Richiamo Volkswagen Touran a metano: le bombole vanno sostituite ma non in Italia

Problemi di corrosione per circa 6 mila Touran. In Italia Volkswagen ha le mani legate: ci pensa la Gestione Fondo Bombole Metano

11 luglio 2016 - 9:54

Parte in Germania un richiamo per le Volkswagen Touran alimentate a metano, che potrebbero subire gli effetti del tempo attraverso la corrosione. La maggior parte delle auto che dovranno rientrare in officina sono state vendute stesso nella nazione natia di Volkswagen, mentre in Italia tutte le bombole che potrebbero essere danneggiate dovrebbero già essere state sostituite dal normale iter revisionale previsto dalla legge.

IL PROBLEMA Le Volkswagen Touran con motorizzazione EcoFuel e costruite tra il 2006 ed il 2009 dovranno urgentemente rientrare in officina a seguito dell'avvio di una campagna di richiamo da parte della Casa costruttrice: le bombole, a detta del Costruttore solo quelle anteriori, dovranno essere sostituite per evitare la possibilità di incidenti a causa della corrosione interna, che potrebbe assottigliarne le pareti fino a farle crepare, con un evidente e plausibile rischio incendio (leggi delle VW Touran difettose e della politica della Casa). La Casa ha dichiarato che fino alla data della sostituzione è conveniente non utilizzare il metano come carburante.

IL RICHIAMO I minivan che verranno sottoposte alle procedure di sostituzione sono circa 6.000, delle quali sono state 3.900, oltre la metà, vendute direttamente in Germania. A differenza di quanto accade nel paese di nascita di VW in Italia il richiamo non sussiste, sia perchè la revisione bombole in acciaio non è curata direttamente dalla Casa ma dal Consorzio Revisione Bombole in Acciaio (che quindi “lega le mani” alla Casa) sia perché le auto che invece montano bombole in carbonio hanno un altro iter revisionale quadriennale, secondo quanto dettato dalla legge (leggi ogni quanto far revisionare le bombole in composito e quanto costa la procedure). Le bombole di acciaio presenti sulle vetture italiane vengono smontate in sede di revisione e, dopo essere state controllate, vengono stoccate pronte per essere montate su altre vetture compatibili. Nel mentre vengono svolte le operazioni di revisione, che possono durare fino ad 1 mese, l'auto rientrata in officina viene dotata di bombole prelevate dal deposito nazionale e risulta così idonea alla circolazione fino alla successiva revisione quadriennale. Avviene così una rotazione di questi apparati montati sulle auto, che risultano avere alle spalle anni di lavoro diversi tra loro ma che hanno tutte superato la revisione del Consorzio, che ne testa semplicemente le specifiche tecniche senza tenere conto dell'anno di produzione o la provenienza. Proprio questa rotazione ha permesso di bypassare il problema della corrosione che, invece, si è presentato in Germania, poichè le bombole in questione sui modelli interessati dal richiamo dovrebbero avere già terminato la propria vita operativa e dovrebbero essere state già sostituite.

OSSERVATORIO RICHIAMI Questo e tante altre segnalazioni di richiami inerenti la sicurezza sono resi disponibili all'interno dell'Osservatorio Richiami, un utile strumento che il portale SicurAUTO.it mette a disposizione dei naviganti per essere sempre informati in caso di rientri forzati in officina, e che consigliamo di consultare periodicamente.

1 commento

Michele
11:09, 11 luglio 2016

C'è un problema non piccolo. In primis il richiamo è “mondiale” e si tratta di auto a metano di serie omologate secondo il regolamento Unece R110. Questo, recepito dal Consiglio UE il 28.2.2000, che non prevede più lo smontaggio delle bombole ma solo l'ispezione visiva per tutte le tipologie di bombole.
Quindi sono 16 anni che si tiene in vigore un sistema probabilmente illegittimo, visto che una circolare (!) del Ministero dei Trasporti (prot. n. 3171_MOT2/C del 19.9.2005) ha “tenuto in vita” il sistema italiano in barba alla previsioni della UE. A qualsiasi giurista si rizzerebbero i capelli in testa… visto che invece all'estero le prove a pressione non si fanno più proprio perché la normativa R110 pone specifici requisiti tecnici di costruzione che fanno sì che le prove “invasive” non siano più necessarie.
Non solo, praticamente oggi è impossibile rintracciare le bombole, probabilmente “interscambiate” più volte, in quanto il GFBM NON sa quali bombole sono montate su ogni singola vettura in quanto NON viene tenuto un (banale) elenco con le vetture e relative matricole delle bombole montate su di esse. E' assurdo ma è così. Ipoteticamente quindi le bombole difettose oggetto del richiamo VW potrebbero ancora essere utilizzate.
Qualcuno adesso provi un po' a darci spiegazione su questa assurdità italiana.

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