Renault nel mirino dell'Antitrust: emissioni diesel truccate?

Gravano come un macigno sul capo di Renault le accuse dell'Antitrust francese riguardo un dispositivo e una strategia per alterare le emissioni

16 marzo 2017 - 11:00

Accuse pesanti quelle che gravano sul capo di Renault, la Direzione Generale della Concorrenza, l'antitrust francese, avrebbe accusato il costruttore di aver agito in maniera consapevole per alterare le emissioni delle proprie auto. A differenza delle analoghe vicende precedenti questa volta si fa riferimento a una strategia e a un dispositivo. Renault ha prontamente diffuso un comunicato stampa difendendosi e dichiarandosi disposta a offrire massima collaborazione alle indagini.

ACCUSE SENZA MEZZI TERMINI La stampa francese ha battuto nelle scorse ore una notizia che ha fatto sobbalzare i vertici di Renault. Secondo quanto pubblicato da L'Argus l'antitrust francese avrebbe depositato dei verbali nei quali si accusa in maniera esplicita la Casa della Losanga di avere deliberatamente alterato i rilevamenti delle emissioni inquinanti e ingannato così i consumatori (Leggi qui della riapertura del caso emissioni Renault lo scorso novembre) .

900 MILA VETTURE NEL MIRINO DEI GIUDICI L'agenzia francese ha specificato che negli incartamenti dell'antitrust si parla di un dispositivo fraudolento che modifica il funzionamento del motore per ridurre le emissioni di NOx durante i controlli, così facendo i valori rilevati risulterebbero rientranti nei limiti di legge (Sapevi che Renault ha già fatto un richiamo per le emissioni dei suoi modelli). Sarebbero inoltre già stati nominati tre giudici istruttori i quali dovranno indagare, sempre secondo la fonte, su circa 900 mila vetture, per un fatturato di 16.8 miliardi di euro. Renault rischierebbe una multa fino al 10% del suo fatturato.

RENAULT NON COMMENTA MA SI PROFESSA INNOCENTE Questa è la replica che la Casa francese ha diffuso a mezzo comunicato stampa:

Il Gruppo Renault non intende commentare una procedura di istruzione in corso, per definizione riservata, e alla quale, in questa fase, l'azienda non ha accesso. Renault non può, pertanto, confermare l'attendibilità, l'esaustività né l'affidabilità delle informazioni contenute nel suddetto articolo. Renault dimostrerà di aver rispettato la normativa e fornirà tutte le spiegazioni ai magistrati incaricati dell'istruzione della pratica.

Il Gruppo Renault ribadisce che nessuno dei suoi dipartimenti ha violato le regole, europee o nazionali, in tema di omologazione dei veicoli. I veicoli Renault non sono equipaggiati con software di frode antinquinamento. Come sempre fatto, il Gruppo Renault coopererà pienamente con gli organi giudiziari nell'ambito di un'inchiesta che pone problemi di interpretazione, tra le autorità europee e gli Stati membri, in merito alle norme che disciplinano le condizioni di omologazione dei veicoli.

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