Rca: pronto l'archivio elettronico antifrodi. Ecco come funzionerà

L'archivio elettronico incrocerà i dati di sinistri e scatole nere spingendo anche le compagnie a ridurre attivamente il rischio di frodi Rca

8 giugno 2016 - 9:08

Le compagnie assicuratrici ce lo ripetono sempre: se i prezzi Rc auto in Italia sono stellari, la colpa è anche degli incidenti inesistenti, ossia le truffe, con tamponamenti inventati di sana pianta, colpi di frusta mai avvenuti, danni causati di proposito. Un fenomeno un po' a macchia di leopardo lungo lo Stivale, che diventa fortissimo in quel di Napoli e Caserta, dove infatti i prezzi Rca raggiungono vette incredibili, anche 7.000 euro annui, a carico di automobilisti innocenti e onestissimi. Tanti pagano le frodi di pochi. Ma ora è pronto l'archivio elettronico antifrodi Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), con l'auspicio che finalmente le Rca scendano in maniera importante: vedi qui la nostra anticipazione.

COME FUNZIONA L'archivio antifrodi è collegato a una banca dati sinistri, una banca dati anagrafe testimoni e una banca dati anagrafe danneggiati. Le chiavi di quei database sono le anomalie: incidenti ripetuti nel tempo, che vedono per protagonisti sempre gli stessi soggetti e sempre gli stessi testimoni. Sono campanelli d'allarme, che mettono in guardia: potrebbe esserci una frode. Al fine di consentire una più elevata qualità e affidabilità degli indicatori di anomalia elaborati dall'archivio antifrodi, la procedura prevede l'utilizzo di due liste di esclusione, denominate rispettivamente black list e white list, ossia la lista nera e la lista bianca. La black list contiene i dati ritenuti affetti da palesi errori o incompletezze. I dati presenti nella black list non vengono acquisiti dalla procedura dell'archivio e, conseguentemente, non concorrono al calcolo degli indicatori di anomalia.

FLUSSO DI RITORNO Gli 007 dell'Ivass, dopo aver verificato e integrato i dati sui sinistri e aver calcolato gli indicatori di anomalia e il punteggio, produce e invia automaticamente un flusso alle imprese di assicurazione interessate. La singola impresa può richiedere le informazioni elaborate dall'agenzia Ivass per uno specifico evento in cui la stessa è interessata. Pertanto, con il nuovo archivio antifrodi, le compagnie saranno informate se il sinistro inserito sia a rischio truffa, e riceveranno anche un punteggio sulla qualità dei dati inseriti.

DUE FASI Come vi avevamo preannunciato, nella prima fase, che parte venerdì 10 giugno 2016, a essere connessi, oltre alla banca dati sinistri Ivass (include anche danneggiati e testimoni) saranno il registro dei periti, gli archivi della Motorizzazione, gli archivi sui patentati, e i dati sulle automobili dotate di black box (che arrivano dall'Ania, l'Associazione delle assicurazioni). Nella seconda fase, per fine 2016, si aggiungeranno i veicoli rubati, gli attestati di rischio, il Fondo di garanzia vittime della strada. Un incrocio di una quantità enorme di dati, con un unico obiettivo: abbassare le frodi e le Rca.

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