Rca: 1,8 miliardi di utili. Ma le tariffe quando scenderanno in modo significativo?

Nel 2012, solo nel ramo Rca, le Compagnie han guadagnato 1,8 miliardi di euro. Però chiedono altre leggi al Governo: intanto, sulla scatola nera...

29 ottobre 2013 - 6:00

Si chiama opera di lobbying, ed è del tutto lecita: è quella che fanno le Assicurazioni, per garantirsi altre norme su misura, affinché possano accrescere gli utili. Più che legittimo, così come lo è l'opera d'informazione e sensibilizzazione di SicurAUTO.it, che già ha messo in guardia da possibili altre regole penalizzanti per l'assicurato e per la concorrenza nel mercato delle riparazioni. Va pure considerato che, a fronte di 1,8 miliardi di utili nel 2012 nel ramo Rca (6 miliardi in totale), non si registrano significative riduzioni tariffarie. A meno che non ci si voglia accontentare degli ultimi dati congiunturali rilevati dall'Istat, messe in evidenza dall'Ania (l'Associazione delle Compagnie): le rilevazioni dell'Istituto confermano che nel mese di luglio 2013 le tariffe rc auto (i prezzi di listino) sono calate dello 0,36% rispetto al mese precedente. Inoltre, sempre a luglio 2013, per la prima volta si registra una riduzione dello 0,90% rispetto a luglio del 2012. La tendenza al calo delle tariffe ha avuto inizio nel novembre 2012: da allora fino a luglio di quest'anno la variazione è pari a -1,4%. Rispetto ai prezzi di listino, i prezzi effettivamente pagati dagli assicurati stanno scendendo ancora di più. Le statistiche dell'Associazione hanno già registrato a maggio di quest'anno un calo dei premi medi pagati del 6%. Francamente, è poco. Anche considerando che per rimborso del colpo di frusta ora servono prove strumentali: il Governo Monti aveva paventato forti ribassi della Rca, che non sono arrivati.

ALTRE REGOLE A LORO FAVORE – Adesso, il Governo rilancia la “riparazione in forma specifica”, ovvero della riparazione a spese della Compagnia assicuratrice, nelle carrozzerie da questa indicate. Si tratta di un tema vecchio: le Compagnie dicono che le carrozzerie convenzionate impediscono le frodi, ma intanto così ottengono di controllare (e abbassare) i costi di riparazione, impongono al danneggiato un artigiano che non conosce e con il quale non ha alcun rapporto economico. Mentre il carrozziere fiduciario lavoro con tempistiche e manodopera imposte dalla Compagnia di turno.

CESSIONE DEL CREDITO – Nel calderone, c'è anche l'abolizione della cessione del credito: oggi, il credito per il danno subìto dall'auto in seguito all'incidente può essere ceduto a un terzo (al carrozziere) dalla vittima del sinistro: è la cessione del credito Rc auto, che la Cassazione ha di recente confermato essere una pratica legale. Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, parla di “regalo alle Assicurazioni” da parte del Governo Letta: “Ci sarà la morìa dei carrozzieri indipendenti. Rimarranno in piedi solo i carrozzieri terzisti, cioè fiduciari di una Compagnia. E gli ex indipendenti dovranno, per sopravvivere, trasformarsi in terzisti. Addio a concorrenza e ad aziende sane, a vantaggio di ditte insalubri. I carrozzieri, tutti terzisti, lavoreranno con regole commerciali dettate dalle Assicurazioni”.

SCATOLA NERA, PAGA L'ASSICURATO – Addirittura, secondo indiscrezioni raccolte da SicurAUTO.it, anche in materia di scatola nera potrebbero essere le Assicurazioni ad averla vinta, grazie alle pressioni (ribadiamo, legittime) esercitate sui politici. Facciamo un passo indietro per capirci. Con le liberalizzazioni di quasi due anni fa, il Governo Monti spingeva a favore del dispositivo. Ma le Compagnie frenavano: stando all'Ania, “è illegittima l'interpretazione dell'Isvap [l'Istituto che vigila sulle Assicurazioni, oggi Ivass] sull'obbligo di offrire Rca con scatola nera. In realtà, la legge offre una facoltà all'assicurato, ma non impone alcun obbligo alle imprese che restano libere di offrire questa tipologia di polizze”. E anzi, conclude l'Ania, se quest'obbligo fosse confermato, le Rca salirebbero, perché le Compagnie dovrebbero sobbarcarsi oneri e costi del dispositivo. A nulla sono servite le pressioni dell'Isvap stesso, come vi abbiamo spiegato qui. Adesso, pare addirittura che gli 80 euro della scatola nera (il costo dell'installazione), secondo la volontà del ministero dello Sviluppo economico, possano essere in futuro a carico dell'automobilista che fa richiesta della “black box”. In cambio, avrà diritto a uno sconto sulla Rca di almeno 80 euro. Vedremo se questa norma diverrà realtà: sarebbe l'ennesima “vittoria” delle Assicurazioni, le quali hanno così hanno evitato di applicare subito il decreto liberalizzazioni dell'Esecutivo dei tecnici, temporeggiando con l'Ivass, e ora ottenendo quanto desideravano.

1 commento

Vincenzo
16:07, 5 novembre 2013

I campani e le regioni del sud in generale, sentitamente ringraziano.

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