Renault – Nissan: il virus che ha bloccato le fabbriche in Francia e UK

Il contagio del ransomware ha indotto Renault-Nissan a fermare diversi impianti, anche in Francia e Regno Unito. Il peggio sembra passato

15 maggio 2017 - 20:55

Come ogni medaglia, anche le auto intelligenti e connesse di oggi hanno il loro rovescio ed è un'accresciuta vulnerabilità ai cyberattacchi, fenomeno sconosciuto alle vetture meno “giovani”. Se le auto con l'accensione a spinterogeno e puntine platinate non offrivano alcun appiglio, anche le prime generazioni delle accensioni/iniezioni elettroniche erano tetragone perché sostanzialmente isolate dall'esterno. La connettività diffusa ha cambiato le cose per i veicoli ma l'industria è in Rete da molto più tempo (leggi degli hacker che potranno colpire tramite i computer nelle officine): non ci stupiamo quindi se il recente attacco degli hacker ha colpito anche stabilimenti del gruppo Renault – Nissan.

ATTACCO GLOBALE L'offensiva degli hacker ha monopolizzato per un paio di giorni gli organi d'informazione: i computer colpiti dal virus sono centinaia di migliaia e i Paesi coinvolti più di 100. La prima ondata del virus WannaCry, partita venerdi, è stata fortunosamente bloccata da un giovane informatico inglese ma un secondo attacco ha colpito pesantemente anche la Cina. Il ransomware rende inaccessibili i file dei PC colpiti, che possono essere sbloccati pagando un riscatto in Bitcoin, e una delle prime notizie pervenute parlava di un massiccio contagio agli ospedali del Regno Unito. La cosa non ha lasciato indenni le industrie e in effetti Renault – Nissan ha dovuto fermare vari suoi siti siti produttivi, in UK e anche in altri Paesi.

IL CONTAGIO È ARRIVATO Le notizie arrivano da Autonews e Autocar, che a loro volta citano anche Reuters e parlano di Renault che ha fermato la sua produzione in diversi siti sabato per evitare la diffusione del cyberattacco partito venerdi. Il malware aveva infettato i suoi sistemi e lo stop ha coinvolto anche l'impianto britannico di Sunderland del suo partner Nissan (leggi della nuova linea di produzione con una pressa da 5.200 tonnellate).

Un portavoce d Renault UK ha dichiarato: “Il Gruppo Renault conferma che è stata colpita dal cyberattacco globale che è iniziato venerdì 12 maggio. Si tratta di un Ransomware e misure di contrasto sono state prese immediatamente per fermarne la diffusione e proteggere i sistemi. È in corso una diagnosi completa per mettere in atto le soluzioni appropriate per riprendere le operazioni della produzione”. La produzione è ripresa oggi e un portavoce nel quartier generale giapponese di Yokohama ha riferito che “le nostre squadre tecniche stanno risolvendo qualche difficoltà circoscritta ma oggi le attività sono regolari”.

COLPITO ANCHE L'EST A Sunderland vengono prodotte le Nissan Leaf, Qashqai, Note e Juke insieme alle Infiniti Q30 e QX30. Fra gli altri stabilimenti colpiti c'è stato anche quello Renault di Sandouville (anche Sandouville ha partecipato all'estesissimo programma fotovoltaico di Renault), nel nord della Francia ma i media transalpini riferiscono che i danni sono minimi perché la produzione del commerciale Trafic (e le sue versioni per altri Marchi) non era attiva nel weekend. Anche l'Europa dell'Est ha sofferto: la sede Renault di Novo Mesto, in Slovenia, ha subito uno stop produttivo; l'impianto produce le “piccole” di Renault, ossia Twingo (leggi della Smart ForFour prodotta sul pianale della Twingo) e Clio.

 Problemi vengono segnalati anche dal marchio low-cost del Gruppo Renault, Dacia (leggi dell'evoluzione della Duster per restare al passo con i tempi),che ha comunicato sabato che alcuni delle sue produzioni rumene erano state colpite. Il peggio sembra comunque essere passato ma rimane l'impressione che l'automotive debba imparare ancora molto sulla cybersecurity.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto nuove, prezzi sino a +24% rispetto al listino negli USA

Trasporto auto elettriche: servono navi speciali “antincendio”

Auto nuove: i sistemi di sicurezza fondamentali per Global NCAP