Ponte Morandi, spunta il video top-secret con le prove del crollo

Un video segretato dalla procura sta guidando gli inquirenti sul crollo del Ponte Morandi. Intanto oltre 1400 aziende fanno la stima dei danni

3 settembre 2018 - 11:12

Potrebbe sembrare cinico e irrispettoso affermare che il trucco (o meglio il video – dipende da quale prospettiva si osserva la vicenda del viadotto Polcevera, se dal lato degli indiziati o degli inquirenti) c'è ma non si vede, perché la procura non vuole che sia diffuso. Perché sul Ponte Morandi si è aperta una delle inchieste per disastro stradale più sconcertanti della storia delle infrastrutture italiane e per questo il procuratore di Genova, che inizialmente aveva parlato di un blackout delle telecamere sul ponte ora fornisce quei dettagli che tutti aspettavano: un video segretato per motivi di indagine, ma si potrebbe ricorrere anche un secondo ancora più segreto e che non proviene da telecamere attorno al ponte.

PERCHE' LE PROVE SONO SEGRETE Può la macchina della giustizia fermarsi così davanti a video presumibilmente cancellati o spazzati dal crollo? Sarebbe stata una vittoria troppo facile per il più grande gestore della rete stradale, in capo alla nota famiglia di imprenditori, che ora è chiamato a rispondere di possibili inadempienze e negligenze.  Se così lasciava presagire la dichiarazione del procuratore di Genova Francesco Cozzi relativamente all'indisponibilità delle telecamere di Autostrade dopo il crollo e all'irrilevanza delle immagini panoramiche a causa del maltempo, le indagini della procura proseguono a ritmo serrato confrontando le dichiarazioni dei testimoni con almeno un altro video determinante  messo in cassaforte per non perdere tempo prezioso. “Le immagini non le possiamo divulgare per motivi investigativi.- ha spiegato il procuratore Francesco Cozzi – Se i vari testimoni oculari che stiamo sentendo le vedessero rischierebbero di raccontarci una versione inquinata di come sono andate esattamente le cose. E così ci permette anche di escludere mitomani che possano inventarsi le cose”

IPOTESI SECONDO VIDEO SUPER SEGRETO  Anche se è assurdo che su una struttura di rilevanza europea per il traffico verso la Francia e la Spagna ci fossero solo telecamere per il monitoraggio del traffico, mentre la solidità della struttura terrorizzava chi ci passava sotto, quelle immagini inutilizzabili non fermeranno il team di magistrati che il procuratore però chiede di potenziare. Mentre si ascoltano le dichiarazioni di testimoni che hanno assistito al crollo e che saranno confrontate con il video segretato ripreso da una telecamera di sicurezza di corso Perrone, la procura potrebbe ricorrere ad una super-prova sfruttando tecnologie che non hanno nulla a che vedere con le telecamere delle aziende che circondano il ponte. Per ora comunque i magistrati sono impegnati a scandagliare le migliaia di pagine di documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza sulla manutenzione e come spiega il procuratore Cozzi “L'analisi della documentazione che abbiamo acquisito ci ha portato a raccogliere elementi utili che risalgono fino dagli anni '80”. Dagli elementi video quindi dipenderanno i tempi delle indagini su cui sono stati chiamati a pronunciarsi anche i periti. Quello che in uno dei video top-secret in mano alla procura potrebbe saltare fuori potrebbe corrispondere ad una delle possibili dinamiche del crollo simulate in 3D nel video qui sotto.

PRONTO IL PROGETTO DEL NUOVO PONTE L'abbattimento dei monconi del ponte Morandi dunque potrebbe richiedere ancora molto tempo, mentre Renzo Piano ha avanzato la sua bozza di progetto con 43 simbolici lampioni ad illuminare e ricordare ognuna delle vittime travolte dal crollo, le imprese hanno i conti con le conseguenze della tragedia. Sarebbero 1493 le aziende che hanno registrato danni per il crollo, diretti o legati al traffico interdetto. Per queste imprese potrebbe concretizzarsi la proposta dell'assessore allo Sviluppo Economico della Regione ha proposto agevolazioni e sospensione della regolarità contributiva (DURC), una deviazione del traffico per l'area portuale e la deroga della cassa integrazione per le piccole e medie imprese.

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