Resistenza al rotolamento: come si calcola e quanto fa risparmiare?

In media, il 20% dei consumi di carburante, vale a dire un pieno su cinque, viene speso per vincere la resistenza al rotolamento degli pneumatici.

27 maggio 2011 - 7:00

In media il 20% dei consumi di carburante, vale a dire un pieno su cinque, viene speso per vincere la resistenza al rotolamento degli pneumatici. Proprio così, i pneumatici sono responsabili per il 20% dei consumi di carburante della vostra auto. A cosa è dovuta la resistenza al rotolamento? E come si fa a ridurla?

DEFINIZIONE – Per comprendere meglio questo fenomeno siamo volati a Ladoux nel centro prove mondiale della Michelin dove il tecnico Jean Pierre Venessi ci ha spiegato che per “resistenza al rotolamento si intende quella forza che lo pneumatico ed in generale il veicolo oppone al movimento in linea retta. Quando un veicolo si muove, la maggior parte della resistenza al rotolamento è data dal vento (circa il 60%), un 20% è dato dalle resistenze meccaniche mentre il restante 20% è dato dalla resistenza impressa dallo pneumatico”.

CAUSE DEL FENOMENO – Ad ogni movimento della ruota, il battistrada dello pneumatico si flette e si deforma quando viene a contatto con il suolo. Le deformazioni della gomma provocano un riscaldamento e parte dell'energia si disperde sotto forma di calore. Questa perdita rappresenta il 90% della cosiddetta “resistenza al rotolamento” di uno pneumatico. Maggiore è la resistenza al rotolamento degli pneumatici, maggiore è la quantità di carburante necessaria per far muovere la vettura. Se il motore deve compiere uno sforzo più intenso per riuscire a vincere la resistenza al rotolamento degli pneumatici, consumerà più carburante. Per avere un'idea dell'entità della resistenza al rotolamento, possiamo dire che è come avanzare costantemente in salita con una pendenza dell'1%. Eliminarla del tutto è impossibile, ma ridurla al minimo si può.

COME SI CALCOLA – La resistenza al rotolamento si calcola in kg/tonnellate. Per fare un esempio pratico il tecnico ci ha spiegato che sino a circa 30 anni era necessaria una forza di circa 30 kg per spostare un veicolo di 1000 kg, mentre oggi, grazie agli pneumatici a bassa resistenza al rotolamento sviluppati dalla sua azienda, bastano solamente 8 kg. Un risparmio considerevole che si traduce in risparmio economico per il cliente (che consumerà meno carburante), stimato in 1.400 petroliere all'anno nel caso in cui tutte le auto del mondo fossero equipaggiate con pneumatici “verdi”.

IL TEST – A dimostrazione di ciò abbiamo assistito ad una prova sperimentale molto interessante: a bordo di due Peugeot 308, una equipaggiata con pneumatici Cormoran (linea economica Michelin) e una con pneumatici Michelin Energy Saver, ci hanno qui portato in fondo ad una delle piste prova di Ladoux. Da qui siamo partiti, con le due auto affiancate e con lo stesso identico carico, verso due birilli alla velocità di 34 km/h. Superati i birilli i piloti hanno spento i motori e messo le auto in “folle”. In questo modo l'unica resistenza, oltre a quella dell'aria, era quella dovuta al rotolamento degli pneumatici. Sapete dopo quanti metri si è fermata l'auto con pneumatici Energy Saver? Ben 100 metri dopo! Una cosa che ci ha davvero sbalordito.

MA LE PRESTAZIONI? – Davanti ad uno pneumatico che scorre più facilmente è lecito domandarsi se questo riesca a mantenere le performance, in termini di sicurezza e feeling di guida, tipiche degli pneumatici tradizionali. La risposta è: assolutamente si. Numerose comparative indipendenti hanno dimostrato che gli pneumatici a “bassa resistenza al rotolamento” garantiscono gli stessi standard di sicurezza di uno pneumatico tradizione, con il vantaggio di far risparmiare all'automobilista decine di euro all'anno. Un'opportunità di risparmio che dovrete assolutamente ricordare la prossima volta che cambierete i vostri pneumatici. Non fermatevi al costo iniziale, investite in sicurezza e rispetto per l'ambiente.

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