Proposta Anci. Urti una bici? A te l'onere della prova

Bici in città, dall'Anci una proposta rivoluzionaria: il veicolo più forte avrà l'onere della prova in caso di incidente

6 novembre 2013 - 7:00

“Occorre una revisione organica del Codice della strada per favorire la mobilità ciclistica e pedonale in città. Il Codice deve ispirarsi esplicitamente ai princìpi di mobilità sostenibile. L'utenza debole va tutelata attribuendo l'onere della prova al soggetto meno vulnerabile”: è la premessa della rivoluzionaria proposta dell'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) a favore della bici. In una bozza per il ministero dei Trasporti e e delle Infrastrutture, i sindaci dei Comuni hanno proposto specifiche modifiche al Codice, in fase di revisione alla commissione Trasporti della Camera, con l'obiettivo di trasformare radicalmente le strade italiane in àmbito urbano.

TUTTO DA CAMBIARE – “Come Anci abbiamo indicato la necessità di una drastica rivoluzione dei princìpi delle regole della strada, che non riguarda solo la bicicletta, ma la necessità di ripensare i centri urbani a misura di pedoni e ciclisti. Abbiamo presentato in tal senso al ministero un quadro di proposte condiviso tra Comuni e mondo dell'associazionismo e trovato interlocutori attenti. Ci aspettiamo quindi nei prossimi giorni una proposta dal ministero che consenta di recepire e attuare nelle città dei cambiamenti a breve ed in contemporanea continueremo a collaborare alla revisione strutturale del Codice della strada''. È quanto dichiarato dal delegato Anci alla mobilità, Pierfrancesco Maran, a margine dell'incontro sulle nuove regole della ciclabilità nei centri urbani, che ha avuto luogo il 31 ottobre a Roma, presso la sede dell'Anci. Lo si legge in una nota stampa ufficiale diramata da Anci nazionale il 31 ottobre 2013.

PER CAPIRE LE RESPONSABILITÀ – Il cuore del progetto Anci sta nel ribaltamento dell'onere della prova, in caso di incidente, a carico del veicolo pesante: il mezzo più forte (per esempio l'auto) dovrà dimostrare la propria innocenza se si scontra con una bici. Oggi, la responsabilità di colui che procura un danno a seguito di un sinistro stradale si inquadra nel genere della responsabilità extracontrattuale. Ai fini dell'imputazione della responsabilità (ossia per capire di chi è la colpa dell'incidente), è sufficiente che l'attore (il danneggiato) dimostri che il danno lamentato è stato prodotto dal danneggiante. Serve la prova di un comportamento del conducente contrario alle norme del Codice della strada. Invece, con la proposta Anci, tutto questo non vale più: sarà sempre e comunque il guidatore dell'auto a dover dimostrare la propria innocenza, in caso di incidente con la bici. Una proposta che lascia perplessi: è vero che il ciclista è un utente debole, e che va fatto di tutto per tutelarlo sensibilizzando gli automobilisti (e gli stessi guidatori delle bici, che spesso commettono infrazioni), ma non pare necessario il ribaltamento dell'onere della prova. Che renderebbe ancora più confluttuale di quanto già non sia il rapporto fra automobilisti e ciclisti in città.

ALTRE PROPOSTE – L'Anci propone anche di tracciare una corsia ciclabile in continuità sulle strade urbane nella mano destra. Servirebbe, secondo i Comuni, il posizionamento avanzato dei semafori e della loro ristrutturazione con una lanterna specifica per i ciclisti rispetto agli altri veicoli, per favorire la ripartenza al verde. L'Anci punta a parcheggi a spina di pesce sulla mano sinistra per favorire le corsie ciclabili su quella destra. Vorrebbe pure il doppio senso di circolazione sempre ammessa e senza vincoli di larghezza minima per le biciclette in vie a senso unico. Più la cessazione dell'obbligo di uso delle piste ciclabili, così come di quello di pedalare sul bordo della carreggiata (quindi sorpasso autorizzato). Viene sciolto il nodo dell'infortunio in itinere: “Lo spostamento in bici casa-lavoro e per ragioni di servizio – si legge nel documento Anci – deve essere riconosciuto dall'Inail alla pari del trasporto pubblico”. L'Anci vuole favorire il parcheggio negli spazi condominiali, togliendo al condominio la potestà di vietarlo; e il limite di velocità in àmbito urbano va portato – per i Comuni – da 50 a 30 km/h.

1 commento

Daniele
14:41, 7 novembre 2013

Concordo: maggior severità nel rispettare e, soprattutto, nel far rispettare il codice della strada non solo ai conducenti di veicoli e motocicli ma anche ai ciclisti

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