Renault – Nissan: il virus che ha bloccato le fabbriche in Francia e UK
Il contagio del ransomware ha indotto Renault-Nissan a fermare diversi impianti, anche in Francia e Regno Unito. Il peggio sembra passato
Il contagio del ransomware ha indotto Renault-Nissan a fermare diversi impianti
Il contagio del ransomware ha indotto Renault-Nissan a fermare diversi impianti, anche in Francia e Regno Unito. Il peggio sembra passato
Come ogni medaglia, anche le auto intelligenti e connesse di oggi hanno il loro rovescio ed è un'accresciuta vulnerabilità ai cyberattacchi, fenomeno sconosciuto alle vetture meno “giovani”. Se le auto con l'accensione a spinterogeno e puntine platinate non offrivano alcun appiglio, anche le prime generazioni delle accensioni/iniezioni elettroniche erano tetragone perché sostanzialmente isolate dall'esterno. La connettività diffusa ha cambiato le cose per i veicoli ma l'industria è in Rete da molto più tempo (leggi degli hacker che potranno colpire tramite i computer nelle officine): non ci stupiamo quindi se il recente attacco degli hacker ha colpito anche stabilimenti del gruppo Renault – Nissan.
ATTACCO GLOBALE L'offensiva degli hacker ha monopolizzato per un paio di giorni gli organi d'informazione: i computer colpiti dal virus sono centinaia di migliaia e i Paesi coinvolti più di 100. La prima ondata del virus WannaCry, partita venerdi, è stata fortunosamente bloccata da un giovane informatico inglese ma un secondo attacco ha colpito pesantemente anche la Cina. Il ransomware rende inaccessibili i file dei PC colpiti, che possono essere sbloccati pagando un riscatto in Bitcoin, e una delle prime notizie pervenute parlava di un massiccio contagio agli ospedali del Regno Unito. La cosa non ha lasciato indenni le industrie e in effetti Renault – Nissan ha dovuto fermare vari suoi siti siti produttivi, in UK e anche in altri Paesi.
IL CONTAGIO È ARRIVATO Le notizie arrivano da Autonews e Autocar, che a loro volta citano anche Reuters e parlano di Renault che ha fermato la sua produzione in diversi siti sabato per evitare la diffusione del cyberattacco partito venerdi. Il malware aveva infettato i suoi sistemi e lo stop ha coinvolto anche l'impianto britannico di Sunderland del suo partner Nissan (leggi della nuova linea di produzione con una pressa da 5.200 tonnellate).

Un portavoce d Renault UK ha dichiarato: “Il Gruppo Renault conferma che è stata colpita dal cyberattacco globale che è iniziato venerdì 12 maggio. Si tratta di un Ransomware e misure di contrasto sono state prese immediatamente per fermarne la diffusione e proteggere i sistemi. È in corso una diagnosi completa per mettere in atto le soluzioni appropriate per riprendere le operazioni della produzione”. La produzione è ripresa oggi e un portavoce nel quartier generale giapponese di Yokohama ha riferito che “le nostre squadre tecniche stanno risolvendo qualche difficoltà circoscritta ma oggi le attività sono regolari”.
COLPITO ANCHE L'EST A Sunderland vengono prodotte le Nissan Leaf, Qashqai, Note e Juke insieme alle Infiniti Q30 e QX30. Fra gli altri stabilimenti colpiti c'è stato anche quello Renault di Sandouville (anche Sandouville ha partecipato all'estesissimo programma fotovoltaico di Renault), nel nord della Francia ma i media transalpini riferiscono che i danni sono minimi perché la produzione del commerciale Trafic (e le sue versioni per altri Marchi) non era attiva nel weekend. Anche l'Europa dell'Est ha sofferto: la sede Renault di Novo Mesto, in Slovenia, ha subito uno stop produttivo; l'impianto produce le “piccole” di Renault, ossia Twingo (leggi della Smart ForFour prodotta sul pianale della Twingo) e Clio.

Problemi vengono segnalati anche dal marchio low-cost del Gruppo Renault, Dacia (leggi dell'evoluzione della Duster per restare al passo con i tempi),che ha comunicato sabato che alcuni delle sue produzioni rumene erano state colpite. Il peggio sembra comunque essere passato ma rimane l'impressione che l'automotive debba imparare ancora molto sulla cybersecurity.