Tuning ruote: come se la cavano i gommisti a 6 anni dal decreto ruote?

Solo il 60% dei gommisti è preparato sul tuning ruote: un’indagine di Assoruote rivela che molti commettono ancora errori legati alla vecchia scuola e non previsti dal decreto ruote

10 dicembre 2019 - 10:52

Cambiare le ruote originali e montare pneumatici e cerchi “maggiorati” si può fare legalmente dal 2013 se si rispettano le condizioni del Decreto Ruote. La norma anche conosciuta impropriamente come Tuning Ruote, affida agli installatori di pneumatici e gommisti l’importante compito di guidare gli automobilisti nella scelta. Ma come se la cavano i gommisti in un test reale? Oltre la metà conoscono i dettami del Decreto Ruote. Ma all’atto pratico sono emerse lacune tecnico-amministrative anche legate alla sicurezza di cui un automobilista potrebbe non accorgersi. Ecco i risultati dell’indagine di Assoruote sull’applicazione del Tuning Ruote tra gli addetti ai lavori.

GOMMISTI PARZIALMENTE IMPREPARATI SUL TUNING RUOTE E MONTAGGIO

Il Decreto Ruote è una delle pochissime liberalizzazioni che il Tuning ha ottenuto in Italia, assieme ai freni maggiorati e alle pellicole oscuranti sui vetri. Anche per questo motivo, a distanza di 6 anni, gli installatori dovrebbero conoscere adeguatamente cosa prevede il Decreto Ruote e le procedure per passare a una misura di ruote maggiore. Da questo impulso è partita un’indagine in occasione di Autopromotec seguita da un test in incognito presso 100 gommisti per vedere quanto realmente i gommisti sanno sul Tuning Ruote. Dalle risposte del sondaggio è emerso che oltre il 60% dei gommisti ha una buona conoscenza del contenuto del decreto e lo applica correttamente. Ma c’è anche un’eclatante rivelazione nelle parole di Guglielmo Bertolinelli, vice-presidente di Assoruote: “diversi gommisti hanno fornito risposte inesatte sul tema della bulloneria e del serraggio. Questo ci porta a riflettere, come associazione, sul fatto che bisogna investire sull’importanza della formazione”.

IL TEST IN INCOGNITO SUL TUNING RUOTE NELLE OFFICINE

Oltre alla teoria, gli installatori di pneumatici sono stati valutati, in incognito, anche in un test reale sul campo. Il test ha coinvolto a loro insaputa 100 gommisti ai quali sono stati chiesti, nelle vesti di un automobilista qualsiasi, informazioni riguardanti il Decreto Ruote. La prova, uguale per tutti, consisteva nella valutazione del montaggio di ruote da 20 pollici su un’auto che da libretto prevedeva al massimo 19 pollici. Il test sul campo però ha fatto emergere risultanze contrastanti, tra la possibilità di effettuare l’upgrade e la necessità di richiedere il nullaosta alla Casa costruttrice dell’auto. Mentre in realtà un caposaldo del Decreto Ruote è proprio l’abolizione della richiesta nei casi in cui si installi un gruppo ruota NAD specificamente testato e omologato per un modello di auto (o famiglia di modelli).

AGGIORNARE IL LIBRETTO CON IL DECRETO RUOTE

Dall’indagine sui gommisti alle prese con il Decreto Ruote, viene fuori anche un’altra difficoltà, per lo più amministrativa che invece il Light Tuning Ruote avrebbe dovuto cancellare. Dal sondaggio risulta che secondo il 40% dei gommisti, tutti i loro clienti hanno difficoltà ad aggiornare il libretto in Motorizzazione (qualche volta per il 50%). I tempi di attesa per le verifiche post montaggio sono la fase più critica del Tuning Ruote. Nel 26% dei casi l’attesa dura meno di 1 mese, nei casi più frequenti da 1 a 2 mesi (42%) o da 2 a 4 mesi (21%).

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