Quanto è cambiato il modo di riparare l'auto? Intervista a Renzo Servadei

La manutenzione dell'auto è al giro di boa: tecnologia e innovazione cambieranno il rapporto tra automobilisti e autoriparatori. Ecco cosa ci attende

3 giugno 2015 - 15:00

Alla sua 26esima edizione l'Autopromotec conferma i segnali incoraggianti di ripresa che il mercato auto ha manifestato in Italia nel 2015. La fiera biennale, specializzata nell'aftermarket automotive, è dal 1965 la vetrina d'eccellenza per gli espositori internazionali che promuovono l'innovazione tra gli autoriparatori. Nuove apparecchiature e strumenti dedicati alle officine proveniente un po' da tutto il mondo dimostrano che il modo e le tecnologie per la riparazione e la manutenzione evolvono con l'auto stessa. Innovazione e massima collaborazione con i “cugini” di Automechanika (l'altra fiera biennale sull'aftermarket che si svolge a Francoforte) sono tra le priorità degli organizzatori di Autopromotec. Ma cosa significa ospitare un numero sempre maggiore di espositori, provenienti da 46 Paesi nel mondo? Tutta questa innovazione come influenzerà le abitudini di professionisti e consumatori nel rapporto con l'auto? Ne abbiamo parlato con Renzo Servadei AD Autopromotec.

I NUMERI DI AUTOPROMOTEC – Innovazione significa anche efficienza per un servizio migliore riducendo i tempi di attesa al cliente. E' questa l'aria che abbiamo respirato visitando i 14 padiglioni espositivi del complesso fieristico di Bologna riservati a 1587 espositori (+4,8% del 2013) di cui 663 esteri (+12,5% del 2013). Tra gli stand della manifestazione specializzata “per gli indipendenti” la presenza più significativa è delle aziende italiane (924), seguita da Cina (160) e Germania (100), anche se – a dispetto dei numeri – gli espositori tedeschi sono quelli più rappresentativi della crescita a livello europeo. Ma la visione globale dell'aftermarket automotive fortemente voluta da Servadei (più avanti capiremo perché direttamente dalle sue parole) ha permesso anche ad aziende provenienti da località remote di rappresentare Brasile (con 12 espositori), Taiwan (45), Stati Uniti (29),  Regno Unito (45), Turchia (25), Polonia (29), Francia (27), Spagna (27), Paesi Bassi (26), Belgio (21), Svizzera (11) e Svezia (10). Grazie a questa varietà di aziende si può capire come è cambiata e come cambierà l'assistenza sulle nostra auto. Solo per darvi un'idea, quando andrete dal gommista per sostituire gli pneumatici o controllare semplicemente l'assetto ruote, l'autoriparatore non dovrà più installare ad ogni cerchio il misuratore che trasmette alla stazione ricevente gli angoli geometrici delle ruote. Questa rivoluzione sarà possibile grazie a un sistema ottico di telecamere, presentato da un'azienda italiana, che legge a distanza la posizione delle ruote con una precisione incredibile e mostra all'autoriparatore se intervenire o meno per regolare la convergenza e la campanatura. Il banco di prova dell'assetto virtuale (visibile in funzione nella foto gallery) è solo una delle più incisive innovazioni che testimoniano quanto stia cambiando il mondo dell'autoriparazione. Ma queste rivoluzioni dall'indubbio vantaggio per l'autoriparatore come si traducono per l'automobilista? Pagheremo di più per gli stessi interventi? Sentiamo cosa ne pensa Servadei.

Autopromotec cresce e diventa sempre più internazionale. Ma la crescita è dovuta ad una maggiore presenza di espositori italiani o internazionali?

La crescita è principalmente internazionale e ormai alla 26esima edizione biennale contiamo ben 900 espositori italiani e 600 tra Europa ed ExtraEU.

Volendo andare nel dettaglio, crescono di più gli espositori Extra EU o europei?

Diciamo che la crescita è dovuta principalmente all'Extra Europa. Abbiamo moltissimi espositori dalla Cina come dalla Turchia, che ormai produce macchine che una volta producevamo noi, ha una produzione annua di 3 milioni di veicoli e ha un suo peso che sta fortemente crescendo nel mercato automotive. Una crescita non casuale, visto che lo staff di Autopropmotec ha fatto una grande promozione. Avere espositori dall'estero vuol dire anche che gli espositori esteri promuovono la fiera all'estero, vuol dire anche che arrivano buyer dall'estero. Noi crediamo che il provincialismo non paghi e chi viene qui sa che può avere una visione globale sull'aftermarket che noi curiamo a 360 gradi.

Qual è quindi il rapporto con la fiera tedesca Automechanika?

