Renault taglia i bonus all'AD Ghosn, 20% in meno e un tetto massimo

Il Governo francese la spunta sui compensi di Carlos Ghosn, il quale devolverà 1 milione dei bonus 2016 in beneficenza. Reagiranno anche i giapponesi?

29 luglio 2016 - 8:59

Le proteste degli azionisti Renault nei confronti dei compensi milionari di Carlos Ghosn hanno sortito un effetto sulle tasche del numero 1 della Casa Francese. Sotto la pressione del Governo, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di applicare una riduzione del 20% sui bonus e di applicare un tetto massimo. Ghosn non perde l'aplomb ma guarda sicuramente a Est, sperando che non insorgano anche i giapponesi.

QUANDO IL TROPPO STROPPIA Dopo l'assembla degli azionisti, svoltasi lo scorso aprile, il Governo di Parigi ha aveva chiesto espressamente al CDA Renault di riformulare lo schema retributivo di Carlos Ghosn (Leggi Renault Nissan verso l'acquisizione di Mitsubishi). La richiesta suonava in realtà più come una minaccia, visto che Emmanuel Macron, il Ministro dell'Economia francese, aveva chiaramente spiegato che in mancanza di un provvedimento della Casa, sarebbe stato disposto a far promulgare una legge per calmierare le paghe dei dirigenti francesi. Dai piani alti della Losanga si è quindi deciso di ridurre del 20% la parte variabile della paga di Ghosn, i bonus non potranno superare il 120% dello stipendio fisso; tuttavia, in caso di performance commerciali particolarmente positive, è stato previsto un innalzamento della soglia fino al 180% della quota fissa.

BIS NON GRADITO NÉ RICHIESTO Un taglio alla retribuzione del Presidente dell'alleanza Nissan Renault era nell'aria già dallo scorso anno, quando Ghosn, per l'esercizio 2014 relativo al marchio francese, portò a casa, tra stipendio e bonus, 7.2 milioni di euro, triplicando quasi il compenso dell'anno precedente (2,67 milioni). All'epoca questa “performance” provocò malcontento sia nei dipendenti, che già dal 2013 pativano il regime di moderazione dei salari, che degli azionisti, tra le file dei quali si trova anche lo Stato francese (in realtà l'azionista principale con una quota superiore al 18%) e una richiesta di revisione del compenso venne subito inviata al Consiglio d'Amministrazione Renault (Leggi Renault prepara una spending review per il 2018). Ma il bis dell'ultimo esercizio, per il quale sono stati pagati 7,5 milioni al manager, è stata considerata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così è arrivato l'àut àut del Governo.

UN MILIONE IN BENEFICENZA La decisione della revisione del compenso sembra essere stata elegantemente accettata da Ghosn, il quale ha dichiarato di voler destinare 1 milione di euro dei bonus 2016, alla Fondazione Renault, la quale si occupa di aiutare giovani in difficoltà assistendoli nel percorso scolastico e accademico, oltre a garantire l'istruzione in zone colpite da guerre e calamità naturali. Un pensiero di Ghosn sarà certamente volato al di là del Pacifico e alle possibili ripercussioni sulla parte nipponica delle sue entrate annue; per il suo ruolo di AD Nissan ha percepito 9.5 milioni di euro per il 2015 e la cifra non è affatto piaciuta agli azionisti del marchio giapponese (Leggi il compenso di Ghosn è esagerato per i giapponesi).

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