Emissioni irregolari: caso riaperto per Renault, possibile una sanzione

Il fascicolo Renault sulle emissioni irregolari di NOx passa alla magistratura, ma la Casa si difende: nessun trucco

10 novembre 2016 - 13:32

Lo “scandalo” sulle emissioni Volkswagen ha scoperchiato un calderone di cui tutti o quasi sospettavano l'esistenza e che da tempo anche SicurAUTO.it ha parlato in più articoli, come quello sui consumi auto reali. Da allora però molti altri Costruttori sono finiti al centro di indagini e ispezioni a tappeto per scovare eventuali altri Case coinvolte nel trucco delle emissioni, proprio come Renault che avrebbe anche rischiato di restituire gli incentivi sulla vendita di auto ecologiche in Francia (leggi qui del caso Renault) e che ora deve fronteggiare un nuovo capitolo della vicenda: il fascicolo dell'inchiesta avviata dal ministero dell'economia passa nelle mani della magistratura francese per accertare possibili sanzioni penali.

CAPTUR SALVATA IN EXTREMIS Renault è finita sotto la lente degli investigatori francesi per le emissioni eccessive di NOx della Espace e della Captur 1.5 dCi da 110 cavalli che proprio all'inizio dell'attività investigativa è stata richiamata in 15800 esemplari, leggi qui maggiori informazioni sul richiamo correttivo. Un richiamo in extremis, insomma, che è stato annunciato pubblicamente dal Ministro dell'Ambiente francese, Ségolène Royal, a radio RTL France, dichiarando che Renault “si è impegnata a richiamare 15.000 veicoli per una verifica e una corretta regolazione, affinché il sistema di filtraggio funzioni” . Nulla però a che vedere con lo scandalo Volkswagen che Royal ha così respinto: “ad essere onesti per la Renault, bisogna riconoscere che ci sono altre marche automobilistiche che superano le norme sulle emissioni inquinanti” .

LA PALLA AI MAGISTRATI SULLA ESPACE Gli investigatori francesi della direzione generale per la concorrenza e la repressione delle frodi hanno inviato alla magistratura il fascicolo sulle emissioni NOx dichiarando che l'onere di stabilire eventuali sanzioni spetta ora ai pubblici ministeri. Il caso ora gravita tutto intorno ai test indipendenti eseguiti sulla Renault Espace dalla DUH, che ha messo alla prova anche altri modelli, approfondisci qui. Ma Renault continua a difendere la sua assoluta estraneità a qualsiasi pratica scorretta.

LA DIFESA RENAULT “I nostri veicoli sono stati omologati secondo la legge e non sono equipaggiati con software fraudolenti in grado di influenzare i sistemi anti-inquinamento”, avrebbe dichiarato Renault in merito al passaggio di carte alla magistratura. Una posizione fin dall'inizio mantenuta anche da Thierry Bolloré, Chief Competitive Officer di Renault: “non siamo qui a barare, noi ci muoviamo sempre nel pieno rispetto delle norme e non stiamo cercando di ingannare il consumatore”.

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