Una manifestazione che si chiama professionale, non deve dare un servizio tale solo a parole, ma chi viene qui deve trovare tutto, compresi i nostri concorrenti, perché chi non ha bisogno di andare alla fiera concorrente deve poter risparmiare tempo e avere anche la possibilità di incontrare i massimi vertici dei nostri concorrenti.

Tutte queste tecnologie daranno una identità più netta anche alle officine indipendenti rispetto alle Reti ufficiali?

Noi vogliamo cercare di far capire sia ai meccanici sia agli espositori che la tecnologia non serve a niente se non si insegna alle persone come usare quella tecnologia. Tecnologia deve andare a braccetto con disponibilità di informazioni e la capacità di maneggiare le une e le altre. Ecco perché queste attività che vedete molto corpose all'interno di una fiera comportano una trasformazione e non solo un'evoluzione. Adesso con l'evoluzione del veicolo l'autoriparatore non si sporca le mani e basta ma può avere un'impresa di autoriparazioni ad altissimo livello con grandissime soddisfazioni, anche a livello di status. Ad esempio alla conferenza stampa della Mercedes Me, dicevano apertamente che anche per lo stesso concessionario la parte dell'autoriparazione diventerà predominante, quindi il postvendita non diventerà – per così dire – “un male necessario” ma il cuore del business.

Oltre Mercedes però ci siamo accorti che le Reti ufficiali non sono presenti all'Autopromotec. Qual è il motivo? Vengono viste come una concorrenza rispetto a quelle indipendenti?

Noi storicamente siamo sempre stati la manifestazione degli indipendenti; in alcuni anni ci sono state anche delle Reti Volkswagen, Fiat, Citroen, però in queste manifestazioni è l'indipendente che fa la parte prevalente. Noi abbiamo una visione nostra che penso sia diversa da quella percepita dal mercato. Nella competizione vien naturale dire “io sono la Rete della Casa tu sei la Rete indipendente e la lotta è tra me e te”. Ma all'automobilista non gliene frega niente se io sono ufficiale o sono indipendente; vuole solo l'auto riparata, vuole perdere poco tempo, vuole un servizio capillare, ecc. Poi che abbia un Marchio o un altro gli interessa il giusto.

Abbiamo visto tanta innovazione nei macchinari e questo è sicuramente positivo. Ma per il consumatore questo poi si potrebbe tradurre anche in un aumento dei costi anche di manutenzione?

La risposta è no, perché l'affidabilità delle automobili è totalmente cambiata. I macchinari delle officine, sono molto più complessi ma migliorano la produttività, il comfort dell'operatore e la precisione delle diagnosi. Quindi da un lato costano di più ma sono investimenti che danno dei vantaggi. Il risultato quindi comporta una riduzione del numero delle riparazioni: se prima ne facevo 10 ora ne farò 4, quelle 4 saranno un po' più costose ma l'auto sarà riparata anche più raramente.

Marchionne ha dichiarato che solo le alleanze possono salvare l'industria automobilistica. Ma questo sull'aftermarket farà si che anche le Reti difatti potranno riparare anche auto di Marchi concorrenti e aiuterà anche i componentisti?

Un veicolo altro non è che un assemblaggio di ricambi realizzati dai componentisti, che fanno la grande ricerca, poi la mettono a disposizione dei produttori, i quali hanno ovviamente la capacità di scegliere i componenti e metterli in una vettura che sia accattivante.

E per quanto riguarda le informazioni tecniche relative alle auto?

In Italia è in vigore la Legge Ber (Block Exemption Rule, che permette di fare il tagliando in qualsiasi officina senza perdere la Garanzia ufficiale, ndr) per cui esistono delle banche dati riservate agli autoriparatori anche sui veicoli più nuovi. E' una sfida che si sta portando avanti però credo che sarà sempre più difficile alzare delle barriere perché il mondo si sta muovendo sempre di più verso la globalizzazione e la liberalizzazione, con l'abbattimento dei monopoli e quant'altro.

Come abbiamo visto, questa fiera ha un impatto anche attraverso le sue risposte verso il consumatore finale. Perché il consumatore finale difatti in questa fiera è un po' assente?

E' un po' assente perché secondo noi bisogna chiedersi: si può fare una manifestazione sull'autoriparazione anche dedicata al consumatore finale come i saloni dell'auto? Noi siamo una fiera altamente specializzata, per cui se bisogna informare sull'officina è chiaro che illustrando una nuova tecnologia agli addetti ai lavori e al consumatore finale, non si riuscirebbe – per come siamo strutturati – a fare un'attività di comunicazione adeguata. Tant'è che le fiere generaliste scompaiono, perché non si può fare una fiera specializzata e generalista insieme.

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