Radiazione per esportazione: in arrivo una norma contro i furbetti del bollo

La radiazione per esportazione deve avere come finalità la reimmatricolazione all'estero. Mentre, in Italia, per anni ha permesso di eludere il bollo

 
Radiazione per esportazione: in arrivo una norma contro i furbetti del bollo La radiazione per esportazione deve avere come finalità la reimmatricolazione all'estero. Mentre

La radiazione per esportazione deve avere come finalità la reimmatricolazione all'estero. Mentre, in Italia, per anni ha permesso di eludere il bollo

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13 Novembre 2015 - 09:11

Se il disegno legge stabilità diverrà realtà si farà dura la vita per i furbetti del bollo auto. C'è infatti un preciso emendamento all'articolo 50 di quel ddl che ha un obiettivo semplice: contrastare l'elusione della tassa automobilistica (bollo auto) prevedendo la reimmatricolazione quale condizione obbligatoria affinché un veicolo venga cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico prima di essere esportato.

SOLO SE CIRCOLA ALL'ESTERO – L'emendamento chiarisce definitivamente che la radiazione per esportazione deve avere come unica finalità la reimmatricolazione per l'effettiva circolazione del veicolo all'estero. Il testo è stato presentato dal senatore Stefano Vaccari anche in risposta alla denuncia sollevata dalle Associazioni di FISE UNIRE (Unione Nazionale Imprese Recupero), ADA (Associazione dei Demolitori di Auto) e AIRA (Associazione dei Riciclatori di Auto) nel corso di un convegno promosso la scorsa settimana durante la Fiera Ecomondo. E di cui SicurAUTO.it vi ha già parlato qui.

QUAL È IL GUAIO – Negli ultimi quattro anni, le Associazioni hanno infatti registrato la costante diminuzione dei veicoli avviati a “demolizione” a fronte della brusca crescita della quota dei veicoli “radiati per esportazione” che ha superato complessivamente, negli ultimi quattro anni, la cifra di 2 milioni e mezzo e che nasconde anche profili di illegalità. Attualmente, non è infatti presente alcun controllo efficace sull'effettiva esportazione del veicolo. Una volta radiato per esportazione, del veicolo si perdono le tracce con conseguente possibilità di elusione della normativa fiscale e di responsabilità civile. Sempre più spesso il veicolo radiato per esportazione e reimmatricolato in un Paese estero, di fatto continua a circolare nel territorio dello Stato italiano, con targa straniera, eludendo il pagamento della tassa automobilistica (bollo auto) e gli oneri e spese connessi.

QUANDO RESTANO IN ITALIA – Senza contare che questi veicoli possono inoltre rimanere in territorio italiano, dove vengono cannibalizzati dei pezzi di ricambio, talvolta abbandonati in aree pubbliche o in aree non idonee con possibile danno per l'ambiente sottraendo materie prime all'industria nazionale del riciclo e a quella siderurgica. Adesso, non resta da vedere se la regola (così come l'intero ddl) avranno l'ok definitivo del Parlamento.

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