RC auto. Black box obbligatoria? Forse, ma non per tutti
La notizia della black box obbligatoria entro un anno ha scatenato panico e disinformazione. Vediamo punto per punto cosa frena la scatola nera
La notizia della black box obbligatoria entro un anno ha scatenato panico e disinformazione. Vediamo punto per punto cosa frena la scatola nera
La notizia della black box obbligatoria entro un anno ha scatenato panico e disinformazione. Vediamo punto per punto cosa frena la scatola nera
E' il caso di dirlo, la notizia della scatola nera obbligatoria entro un anno ha fatto letteralmente saltare dai lettini gli automobilisti in vacanza, serenamente abbandonati al relax sotto agli ombrelloni. Da quando è circolata la notizia dell'emendamento al Ddl Concorrenza – leggi qui tutte le novità che riguardano l'RC auto – approvato dalla Commissione Industria del Senato, il web è impazzito in preda a titoloni che non lascerebbero scampo a chi guida un'auto: se vuoi l'assicurazione RC obbligatoria devi montare la black box. Una rivoluzione che stagna ormai da 2 anni nonostante gli spintoni delle Compagnie che “confidano” molto in questo dispositivo di localizzazione e che all'improvviso trova una facile via d'uscita a una serie di criticità, come la definizione degli sconti, quanto dovrà pagare in più chi si macchia per errore di un incidente, ecc.. Vediamo perché quest'obbligo generalizzato della scatola nera non sarà così immediato e semplice come più o meno tutte le notizie dell'ultima ora l'hanno dipinto.
ULTIME NOVITA' SULLA BLACK BOX Procediamo con ordine e cerchiamo di capire perché la Black box è oggetto di attenzioni e valutazioni ormai da diversi mesi soprattutto dalle Compagnie che vorrebbero renderla obbligatoria, ma scaricando tutti gli oneri relativi al montaggio e installazione sui consumatori -leggi qui cosa dice la legge – offrendo uno sconto (che andrebbe già riconosciuto a prescindere agli automobilisti virtuosi sulla base della formula bonus/malus) e concorrendo più efficacemente al contrasto delle frodi. Fino ad oggi la proposta facoltativa di montare la scatola nera ha allettato non pochi automobilisti (nel 2014 si sono contate circa 2 milioni di scatole nere) ma ora quella scelta potrebbe diventare una condizione; vediamo come. La parte più interessante dell'emendamento è che conferisce al Governo la delega, attraverso decreti legislativi per “la progressiva estensione dell'utilizzo dei dispositivi elettronici, con priorità sui veicoli che svolgono un servizio pubblico o che beneficiano di incentivi pubblici e, successivamente, sui veicoli privati adibiti al trasporto di persone o cose”. Inoltre chiarisce che i costi di gestione e installazione delle scatole nere sarebbero a carico delle Compagnie; una mossa sorniona che anche se accettata dalle Compagnie sarebbe secondo il Codacons facilmente raggirabile variando le tariffe. Vanno però fatte molte altre valutazioni sull'imminente obbligatorietà della black box.
LA STRADA E' IN SALITA Intanto non sarà possibile nei termini in cui è stata sommariamente presentata e molto probabilmente sarà una cosa molto più limitata di come è stata lanciata da molte testate. Oltretutto il testo del Ddl, di cui seguiremo ulteriori approfondimenti e sviluppi, sembra affidi poi l'attuazione pratica a provvedimenti governativi. Sarà così semplice? Per ora la volontà e gli interessi di spingere la scatola nera e renderla obbligatoria sono molto forti, tant'è che già due anni fa l'Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) ha presentato un dossier sulle scatole nere per celebrare il fatto che l'Italia era il Paese a maggiore diffusione di questa tecnologia. Quello che non sembra emergere oltre all'allarmismo mediatico è che si tratta di un disegno di legge che sta già peregrinando da 2 anni e che dovrà passare ora per Senato e Camera; a dirla senza giri di parole non troverà pace tanto facilmente.
LA BLACK BOX COME PROVA Inoltre, una questione di cui si dovrà tenere conto nell'iter di approvazione del ddl è la validità giuridica dei dati registrati dalla scatola nera per evitare i contenziosi che si sono già verificati. Marisa Marraffino, avvocato esperto anche in ricorsi spiega che le compagnie spingono sul pieno utilizzo delle risultanze prodotte dalla scatola nera, non solo per provare la dinamica dei sinistri, ma anche in sede penale per perseguire eventuali frodi assicurative commesse dagli assicurati. Quando i mezzi di prova “tradizionali” si rivelano insufficienti o contraddittori, si chiede la produzione dei tracciati delle scatole nere, che però sembrano andare incontro agli stessi rischi di alterazione e variazione delle prove digitali. Infatti, in sede penale sarà importante assicurare l'integrità, genuinità e fedeltà dei dati raccolti, verbalizzando l'intera catena di custodia, oltre che provare la perfetta funzionalità del dispositivo caso per caso. Insomma, una strada tutt'altro che liscia e in discesa. Restate sintonizzati poiché continueremo a seguire ulteriori sviluppi sull'obbligo delle scatole nere.
ALBERTO
21:49, 10 Gennaio 2017Ci sono novità al riguardo della black box.
Un elemento che non leggo nei vari articoli è il problema della privacy con l'acquisizione di tali dati e la loro elaborazione a quali fini?
E' anche verosimile che il premio di quattro milioni di auto non assicurate fanno gola alle compagnie e allo stato.
distinti saluti