Rc auto: ma quali sconti!

Fioccano le critiche al Governo per la riforma Rc auto

18 dicembre 2013 - 6:00

Riforma Rc auto in arrivo nel 2014: dopo l'opera di demolizione da parte Stefano Mannacio (presidente del Cupsit, patrocinatori stragiudiziali), fioccano altre critiche al Governo Letta. In particolare, sul blog Strade sicure, Maurizio Caprino mette in guardia: “Il decreto legge Destinazione Italia sta facendo la sua passerella mediatica, come ogni nuovo decreto che si rispetti. E uno degli aspetti che più attirano l'attenzione è quello degli sconti sulla Rc auto”. Secondo Caprino, i ribassi tariffari rischiano di essere come quelli che vediamo esposti ai distributori di carburante, accanto a un prezzo di 1,7 sul gasolio e 1,8 sulla benzina. “In altre parole, rischiano di non tradursi in risparmi reali per noi assicurati: le nuove misure del Dl Destinazione Italia sono insufficienti a risolvere alla radice le cause del caro-polizze Rc auto, quindi è possibile che le tariffe non scendano come auspicato e che gli sconti vengano calcolati su prezzi aumentati nel frattempo”.

PROBLEMA NON RISOLTO – Ma perché le nuove misure governative non affrontano alla radice il caro-polizze? Anzitutto, “nessuno – dice Caprino – ha ancora messo una pezza alle perdite causate dal fatto che oggi c'è gente che dichiara residenze o passaggi di proprietà verso zone dove le tariffe sono inferiori, senza che poi si voglia controllare le veridicità di queste dichiarazioni”. Inoltre, “non è stato toccato l'aberrante meccanismo del forfait del risarcimento diretto, in cui la marea di microsinistri con danni inferiori al forfait che la Compagnia del responsabile riconosce per legge a quella del danneggiato (è a questa Assicurazione che spetta liquidarlo) viene controllata poco perché non c'è interesse a farlo e quindi si tiene una porta aperta alle frodi”. Poi, c'è “la scarsa attenzione delle Compagnie fa sì che magari per l'una il suo assicurato ha il 100% di ragione, mentre per l'Assicurazione delle controparte ne ha solo al 50%, quindi quest'ultima Compagnia paga al suo cliente il 50% che crede gli spetti e così un incidente che di suo costa 100 può anche essere pagato 150”.

LA STRATEGIA MEDIATICA DELL'ANIA – In merito alla riforma Rc auto, va comunque segnalata l'incessante (e legittima) opera di lobbying dell'Ania, l'Associazione delle Assicurazioni. E la sua intelligente strategia mediatica: la Confindustria delle Compagnie sta spostando l'attenzione su altre questioni della riforma. Molti mezzi di comunicazione non parlano dei regali che il Governo Letta sta facendo alle Assicurazioni attraverso il decreto legge Destinazione Italia: dal risarcimento in forma specifica (che sostanzialmente obbliga l'automobilista a rivolgersi al carrozziere convenzionata con l'Assicurazione) all'abolizione della cessione del credito: l'automobilista non potrà più girare al carrozziere di fiducia il credito vantato nei confronti dell'Assicurazione, la quale se la vedrà direttamente con l'automobilista. Questi dovrà combattere le Compagnie in punta di diritto: un'impresa non da poco, e un bel vantaggio per le Assicurazioni che non avranno più come controparte un carrozziere ferrato in materia. E in che consiste questa strategia dell'Ania? Il presidente Aldo Minucci, sottolinea che “ancora una volta il Governo non ha approvato la tabella unica per il risarcimento dei danni fisici di grave entità, una misura fondamentale per avvicinare il costo della Rc Auto in Italia al livello di quello degli altri Paesi europei”. Non solo: “Laddove fosse verificata l'introduzione di misure impositive in materia di obbligo di offerta di prodotti o di sconti predefiniti in maniera tale da ledere il principio europeo della libertà tariffaria, queste misure incontrerebbero la nostra opposizione e, peraltro, non sarebbero in grado di raggiungere gli obiettivi del Governo, da noi condivisi, di ridurre i costi della Rc auto e i prezzi pagati dagli assicurati”. Il riferimento è soprattutto alla scatola nera: per gli automobilisti che accetteranno di montarla, la Compagnia dovrà concedere uno sconto sulla Rca. L'Ania s'impunta, lamenta la mancata introduzione della nuova tabella sulle macrolesioni, parla di libertà tariffaria. Insomma, mette le mani avanti, fa già altre richieste al Governo, spinge. Per avere ulteriori norme a proprio favore.

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