Pioggia prevedibile? Il proprietario della strada risarcisce il danno da buca

Pioggia prevedibile? Il proprietario della strada risarcisce il danno da buca Lo dice il Tribunale di Palermo: l'automobilista danneggiato va risarcito se danneggia l'auto in una buca coperta d'acqua

Lo dice il Tribunale di Palermo: l'automobilista danneggiato va risarcito se danneggia l'auto in una buca coperta d'acqua

10 Novembre 2015 - 09:11

Giudici in soccorso degli automobilisti vittime delle buche: se la voragine è coperta dall'acqua, quindi invisibile, e se il guidatore procedeva con la massima prudenza, il gestore deve risarcire i danni della macchina e le eventuali lesioni fisiche. Lo ha stabilito il Tribunale di Palermo, con recente sentenza 5494/15. Che fa seguito a una sterminata giurisprudenza in materia: da decenni, è in atto una guerra fra automobilisti da una parte e gestori delle strade dall'altra. Questi ultimi sostengono di aver fatto tutto il possibile per tenere in ordine la strada, mentre sono i guidatori a non condurre il mezzo con la necessaria prudenza: se andassero più piano, e guidassero con gli occhi aperti, eviterebbero le buche. Sono diatribe così accese che spesso il gestore, condannato in primo e secondo grado, la tira per le lunghe, trascinando il cittadino in Cassazione, imponendogli perdite di tempo e denaro.

LEGGIAMO LA MASSIMA – In caso di sinistro stradale, dice il Tribunale, deve ritenersi sussistente la responsabilità da custodia dell'ente proprietario della strada nei casi di vizi di carattere strutturale del bene, quali appunto dissesti, anomalie e buche, che sono fattori di rischio prevedibili per il custode e come tale evitabili, escludendone l'operatività nei casi di anomalie connessi a fattori di rischio, esterne, dovute anche all'incurie degli utenti non prevedibili, dovendosi ritenere definitivamente disconosciuta la categoria giuridica dell'insidia o trabocchetto ritenendo che tale figura, di cui non vi è traccia nel dettato dell'articolo 2043 del Codice civile sia diventato un elemento della prova liberatoria che può fornire il proprietario della strada dimostrando di avere adottato tutte le misura idonee a prevenire o impedire che il bene demaniale presenti per l'utente una situazione di pericolo.

I PUNTI CHIAVE – Come ricorda SicurAUTO.it nella sua guida per avere il risarcimento dei danni da buca, princìpi-cardine affermati negli ultimi anni dalla Cassazione sono due. Primo: l'ente proprietario non può più cavarsela “in automatico” come accadeva sino a sei anni fa, quando bastava dire che l'estensione della strada rende impossibile un controllo continuo delle sue condizioni e l'eliminazione immediata di eventuali situazioni di pericolo. Secondo: ogni pericolo va segnalato, salvo che sia sorto immediatamente prima dell'incidente. In base al primo principio (affermato, per esempio, nelle sentenze 1691/09 e 21328/10 della terza sezione civile della Cassazione), il giudice deve valutare se l'ente proprietario ha fatto tutto il possibile, in base alle caratteristiche della strada, alla sua importanza e alle tecnologie disponibili. Per esempio, non avrebbe senso chiedere a un Comune di installare telecamere di sorveglianza in una via secondaria, ma si certo si può pretenderlo sui vialoni di attraversamento di una grande città. Il principio dell'obbligo di segnalazione vale invece anche per eventi che prima nella prassi passavano inosservati, come per esempio un tombino troppo sporgente rispetto all'asfalto (sentenza n. 11709/09, sempre della terza sezione civile).

STARE ATTENTI – Resta comunque da valutare se il conducente sia corresponsabile del danno e in che percentuale. Infatti, chi guida ha sempre l'obbligo di essere prudente e di evitare tutti i pericoli visibili o prevedibili. Quindi, se si accerta che la velocità era eccessiva o che l'ostacolo era visibile, almeno parte della colpa sarà attribuita al conducente e il risarcimento verrà ridotto di una quota percentuale corrispondente. Risarcimento che va chiesto, per iscritto, all'ente proprietario della strada (Anas, Comune, Provincia, Regione, Società autostradale). E in ogni caso, raccogliete quante più prove possibile: foto, testimonianze, verbale delle forze dell'ordine. Cercando di dimostrare la vostra assoluta innocenza: stavate guidando con la massima prudenza, e quella buca era un trabocchetto imprevedibile.

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