Rc auto: slitta il decreto dei risarcimenti più bassi

Il ministero della Salute ha congelato il decreto che avrebbe varato le nuove tabelle di risarcimento per i danni fisici gravi in caso di incidente

12 aprile 2013 - 11:53

Colpo di scena: il ministero della Salute ha congelato il decreto che avrebbe dovuto varare le nuove tabelle di risarcimento per le lesioni fisiche pesanti in caso di incidente, che avrebbe ridotto gli attuali importi.

POTEVA DIMEZZARE I RIMBORSI – Infatti, il Governo di Mario Monti, in carica solo per svolgere gli “affari correnti”, stava per approvare un decreto, già preparato dal ministero della Salute, e già in circolazione, che avrebbe tagliato spaventosamente gli importi dei risarcimenti dei cosiddetti “macrolesi”, ovvero dei feriti gravi per i danni derivanti da circolazione stradale, attraverso l'impiego di criteri di calcolo diversi da quelli attualmente in uso. L'Associazione vittime della strada, il Cupsit (patrocinatori stagiudiziali), l'Organismo unitario dell'avvocatura e l'Associazione nazionale forense avevano gridato allo scandalo. Il Codice delle assicurazioni private prevede, all'art. 138, che vengano fissati parametri unitari a livello nazionale per il calcolo dei danni alla persona derivanti dalla circolazione dei veicoli, superino i 9 punti di invalidità permanente (in seguito a valutazione medico legale). E SicurAUTO.it aveva parlato in merito di battaglia del risarcimento Rca, a indicare la delicatezza della questione.

DUE TENSIONI CONTRAPPOSTE – Questa tabella non è mai stata approvata perché al centro di due tensioni contrapposte: da un lato, la lobby delle Compagnie, la quale vuole uno schema di importi che consentano di migliorare i propri bilanci; dall'altro, il diritto vivente che ha negli anni attribuito alle grandi lesioni un valore importante. Per fare un esempio, un trentacinquenne maschio che subisse un danno pari al 50% di invalidità, oggi con le tabelle del Tribunale di Milano sarebbe risarcito, per la sola invalidità permanente, con 384.219,00 euro, mentre con le nuove tabelle ne avrebbe percepito 222.366,45, che potranno poi essere aumentati del danno morale (già compreso nel punto delle tabelle meneghine), rimanendo comunque di circa 100.000,00 euro inferiori.

STOP IMPROVVISO – Proprio per le fortissime polemiche sul dimezzamento dei risarcimenti, ecco lo sto del decreto al ministero della Salute, in attesa di possibili modifiche.  “Noi, come Associazione vittime della strada – ha dichiarato Stefano Mannacio, numero uno del Cupsit – abbiamo partecipato a tutti gli incontri preliminari col ministero dello Sviluppo economico, per cercare di frenare quello che non è solo un decreto ammazza risarcimenti, ma è un provvedimento per salvare i profitti di qualche assicurazione. Da dieci anni a questa parte, i sinistri sono calati del 40%, il bilancio tecnico dell Rca nell'Ania (l'Associazione delle Assicurazioni) è perfetto e va benissimo. Martedì, ci incontreremo con il ministero della Salute, per dire che le tabelle del Tribunale di Milano sono l'unico parametro di riferimento nazionale studiato, approvato dalla Cassazione e votato dal Parlamento con una mozione che ha avuto 486 parlamentari d'accordo e solo 6 contrari”.

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