 aprile 2016 - 10:00

È innammissibile quanto sta accadendo a Milano. Come riporta repubblica.it, l'hub (la cui traduzione in italiano potrebbe forse essere “centro accoglienza”) profughi di via Tonale chiude e si trasferisce in via Sammartini. Dal 4 aprile scorso, senza preavviso, i volontari hanno trovato la porta chiusa. Il motivo? Era in corso un sopralluogo di una delle società che hanno opzionato l'acquisto dei locali, nell'ambito della privatizzazione di Grandi Stazioni. Quella stessa società che, un anno fa, aveva “ceduto” temporaneamente al Comune e alla Prefettura l'ex mensa del dopolavoro ferroviario. “C'era un'emergenza in corso, e avevamo concesso gratuitamente lo spazio per la prima accoglienza – spiega Grandi Stazioni -. Adesso, come da accordi, riprendiamo possesso e in alternativa concediamo, sempre a titolo gratuito, un altro luogo, in ristrutturazione”. L'assessore al Welfare, Pierfrancesco Majorino, conferma: “Grandi Stazioni ci mette fretta, ma dovrebbe ringraziarci perché abbiamo ristrutturato completamente quei locali che erano un disastro. Lunedì riapriamo provvisoriamente via Tonale, in attesa del trasloco in via Sammartini che avverrà nelle prossime settimane, appena sarà pronta la nuova sede. Sarebbe una follia privare la stazione di un hub, sarebbero anche disagi forti anche per i viaggiatori”. 

CAOS TERRIBILE Stando al corriere.it, a marzo 2016, in media, nelle strutture del Comune sono stati ospitati oltre 650 profughi. Ben più del doppio rispetto allo stesso mese dello scorso anno (erano 256) e quattro volte di più in confronto a marzo 2014 (176). Le statistiche del mese di marzo rappresentano un indicatore chiave per prevedere l'evoluzione nei prossimi mesi. Dimostrano che le strutture di accoglienza milanesi sono già quasi piene: esistono, a essere davvero ottimisti, ridottissimi margini. 

ESTATE INFERNALE Dunque, cosa succederà in estate, si chiede il corriere.it quando gli sbarchi riprenderanno probabilmente in maniera massiccia? Prima di fare ipotesi, bisogna però concentrarsi su un altro interrogativo: perché oggi i centri comunali si trovano già vicini al completo? Negli ultimi tre anni, nelle strutture milanesi gestite dal Comune sono stati accolti 87 mila profughi (1.316 nel 2013, 52.631 nel 2014, 31.799 nel 2015 e 1.406 nel primo trimestre 2016). La stragrande maggioranza di queste persone però, fino all'anno scorso, era in transito verso il Nord Europa. Adesso, la situazione è cambiata. Sentite il ministro dell'Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner: “L'Italia non può contare sul fatto che il Brennero resti aperto, se si arriva a flussi incontrollati di migranti”. C'è la minaccia di chiusura totale. E i profughi rischiano seriamente di restare a Milano.

IGIENE, SALUTE E SICUREZZA Non è possibile non dare assistenza adeguata ai profughi: occorre trovare loro una sistemazione adeguata, oltreché fornire cibo ed eventuali cure mediche, specie ai soggetti deboli. È così che Milano tutela sia i profughi sia, va detto, i cittadini stessi? Perché oltre a problemi a non finire di natura igienico-sanitaria, c'è anche un discorso che concerne la sicurezza stradale: attenzione, specie col caldo feroce delle recenti estati italiane, i profughi senza dimora potrebbero mettere a repentaglio la propria vita in strada, con l'umidità e l'altissima temperatura che appanna i riflessi. Magari non conoscono bene le regole del Codice della Strada (vedi qui), o non sanno quali sono i pericoli negli attraversamenti delle strade, ai semafori, agli incroci, e in generale della giungla urbana durante l'ora di punta: sale il rischio incidenti. Chissà, potrebbero sottovalutare il pericolo di girare per strada di notte, quando la visibilità è inferiore. Non è per nulla un allarme a vuoto: leggete qui quali enormi pericoli in strada per i profughi. Urge aiutarli, e al contempo impedire sempre possibili tensioni sociali: e se i casi di accattonaggio ai semafori aumentasse? E se, per la fame, le richieste di denaro divenissero più insistenti? Ma la nostra politica su quale pianeta ha vissuto, finora? Possibile che si debba, d'improvviso, affrontare un'urgenza igienico-sanitaria e un'emergenza sicurezza a Milano?

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