Quanto sono bravi gli italiani con il Codice della strada?

9 italiani su 10 sono pronti ad insegnare ai bambini le norme basilari della sicurezza stradale. Sarà così per tutti? Ecco i dettagli del sondaggio

7 luglio 2015 - 13:45

Un'indagine, le cui informazioni sono state diramate dal Centro Studi e Documentazione di Direct Line, ha portato a risultati interessanti, come il fatto che il 21% degli intervistati dichiara di ricordare tutto quello che ha studiato durante la frequentazione della scuola guida.

MEMORIA DI FERRO – In effetti a questo 21% di intervistati che ricordano tutto è da aggiungere un altro 21% che dichiara di tenersi sempre al corrente sulle novità che riguardano normative e regole della strada. Prima di andare avanti occorre evidenziare come il sondaggio riguardasse la sicurezza stradale e l'importanza di trasmettere il senso civico ai bambini, considerati gli automobilisti di domani. In particolare la domanda le cui risposte sono state riportate più sopra era: “Ti senti abbastanza preparato sul codice stradale da poter trasmettere a un bambino le principali regole della strada?”. La risposta che ha avuto il maggior numero di consensi – ben il 53% – è stata “Si, credo sia fondamentale trasmettere il senso civico della convivenza sulla strada”. È questa risposta che ci sembra la più importante e anche realistica, dato che pensare che 1 intervistato su 5 ricordi tutto quel che ha studiato sui banchi delle autoscuole è forse un po' ottimistico. Dire “ricordo tutto”richiama probabilmente quello che pensa la persona, con una verifica (magari simulando l'esame a quiz per il conseguimento della patente) che potrebbe dare un riscontro più definito.

CRESCERE CON IL SENSO CIVICO – L'idea di fondo – che sia, cioè, fondamentale trasmettere il senso civico della convivenza sulla strada – è comunque confortante per il suo guardare in avanti nel tempo, quando quelli che oggi sono bambini impugneranno un volante (o un manubrio). Molti italiani, una grande maggioranza, secondo i risultati dell'indagine, si sente quindi abbastanza preparata da poter insegnare ai bambini le norme della circolazione. L'idea si concretizza spesso, sia spiegando “come si fa” ai piccoli sia dando il buon esempio alla guida. Ben il 97% degli intervistati ha infatti dichiarato come dare il buon esempio sulla condotta da tenere alla guida quando si è in giro con un bambino sia considerato molto importante. L'idea si trasforma nello spiegare le nozioni principali di sicurezza (come attraversare la strada, come si interpretano i semafori e così via) per il 62% degli intervistati mentre 24% dichiara di tenere un comportamento irreprensibile quando guida in presenza di un bambino. Solo un'esigua minoranza – l'1% – ammette di essere troppo impulsivo e compiere molte infrazioni anche quando c'è un bambino nell'auto mentre un altro 1% ritiene che il suo comportamento in auto o per strada non influenzi il comportamento del bambino che è con lui/lei.

LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA – A proposito di minoranze, solo un piccolo 3% degli intervistati crede nell'utilità di corsi di aggiornamento periodici (leggi cosa pensano i genitori sui corsi di aggiornamento) mentre sono ancor di meno (solo il 2%, del resto moltissimi dicono di ricordare tutto o quasi) quelli che ammettono di aver dimenticato la maggior parte delle nozioni teoriche che ha appreso per il conseguimento della patente. Chiedendo poi al campione quale fosse il mezzo più sicuro quando si è in giro con un bambino, l'automobile ha ottenuto la maggioranza assoluta del 54%, seguita dall'andare a piedi (23%) e dall'usare i mezzi pubblici (21%) mentre aliquote molto basse registrano le moto 2% e la bicicletta (1%). Notiamo come Direct Line, per avvicinare i bambini al mondo delle auto, abbia preparato 'Share the Road – Spazio ai bambini', un parco giochi itinerante le cui attrazioni sono in parte costruite con pezzi di auto, moto e bici e nel quale si tengono corsi sulla sicurezza stradale. Il 63% ha dichiarato che farebbe giocare i propri figli in un parco giochi siffatto mentre il 29% vorrebbe vederlo prima di decidere. Una nota metodologica: quest'indagine si è svolta nel febbraio 2015 con il CAWI (computer-assisted web interviewing), attraverso il panel proprietario di Duepuntozero Doxa, e ha riguardato 1.000 persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni.

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